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ROSMY – Intervista sul nuovo Album ”Universale”, ‘’la libertà, la solitudine, la consapevolezza’’

UNIVERSALE
‘’la libertà, la solitudine, la consapevolezza’’

Prodotto da Enrico “Kikko” Palmosi, “UNIVERSALE” è un racconto in 10 tracce: storie ed emozioni che rappresentano il mondo di Rosmy, o meglio, il suo “universo” artistico e personale. Con un perfetto mix di energia, passione e delicatezza che la contraddistingue, Rosmy canta l’amore in tutte le sue sfaccettature: la libertà, la solitudine, la consapevolezza.

Il progetto di questo primo album è stato chiaro sin da subito, l’amore doveva essere il protagonista ?

Universale” è nato pian piano, di volta in volta nascevano dei temi tratti dal quotidiano, ma alla fine ho deciso di metterli insieme in un unico disco. “Universale” racchiude tutto quello che sono, ma non tutto è autobiografico e vissuto in prima persona, la maggior parte delle cose le ho apprese da ciò che è accaduto attorno a me ed è per questo motivo che il titolo è diventato “Universale”. La parola amore non è sempre presente nei titoli ma in ciò che sento, mi sono accorta che è quello che manca al giorno d’oggi, l’idea di poter amore, ma non in maniera superficiale, ma tutto può definirsi amore: come ad esempio il desiderio di libertà, ma anche il ghosting, ossia il distacco e quindi la sofferenza… Penso che non bisogna mai abbattersi e nella mia musica ho sempre cercato di dare un senso a quello che sono i valori di oggi.

Trema Pure la città, è una canzone che vuole dare speranza, hai cercato di dare un segnale sempre positivo attraverso le dieci tracce dell’album Universale?

Si è così non vedo mai la negatività nella vita, come ad esempio nel brano ”Inutilmente” il messaggio è “Non dobbiamo vivere inutilmente.” Dobbiamo fare in modo che se ci accade qualcosa che ci butta a terra fino ad isolarci e a porci mille domande, è importante trovare sempre una motivazione che ci da conforto, cercare una significato nelle cose intorno a noi

«Quando tutto improvvisamente sparisce – commenta Rosmy – quello che resta è la continua ricerca di qualcosa che vive senza un perché. Io non voglio vivere inutilmente»

La canzone è un’alchimia tra musica, parole e interpretazione, l’album è una miscela di musica elettronica ma di base emerge la musica melodica italiana riconosciuta all’ estero, pensi di presentare ‘’Universale’’ anche in altre nazioni?

In questi tempi la situazione nel mondo musicale è grave, nessuno compra i dischi, si ascolta tramite spotify e altre piattaforme streaming, si acquista il brano se capita, siamo in una fase molto particolare. Si fa fatica ad uscire da questa situazione in Italia, e chissà come sarà all’estero. Il fatto che io abbia studiato lingue, forse potrebbe avvantaggiarmi, chissà!

Universale è un disco che può essere ascoltato da tutti.

Ricordo ad esempio che una mia amica americana ha tradotto in inglese il brano “Ho scelto di essere libera”, quel brano le ha fatto capire delle cose molto importanti, ed è questa la cosa bella della musica. Lei in questo brano ha trovato soluzioni solo ascoltandolo. Ha poi aggiunto che se fosse stata in inglese sicuramente avrebbe avuto molti più ascoltatori entusiasti in America.

Hai inserito nell’album Ninna Nanna che hai cantato con i Renanera, è un’omaggio che vuole dare spazio alla musica antica della tua terra.
Pensi che ci sia il rischio di dimenticare le antiche tradizioni musicali?

Ninna Nanna è tratto dai miei avi musicisti e l’ho riadattata e fatta riarrangiare ad Antonio Deodati dei Renanera, gruppo etnico del sud, che ne ha fatto una versione nuova in chiave un po’ più etnica e popolare. Sembra che questo brano sia al di fuori da tutti gli altri, ma in realtà è la mia anima è il legame con miei avi, ed è importante mantenere viva la nostra melodia, il nostro passato. Io credo che la trap o il rap sono un genere particolare ma non fa parte della nostra cultura, penso che non dobbiamo dimenticare mai la nostra identità, ciò che siamo, basta ricordare come la nostra musica ci ha fatto conoscere ed è ancora viva in tutto il mondo.

Rosmy, nome d’arte di Rosamaria Tempone, è una cantautrice lucana, con un passato di cantante e attrice di teatro. Erede della Famiglia Trinchitella, musici e girovaghi di arpa e violino, che hanno portato a New York e Parigi la tradizione dell’arpa “Viggianese”

Se mi sfiori, è una canzone scritta da Mango per Mia Martini, l’hai interpretata quando hai vinto Premio Mia Martini nel 2016 e ora l’hai inserita nell’ album.
Vorrei chiederti se hai visto il Festival di Sanremo e come ti è sembrato l’omaggio di Serena Rossi e Claudio Baglioni.

Per quanto riguarda il Premio è stato come un miracolo, Mia Martini mi ha ridato il desiderio di andare avanti nella musica

Mi ero fermata per un periodo, ma quando ho vinto quel premio ho capito che era il caso di venir fuori con grinta e coraggio. Mia Martini mi ha portato una fortuna grandissima e mi ha fatto capire tante cose. Per la serata della premiazione ho scelto la canzone scritta per lei da Mango, mio conterraneo Lucano nel ’76, quando non era ancora conosciuto, me ne sono innamorata subito, è una poesia in musica. L’ho fatta mia ed è diventata un mio cavallo di battaglia, emoziona me e chi l’ascolta.

Il Festival di Sanremo deve rivivere di questi momenti di forte emozione, per non diventare finzione, di un pubblico che si alza in piedi perché ha sentito qualcosa, vedi, come è accaduto anche per Loredana Bertè
e L’ emozione forte per la performance di Claudio Baglioni e Serena Rossi, che mi è piaciuta molto. Il pubblico ha la verità in mano e il palco di Sanremo è il nostro palco e dovrebbe far capire quanto le cose ci appassionano, proprio perché la musica fa vibrare qualcosa dentro, e se su quel palco l’emozione si è sentita allora credo che ancora possa esiste.

Tornando alle tue esperienze in teatro, pensi di portare l’Album Universale in un tour nei teatri ?

Iniziamo per gradi ad oggi è uscito “Addormentarsi insieme”che forse è l’unica canzone autobiografica, la canzone sembra che parli di due amanti, mentre in realtà parla del mio Lucky, un bellissimo volpino bianco che mi è venuto a mancare lasciando in me un vuoto pazzesco. A giorni uscirà il videoclip. E poi a Maggio ci saranno due date importanti: la prima 9 maggio al teatro stabile di Potenza e poi a Milano (a breve verrà comunicata la data), sarà una versione unplugged con chitarra, violoncello e pianoforte, attraverso parole e musica rappresenterò un’altra parte di me, il mio mondo più intimo.

C’è qualcosa che vorresti dire in merito all’album Universo che per te è importante?

Che “universale” il mio universo non si ferma qui e continuerà a emozionare e ad emozionarmi…con nuovi brani, nuove avventure…d’altronde L universo è infinito.

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