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Festival di Spoleto Dei 2Mondi – Il programma degli eventi musicali

Il Festival di Spoleto è una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo
che si svolge annualmente nella città di Spoleto dal 1958.

Il manifesto della 62a edizione è di David LaChapelle, fotografo americano apprezzato in tutto il mondo per
il suo inconfondibile stile

Il Festival dei Due Mondi di Spoleto si svolge quest’anno dal 28 giugno al 14 luglio. Alla sua 62a edizione, la manifestazione conferma il suo carattere originale e il suo prestigio internazionale quale storico luogo d’incontro tra culture diverse, nel quale ogni estate, da ogni parte del mondo, si danno appuntamento le grandi arti della scena: Opera, Musica, Danza, Teatro

Il Festival di Spoleto ha il sostegno di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Umbria, Comune di Spoleto, Fondazione Carla Fendi, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Banca Popolare di Spoleto del Gruppo Banco Desio, Intesa Sanpaolo, Monini, Fabiana Filippi, BMW e molti
altri sponsor e partner.

La Rai rinnova l’accordo come main media supporter, riservando al Festival una specifica programmazione su Rai Cultura, RaiNews24, RaiRadio 3, TGR e Ray Play, oltre che sul portale www.rainews.it, con collegamenti quotidiani in diretta, interviste e servizi, e con la realizzazione di uno spot che verrà trasmesso sui principali canali TV. Il quotidiano la Repubblica sarà quest’anno, nuovamente,main media partner, per supportare e dare spazio al filone culturale espresso dal Festival. A sostegno del Festival anche il main media partner Il Messaggero, che garantirà una copertura su web e social network. E continua la collaborazione con il Corriere della Sera.

PROSERPINE
OPERA LIRICA IN DUE ATTI

Opera
Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
28 Giugno 2019 h 19:30
30 Giugno 2019 h 16:00

Tratta dal poema drammatico Proserpine di Mary Shelley
editore Casa Ricordi srl, musica Silvia Colasanti, adattamento René de Ceccatty Giorgio Ferrara, direttore Pierre-André Valade, regia Giorgio Ferrara scene Sandro Chia costumi Vincent Darré, luci Fiammetta Baldiserri Ceres Sharon Carty, Proserpine Dísella Lárusdóttir, Ino Anna Patalong Eunoe Silvia Regazzo, Arethusa Katarzyna Otczyk, Ascalaphus Lorenzo Grante, Shades of Hell Caterina Bonanni, Eugenia Faustini, Giulia Gallone, Cecilia Guzzardi, Elisabetta Misasi, Eleonora Pace attori diplomati dell Accademia d´Arte Drammatica “Silvio d´Amico” di Roma Orchestra Giovanile Italiana produzione Spoleto62 Festival dei 2Mondi
Proserpine è un poema drammatico di Mary Shelley, scritto con la collaborazione di Percy Shelley. Si tratta di una sorta di “tragedia pastorale”, con al centro i personaggi mitologici di Proserpina e di sua madre Cerere. Si racconta del rapimento di Proserpina compiuto da Plutone e dell’intervento di Giove, padre di Proserpina, che impone a Plutone di lasciarla tornare sulla terra in primavera e in estate, e di giacere con il suo sposo infernale in autunno e in inverno.

Il mito era appunto destinato a chiarire l’alternanza delle stagioni. Mary Shelley usa questo mito per sviluppare il suo pensiero sull’ambiguità dei sentimenti (in particolare quello materno e quello filiale) e dell’ambivalenza dell’essere umano: l’ha scritto subito dopo Frankenstein. Come tante donne dopo di lei, ha sfruttato il mito di Proserpina (o Perserfone o Corè) per parlare anche del rapporto madre-figlia, tema per lei ossessivo.
Mary Shelley era la figlia di MaryWolstonecraft considerata la prima “femminista” inglese, morta quando Mary Shelley aveva solo undici giorni. La scrittrice perciò non conobbe sua madre e il suo stesso rapporto con la maternità fu molto tormentato: perse i primi tre figli avuti da Percy (una femmina e due maschi), mentre solo il quarto sopravvisse.

Proserpine è dunque ricco di ricordi inconsci e autobiografici trasfigurati dal mito reinterpretato. Abbiamo adattato e ridotto il poema, per renderlo più efficace drammaturgicamente, ma senza nulla aggiungere all’originale. Abbiamo eliminato i numerosi riferimenti ad altri miti che non intervengono direttamente nella storia, ma abbiamo conservato i personaggi indicati dall’autore: oltre a Proserpina e Cerere, le due ninfe Ino e Eunoe, Aretusa naiade di una Fonte, la messaggera degli dei Iris, e il demone Ascalafo. L’azione si svolge in due atti. Durante il primo, in primavera, Cerere affida la figlia Proserpina alla sorveglianza delle ninfe Ino e Eunoe e si raccomanda di non lasciarla mai da sola. Potrebbe essere rapita dalle divinità infernali. Lei, Cerere, deve salire all’Olimpo per servire il banchetto degli dei. Ma le ninfe sono poco attente e Proserpina viene rapita. Quando Cerere ritorna sulla terra non trova Proserpina e si dispera. Nel secondo atto, tutti sono sconvolti dalla sparizione di Proserpina. La tristezza di Cerere, divinità materna della terra e della fertilità, fa scoppiare la carestia e la terra si fa nuda, spoglia, sterile. I fiori appassiscono, le foglie muoiono.
Arriva Iris che annuncia il ritorno di Proserpina, e riferisce il verdetto di Giove. Proserpina ha mangiato semi di melograno, frutto proibito, e non le è permesso di passare l’intero anno sulla terra. Riappare quindi Proserpina che si ricongiunge con sua madre. Ascalafo il demone tenta di riportarla negli Inferi, ma invano.
L’alternanza delle stagioni e della presenza/assenza accanto alla madre divengono così una vera fonte di felicità, perché rappresentano il modo migliore di apprezzare più intensamente ogni momento di gioia e di piacere.
L’insieme è una rievocazione poetica del mito tramite le voci delle ninfe, del demone, delle divinità e delle protagoniste.
Il mito di Proserpina ha ispirato molte versioni poetiche, dopo Mary Shelley: citiamo Oscar Wilde, Edith Wharton, Hilda Doolittle, André Gide, Margaret Atwood, Toni Morisson. Lully ne trasse un’opera lirica e Stravinsky un balletto, ispirato al dramma di André Gide.
L’originalità, però, del testo di Mary Shelley, consiste nel suo tono malinconico, di rassegnazione positiva, rispetto al rapimento infernale.
Mary Shelley, infatti, ha avuto una vita tragica, fatta di fughe, di morti, di lutti, ma anche di fede nella forza poetica e nelle visioni della sua immaginazione fantastica. Dopo la morte drammatica di Percy Shelley in un naufragio, si dedicò interamente alla letteratura e a mantenere viva la memoria del suo geniale marito.
Da quasi tutti è ricordata, soprattutto, come l’autrice di Frankenstein. Ci è parso doveroso rievocare la sua splendida Proserpine che è parte importante della sua corposa opera letteraria.
Abbiamo concepito questo adattamento del poema della Shelley per la compositrice Silvia Colasanti. Dopo il nostro Minotauro, tratto da Dürrenmatt, l’opera fa parte di un progetto per una trilogia di rivisitazione dei miti antichi come approccio dell’inconscio e dei rapporti umani, in modo relativamente astratto, con la musica aerea, espressiva e neoclassica della Colasanti, con ritmi insoliti e una ricchissima tavolozza di colori musicali.

JEAN PAUL GAULTIER
FASHION FREAK SHOW

Musica
Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
04 Luglio 2019 h 21:30
05 Luglio 2019 h 19:00
06 Luglio 2019 h 15:00
06 Luglio 2019 h 21:00
07 Luglio 2019 h 15:00

Scritto da Jean Paul Gaultier libretto in collaborazione con Raphaël Cioffi regia di Jean Paul Gaultier e Tonie Marshall assistente alla regia Eric Supplì costumi di Jean Paul Gaultier in accordo con la Jean Paul Gaultier SAS coregrafia Marion Motin assistente alla coreografia Nicolas Huchard scenografia Eric Soyer assistenti alla scenografia Marie Hervé e Gwendal Malard ideazione luci Dimitri Vassiliu assistenti alle luci Philippe Marty e Soline Marchand creazione video Renaud Rubiano assistenti video Claire Roygnan e Yann Philippe con Maud’Amour, Fanny Coindet, Anna Cleveland, Lazaro Cuervo Costa, Julie Demont, Mike Gautier, Nacer Marsad, Demi Mondaine, Mounia Nassangar, Anouk Viale, Lea Vlamos, Jean-Charles Zambo, Pierre-Antoine Brunet, Quentin Di Gregorio, Coline Siberchicot, Thea Carla Schott Nyholm Hansen.
Eccentrico, scandaloso, provocatorio, esuberante e divertente come sempre, Jean Paul Gaultier stupisce il pubblico con uno show esplosivo fra il teatro di rivista e la sfilata di moda. Sul palcoscenico, attori, ballerini, cantanti e artisti circensi, vestono i panni di appassionate, impertinenti, esagerate e sensuali creature. Autore, regista e scenografo del Fashion Freak Show, Jean Paul Gaultier volge lo sguardo ai nostri tempi in modo stravagante e allo stesso tempo tenero, e c’invita dietro le quinte, nel suo mondo pieno di eccessi, poesia e magia.
Dall’infanzia ai primi anni della sua carriera, dalle sue spettacolari passerelle di moda alle notti folli a Le Palace e a Londra, Gaultier condivide racconti di vita inediti e rende omaggio a coloro che lo hanno ispirato nel cinema (Pedro Almodovar, Luc Besson), nella musica (Madonna, Kylie Minogue, Mylène Farmer) e nella danza (Régine Chopinot, Angelin Prejlocaj).
Insieme alle sue creazioni più famose, dalla celebre marinière all’iconico corsetto di Madonna, sono stati realizzati per lo spettacolo decine di nuovi e strabilianti costumi, per essere incorniciati in altrettanto esuberanti scenografie. Per questa straordinaria produzione, Gaultier ha collaborato con grandi nomi del settore, come l’attrice, sceneggiatrice e regista Tonie Marshall, che co-dirige lo spettacolo, e Marion Motin per la coreografia. Dalla disco music al funk, dal pop al rock e anche al new wave e al punk, il Fashion Freak Show presenta una playlist clamorosa di successi che hanno ispirato l’artista nel corso della sua vita. Una grande festa da godere irresponsabilmente!

JEAN PAUL GAULTIER
Nato nel 1952 nella periferia di Parigi, Jean Paul Gaultier ha iniziato la sua carriera con Pierre Cardin nel 1970, nel giorno del suo 18° compleanno. Dopo aver lavorato con Esterel, Patou e nuovamente con Cardin, nel 1976 ha fondato la sua casa di moda e ha tenuto la sua prima sfilata a Parigi. Il successo critico e commerciale non si fece attendere e nei primi anni Ottanta Gaultier fu tra i giovani designer di cui si parlò di più. Fin dall´inizio della sua carriera, ha voluto dimostrare che la bellezza può avere molte sfaccettature e che possiamo trovarla dove meno ce l’aspettiamo, anche in quell’insignificante barattolo di latta che prima divenne un braccialetto e poi si trasformò nella confezione del suo profumo oggi conosciuto in tutto il mondo. La sua prima linea maschile venne lanciata nel 1984 con la collezione “Homme Objet ” e nel 1997 Gaultier realizzò il sogno di intraprendere il cammino dell’alta moda con la collezione “Gaultier Paris”. È stato anche stilista per la linea femminile di Hermes dal 2004 al 2011. Nel corso della sua carriera Gaultier ha lavorato nel campo della danza, della musica e del cinema. Nessuno può dimenticare i costumi realizzati per il tour Blond Ambition di Madonna. La sua prima collaborazione per il cinema è stata con Peter Greeneway nel film Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante nel 1989.
Ha anche disegnato i costumi per La città dei bambini perduti di Caro e Jeunet, Il quinto elemento di Luc Besson e ha lavorato in tre occasioni con Pedro Almodovar, per Kika – Un corpo in prestito, La mala educación e La pelle che abito.

IL FESTIVAL PER GIAN CARLO MENOTTI
NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO

7 luglio ore 12.00
Chiesa di Sant’Eufemia
CONCERTO DI MEZZOGIORNO
DEDICATO A GIAN CARLO MENOTTI
musiche di Gian Carlo Menotti

Trio Cantilena e scherzo,I canti della lontananza
Conservatorio di Novara:Gabriele Mercandelli clarinetto, Cecilia Apostolo pianoforte. Davide Agamennone violino. Conservatori di Firenze e Udine
Stefania Scapin arpa Quartetto Fiordaliso Giacomo Nesi, Virginia Capozzi violini Giulia Guerrini viola Francesco Canfailla violoncello. Conservatorio di Padova Yukiko Shimizu soprano pianista tbc
7 luglio ore 15.00
Sala Pegasus
AMAHL E I VISITATORI NOTTURNI
1955 • Film opera per la NBC TV realizzato da Gian Carlo Menotti con la direzione d’orchestra di Thomas Schippers opera in un atto musica e libretto di Gian Carlo Menotti Membri della Symphony of the Air
direttore Thomas Schippers Amahl Bill McIver / La madre Rosemary Kuhlmann / Re Gaspare Andrew McKinley / Re Melchiorre David Aiken / Re Baldassarre Leon Lishner / Il Paggio Francis Monachino / Pastori che danzano John Butler, Glen Tetley, Carmen Gutierrez
Prima opera scritta espressamente per la televisione americana, Amahl e i visitatori notturni fu commissionata a Gian Carlo Menotti dalla NBC ed eseguita in anteprima all’NBC Opera Theatre il 24 dicembre 1951, a New York City presso lo studio 8H della NBC nel Rockefeller Center, dove fu trasmessa in diretta televisiva. Il compositore trovò ispirazione e realizzò il progetto di Amahl dopo essere stato fortemente impressionato dalla tela di Bosch, l’Adorazione dei Magi, vista al Metropolitan Museum of Art. Amahl è un lavoro di carattere favolistico, ambientato nell’atmosfera del presepe, che ripropone in tinte delicate e commoventi il mistero della Notte di Natale, dei Re Magi e della Stella Cometa. Il successo fu grande e l’opera venne teletrasmessa nella stessa ricorrenza per diversi anni. Il genere di pubblico cui si indirizza, quello dei bambini, ha contribuito a delineare i tratti stilistici di quest’opera, pensata per un piccolo organico orchestrale, sprovvista di parti vocali complesse e dotata invece di molte melodie accattivanti.
AMELIA AL BALLO
2011 • Film della nuova produzione dell’opera realizzata per Spoleto54 Festival dei Due Mondi in occasione dei cento anni dalla nascita del compositore opera buffa in un atto musica e libretto Gian Carlo Menotti
direttore d’orchestra Johannes Debus regia Giorgio Ferrara
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano Amelia Adriana Kucerova / Il marito Alfonso Antoniozzi / L´amante Sébastien Guèze / L´amica Adriana di Paola / Il commissario di polizia Alessandro Spina / I Cameriera Alessia Nadin / II Cameriera Aurhelia Varak
Opera buffa in un atto composta da Gian Carlo Menotti nel 1936 su libretto proprio, Amelia al ballo rappresenta il primo grande successo operistico di Menotti. La prima rappresentazione si tenne all’Academy of Music di Philadelphia il 1 Aprile 1937. Venne subito ripresa in numerosi teatri americani e quindi europei. L’opera arrivò in Italia il 4 Aprile 1938 presso il Teatro Municipale di San Remo.
L’azione si svolge in un imprecisata città europea del primo Novecento. Amelia, giovane donna immersa nel lusso, desidera ardentemente partecipare al primo ballo della stagione. Aiutata da due cameriere Amelia si sta febbrilmente preparando per andare al ballo, ma il marito ha appena scoperto di essere tradito e vuole sapere il nome dell’amante. In cambio della promessa di andare con lei al ballo Amelia confessa: l’amante è l’inquilino del piano di sopra. Dopo discussioni, minacce e litigi, entra in scena un galante Commissario di polizia che finalmente finirà per accompagnare Amelia al ballo.

VINICIO CAPOSSELA
CANTATA PER LE CREATURE
PERFETTA LETIZIA E ALTRE BALLATE PER UOMINI E BESTIE

Musica
Piazza Duomo
07 Luglio 2019 h 21:45
Il Cantico delle creature è un ponte sospeso fra un medioevo in cui la natura è, per San Francesco, trasparenza del divino e una modernità lacerata da vuoti di senso e profonde divisioni. L’opera parte dalla terra e sconfina nel mistero attraverso la contemplazione della natura nella sua corporea potenza. L’umanità viene privata della sua supremazia e riconnessa a tutti gli elementi in un rovesciamento dei valori della società borghese del tempo. Questa è la rivoluzione di Francesco di Assisi, questa l’essenza poetica del suo cantico i cui temi ricorrono nell’ultimo disco di Vinicio Capossela, Ballata per uomini e bestie. Un’opera di grande forza espressiva che guarda, non senza ironia, alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dalla violenza e dal saccheggio della natura sacrificata in nome della produzione.
In questo nuovo medioevo, Capossela cerca, nel racconto e nel canto, una possibilità di ricomporre l’unità e un nuovo rapporto con la natura delle cose; col sacro e con le bestie che, come per il santo di Assisi, divengono punto di accesso al mistero della natura, anche umana.
A corollario di questo viaggio la Perfetta letizia di Francesco che risuona nella semplice ma espressiva lingua italiana del 1300.
La forma scelta da Capossela per questo nuovo lavoro è quella della ballata, come occasione di pratica metrica e di svincolamento dalla sintesi. La ballata prende il caos delle parole in libertà, l’esperienza liquida del divenire, la riduce a storia e la compone nel fluire di strofe. Dalla ballata alla cantata il passo è breve. La cantata per le creature, nelle terre del santo che seppe rompere i confini del linguaggio tra creature, vuole essere un canto a lenire la ferita della separazione, nell’intima consapevolezza di essere tutti fratelli nella condizione di poveri cristi. Tutti, uomini e bestie compresi.
VINICIO CAPOSSELA
Cantautore, ri-trovatore, immaginatore, Vinicio Capossela (Hannover, 1965) debutta nel 1990 sotto l´egida di Renzo Fantini con il disco All´una e trentacinque circa, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi. Dopo i primi dischi “pre-biografici”, come Modì (1992) e Camera a sud (1994), che ne confermano il talento in Italia e all’estero arriva Il ballo di San Vito (1996). Nel 1998 primo live con Kocani Orkesta: Liveinvolvo. Del 2000 Canzoni a Manovella
album di storia geografia e scienze. Nel 2004 pubblica con Feltrinelli “Non si muore tutte le mattine”. I lavori discografici successivi, Ovunque Proteggi (2006), Da Solo (2008) e Marinai Profeti e Balene (2011), si sviluppano intorno al mito, al rito, alla maschera, alla solitudine, all’epica, al destino, tematiche declinate in spettacoli di grande successo. Del 2012 Rebetiko Gymnastas, sorta di social club del mediterraneo sulle musiche dell’assenza, registrato ad Atene con musicisti di rebetiko. Il rebetiko come forma di resistenza culturale alla crisi è oggetto anche di Tefteri (il Saggiatore) e Indebito, film documentario realizzato con Andrea Segre. Nel 2013 nascita
di Sponz Fest e produzione di Primo ballo con Banda della posta, lavori sulla musica popolare da ballo. Dal mondo rurale dell’origine “il paese dei coppoloni”, candidato per Feltrinelli allo Strega (2015) e Canzoni della Cupa (2016), con la partecipazione di Giovanna Marini, Antonio Infantino, Los Lobos, Calexico, Flaco Yimenez a cui seguono due spettacoli teatrali sui temi dell’Ombra e dell’Inverno, un tour estivo di forte impronta folk, e una serie di pubblicazioni e concerti in diversi paesi del mondo.
L’artista ha vinto il prestigioso Premio Tenco 2017. Nel 2018 tour con orchestra sinfonica “nell’Orcaestra”, e registrazioni di un nuovo lavoro di lungo corso, con collaborazioni inedite, sorta di cronache dal post medioevo, che uscirà nel maggio 2019 con il titolo di Ballate per uomini e bestie.

NAOMI BERRILL
SUITE DREAMS

Musica
San Nicolò Chiostro
11 Luglio 2019 h 19:00

Suite Dreams è il nuovo progetto discografico della violoncellista e cantautrice irlandese Naomi Berrill, nato in collaborazione con Casa Musicale Sonzogno e pubblicato da Warner. Il contenuto del nuovo CD viene presentato in prima mondiale al Festival.
Naomi Berrill ha dimostrato nei suoi primi due album, From the ground e To the Sky, una versatilità unica che le permette di unire epoche musicali diverse sotto un unico segno distintivo. Con le sue abilità interpretative riesce a condurre il suo strumento in generi e mondi poco esplorati e a riunire, sotto la medesima ricerca, gli elementi prebarocchi di Barbara Stozzi fino alle finezze cantautoriali di Nick Drake.
Questo è il terzo album di Naomi e il trait-d’union di questo viaggio è la danza: dalle Sarabande, Gavotte, Polka, Minuetti, Siciliane, Ciaccone, della cultura barocca, fino ad arrivare alle danze tipiche del folklore internazionale.
Il percorso che ha ispirato la produzione di questo album passa dai luoghi cari alla violoncellista: Firenze, dove Naomi vive ormai da diversi anni e dove, grazie alla collaborazione con il coreografo Virgilio Sieni, trova nuove atmosfere, animando laboratori nel quartiere dell’Isolotto; Galway, sua città natale, in un percorso di avvicinamento a “Galway 2020 Capitale Europea della Cultura”, tra le comunità di immigrati provenienti da zone di guerra che sono incoraggiate, attraverso workshop, a condividere il proprio bagaglio culturale. In entrambi i casi, danza e musica dialogano per portare su un terreno comune la ricerca che è alla base delle nuove composizioni di Naomi. Come quegli storni di uccelli che volano sopra i cieli delle città creando coreografie originali e leggere, trasportati dall’aria ma come guidati in una composizione corale, sinuosa e per certi versi musicale.

STEFANO BOLLANI
E HAMILTON DE HOLANDA
ON TOUR

Teatro Romano
12 Luglio 2019 h 22:00
13 Luglio 2019 h 22:00

Stefano Bollani pianoforte, Hamilton de Holanda bandolim
Il pianoforte di Stefano Bollani si unisce al bandolim di Hamilton de Holanda ed è subito magia. I due grandi artisti, che collaborano da oltre dieci anni, girano il mondo per offrire al pubblico uno straordinario connubio, sempre all’insegna dell’improvvisazione, che rimane la cifra stilistica comune.
Insieme volano tra le note e inventano ogni volta un differente percorso, a turno interpretando il ruolo di guida. Più semplicemente spesso la guida non c’è: è la musica a prenderli per mano e a portarli dove ha voglia di andare.
Il talento di Bollani, esploratore per antonomasia di orizzonti musicali solo apparentemente lontani, unito alla bravura di Hamilton de Holanda, profondo conoscitore della tradizione del samba, del coro e delle tradizioni musicali popolari del suo Paese, creano un’energia unica che si sprigiona ogni sera sul palco, capace di mostrare il grande amore che entrambi nutrono per la musica brasiliana. Questa magnifica combinazione di due grandi attori della scena musicale internazionale non è solo visibile
sui palcoscenici più prestigiosi, ma si concretizza anche nell’incisione insieme di importanti progetti: l’ultimo in ordine temporale è la partecipazione di Hamilton de Holanda nell’album di Stefano Bollani, Que Bom che ha voluto riunire nel progetto importantissimi artisti della scena musicale brasiliana.

CONCERTO FINALE

Piazza Duomo
14 Luglio 2019 h 20:00

Direttore Daniele Gatti maestro del coro Roberto Gabbiani
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma musiche di Giuseppe Verdi
Les Vepres Siciliennes, Ouverture, Jerusalem,
Choeur des Pèlerins: “O mon Dieu, vois notre misère” Macbeth, Dances, Choeur “O Patrie! O noble terre”, Les Vepres Siciliennes, Ballet des Quatre Saisons, Don Carlos Finale Atto II “Autodafé”
Punta di diamante del panorama musicale internazionale, uno dei più brillanti e apprezzati maestri della sua generazione, Daniele Gatti conduce il tradizionale Concerto finale a Piazza Duomo. Durante la sua ricca e prestigiosa carriera, ha diretto le più importanti orchestre del mondo. Oggi è il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma e Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. In programma musiche di Giuseppe Verdi dal repertorio francese, opere nate dall’importante sodalizio artistico che il compositore ebbe con la città di Parigi.


9/5/2019 www.festivaldispoleto.com
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