Art Of Noise – è uscita la versione deluxe di ”In no sense? non sense!”

 

2CD con i brani rimasterizzati dai nastri originali, 22 tracce inedite, missaggi rari 12 pollici e diverse collaborazioni tra cui Paul McCartney

Warner Music Italy ha il piacere di ripubblicare, per la prima volta, “IN NO SENSE? NONSENSE!”, il terzo album degli ART OF NOISE ampiamente considerato il loro lavoro più avventuroso e più sperimentale.

Il pacchetto deluxe doppio CD contiene l’audio nuovamente rimasterizzato più 22 registrazioni inedite estrapolate dai nastri originali, diverse versioni singole e una moltitudine di missaggi, alcuni disponibili su CD per la prima volta. Le collaborazioni includono Paul McCartney in “Spies Like Us” e Duane Eddy in “Lost Innocence” e “Spies” che completano la trilogia del gruppo con il maestro del Twang, collaborazione che iniziò con la rielaborazione di “Peter Gunn”, vincitore di un Grammy Award nel 1987. I singoli includono inoltre “Legacy” e “Dragnet” con il campionamento di Dan Aykroyd e Tom Hanks.

Questa ristampa diventa ancora più scottante dopo il recente “reboot” live dei cofondatori degli Art of Noise Anne Dudley, JJ Jeczalik e Gary Langan che a maggio di quest’anno si sono esibiti sold-out al British Library, senza contare le future date che presto saranno annunciate.

In No Sense? Nonsense!” è un album piuttosto complesso. È sofisticato, variegato e intelligente. Non ci sono brani che si prestano a diventare singoli (“Dragnet” è stato un dirottamento) ma ci sono delle splendide tracce. “Ode to Don Jose”, ad esempio è adorabile” – Anne Dudley

La mia traccia preferita di “In No Sense? Nonsense!”? Direi “A Day at the Races”. Semplicemente amo il suo groove. È stata per gran parte registrata live in un nastro largo mezzo pollice. È straordinario. Insieme agli strumenti di “Darkness”, definisce il nostro uso di suoni e colori astrusi per creare la ritmica” – JJ Jeczalik

“Pubblicato originariamente nella tarda estate del 1987, “In No Sense? Nonsense!” è un album di giustapposizioni. In quel periodo gli Art of Noise non erano più un gruppo, ma erano diventati un duo: Gary Langan aveva lasciato il progetto dopo “In Visible Silence” lasciando Anne Dudley e JJ Jeczalik al timone. Essendo più che due semplici musicisti, con stili differenti sono riusciti ad affiancare due modi completamente diversi di fare musica. Una serie di collaboratori americani – da Arthur Baker ai Fat Boys passando per Duane Eddy – sono stati contrapposti alla quintessenza inglese, il coro della Ely Cathedral e il suono dell’Intercity 125. La tecnologia all’avanguardia – the Akai S900 e la Fairlight Series III- è stata invece opposta a pezzi classici e al piano.

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E da un album che originariamente includeva solo un singolo furono estrapolate una serie di tracce che furono utilizzate come soundtrack per i film di Hollywood: “Dragnet” (che fece guadagnare agli Art of Noise una seconda nomina ai Grammy), “Spies Like Us” (con Paul McCartney), “Earth Girls Are Easy” (per Julian Temple), “Silence Like Glas”s e “Disorderlies”. Gli Art Of Noise sono riusciti in qualche modo a pubblicare il loro lavoro più connesso e fluido: 70 minuti di armonia ininterrotta e in progressione. Nonostante queste giustapposizioni o forse grazie a queste?” – Ian Peel, dalle note di copertina della deluxe edition

 

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