Venerus – ”A che punto è la notte” è il debut EP  è l’inizio di un percorso sia artistico che umano, un biglietto per partire con poche cose, quelle veramente importanti.

A CHE PUNTO È LA NOTTE è il debut EP  in uscita il 16 novembre per Asian Fake Un mondo contemporary soul impreziosito  dalle collaborazioni con Mace e Frenetik&Orang3.

E’ il debut EP di VENERUS, Il disco segue la pubblicazione dei primi brani Non Ti Conosco e Dreamliner, che hanno acceso i riflettori sul mondo contemporary soul del giovane songwriter.

A CHE PUNTO È LA NOTTE è per Andrea l’inizio di un percorso sia artistico che umano, un biglietto per partire con poche cose, quelle veramente importanti, in una valigia:

Per la prima volta scrivo e canto in italiano, posso esprimermi nella mia lingua e questo significa molto. Negli anni dello studio al conservatorio, In Inghilterra, la mia testa pensava “Musica – Musica – Musica”, il suono era tutto. Adesso posso raccontare, raccontarmi: era il tassello mancante.” Venerus

Il titolo indica quel momento in cui si alza la testa per capire dove si è. Può essere una domanda, per chiedersi che punto si è del proprio viaggio, ma anche una constatazione: eccomi qui, questo sono io adesso, a questo punto del cammino. Perdersi nel buio della notte, ma anche nel suo transitare, perché, a differenza del giorno, non c’è riferimento che segni il trascorrere delle ore. È in istanti come questi, lontani dalla luce e dal tempo, che Venerus scrive e registra i contorni del suo mondo: il sonno, quello degli altri, porta consiglio.

Il suono di A CHE PUNTO È LA NOTTE riflette le tante sfaccettature del gusto di Venerus: c’è il jazz, il soul, l’elettronica. La maggior parte degli strumenti è stata suonata in prima persona da Andrea, per necessità fisica e psicologica di sentirla sua. Contemporaneamente l’utilizzo del computer ha dato a Venerus la possibilità di estraniarsi e trasfigurare la materialità della sua musica. Le produzioni di Mace in Sindrome e di Frenetik&Orang3 in IoxTe e Senzasonno, hanno poi esaltato ogni loro singola nota.

La cover, nata dalla collaborazione tra Venerus, Andrea Cleopatria (regista di tutti i video) e Dario Guccio, descrive l’immagine della trasfigurazione. C’è una base di realtà, di musica materiale, da cui però viene evocato dell’altro, come una scenografia teatrale: palesemente finta, eppure capace di regalare a chi guarda sensazione e atmosfere.

Ho voluto creare un mio palco, giocare sull’ambiguità così che nessuno avesse paletti in cui incasellarmi. Quando ti ho tolto i punti di riferimento, le tue coordinate, posso rapportarmi a te nel modo che preferisco, portarti nel mio mondo senza preconcetti, raccontarti qualcosa di sincero. In questo senso lo spazio in cui sono seduto è finto, però l’abbiamo costruito con le nostre mani, dunque è anche vero. Io sono lì in carne ossa, ma truccato e quindi finto. Un me trasfigurato, un me musicista che non vuole però rinchiudersi in sé stesso: non mi interessa fare musica per musicisti, scavarmi una nicchia, faccio musica sperando arrivi a più persone possibile.” Venerus

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BIO
Andrea Venerus (1992), originario di San Siro, Milano, a 18 anni si trasferisce a Londra dove per 5 anni approfondisce le sue conoscenze musicali e comincia a lavorare a progetti personali, venendo a contatto con le scene musicali di Brixton e di Notting Hill. Terminato il periodo in terra inglese l’artista registra un disco a Roma e, rimasto affascinato dalle atmosfere della città, vi si trasferisce: lì ora vive e lavora al suo progetto solista.

 

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