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GIULIA MALASPINA – Intervista sul nuovo album”NO MORE PAIN” e sul prossimo concerto al Blue Note sold out!

GIULIA MALASPINA

OGGI ESCE IL NUOVO ALBUM
NO MORE PAIN

DOMENICA 26 MAGGIO IN CONCERTO 
AL BLUE NOTE DI MILANO (SOLD OUT)

Oggi, venerdì 24 maggio, esce “No More Pain”, l’album di debutto della pianista e cantautrice jazz Giulia Malaspina, disponibile in tutti i negozi tradizionali, sulle piattaforme streaming e in digital download.

Domenica 26 maggio alle ore 21.00, l’artista sarà in concerto (sold out) al Blue Note di Milano per presentare alcuni brani estratti dal disco di esordio “No More Pain”, unitamente a quelli del suo repertorio.

Sul palco del Blue Note, Giulia sarà accompagnata dai musicisti Luca Meneghello (chitarre), Maxx Furian (batteria), Roberta Brighi(basso) e Jossy Botte (sax e clarinetto). Ospite d’eccezione l’artista Fabio Giacalone, che sostituisce il cantante e direttore dello York College Jonathan Quash assente per motivi di salute.

Registrato a Boston, “No More Pain” è un concept album legato alla tematica del viaggio. Il disco è un unione di melodie classiche, armonie jazz e groove latini con un’anima italiana, nel quale convivono diversi stati d’animo come la solitudine, la gioia, la paura e lo stupore. Prodotto da Mariella Restuccia e Massimo Muti per Musitalia, ogni brano contenuto in “No More Pain” rappresenta una fase della vita dell’artista e, come in ogni viaggio, quel che resta alla fine è la consapevolezza e l’importanza di rimanere fedeli a se stessi nonostante il mondo in cui viviamo.

Scopriamo il mondo musicale di Giulia Malaspina e la creazione dell’album No More Pain con questa intervista:

Ti sei trasferita negli Stati Uniti per approfondire i tuoi studi, hai avuto un riconoscimento vincendo il Berklee World Scholarship Winner of Made In Jazz In New York Competition 2015. Ritieni sia fondamentale per un’artista trasferirsi all’estero per perfezionarsi e fare nuove esperienze?

Per me è stato fondamentale trasferirmi all’estero. La Berklee College of Music di Boston è stata un ottima scuola nella quale ho imparato tanto ma soprattutto è stato un luogo in cui ho conosciuto persone provenienti da ogni parte del mondo. Dai miei compagni di scuola ho imparato a suonare ogni genere musicale locale, ad esempio dai miei amici brasiliani ho imparato choro e samba e dai miei amici cubani il modo corretto di suonare e ballare la salsa. Penso che per un artista sia essenziale dover conoscere tutte queste diverse culture e per farlo è importante conoscerle sul posto. Gli anni che ho trascorso a Boston sono stati intensi, come se li avessi trascorsi in tutto il mondo.

L’album di debutto “No More Pain” è nato da un progetto scolastico che poi si è evoluto fino ad arrivare alla realizzazione del disco. Ci puoi parlare del progetto scolastico in cui eri coinvolta? E in che modo l’incontro con gli studenti ti ha ispirata?

Il progetto scolastico non è stato altro che il mio senior recital, un concerto che ho dovuto fare e organizzare per potermi laureare. Anziché suonare i classici standard jazz ho deciso di comporre brani nuovi e personali. Ho scritto melodie, armonie e parole pensando di doverle eseguire con i musicisti che avrebbero suonato con me. L’incontro con gli studenti del college mi ha ispirata perché nelle prove ognuno può dire la sua e si può lavorare sull’arrangiamento tutti insieme, ed è proprio lì che nasce la magia.

Nel tuo disco è possibile ascoltare di base la jazz music ma hai inserito degli elementi di novità, sembra un album rivolto a tutti non solo per gli appassionati. Questo sound è nato in modo istintivo?

Il sound del mio disco è nato in modo istintivo perché ho deciso di fare un album che mi rappresenti a 360 gradi. Nella mia adolescenza ho ascoltato tanta musica italiana e tante colonne sonore dei film d’animazione Disney, e questo indubbiamente mi ha segnata. Penso che sia sbagliato forzare la musica, infatti, dopo aver eseguito la prima bozza di questo disco con l’aiuto di un produttore americano, ho deciso che l’avrei rifatto seguendo interamente quello che sentivo. Alla fine questa versione è quella che più mi rappresenta.

I nove brani di “No More Pain” sono in inglese e in italiano: “Un viaggio” è un invito a non dimenticare i sogni che si avevano da bambini e a vivere la vita con un po’ di follia, può essere una chiave di lettura dell’album? 

Certo, la chiave di lettura di questo concept album è il viaggio come metafora della vita. La vita è fatta di tante fasi, si provano diversi stati d’animo ma quello che voglio comunicare è che bisogna credere nei propri sogni, perché è solo così che si riesce ad andare oltre le proprie difficoltà. Non bisogna crearsi troppi problemi nella vita quotidiana perché per vivere come si crede ci vuole con un po’ di follia e di magia.

Il 26 Maggio presenterai il tuo album di debutto “No More Pain” al Blue Note di Milano, si sono esibiti importanti artisti della scena musicale internazionale. Due eventi significativi per la tua carriera, come vivi questo momento?

Sono molto emozionata per questo concerto e non vedo l’ora. Presenterò alcuni brani di questo disco ma anche qualche arrangiamento di alcuni brani italiani che ho voluto riarrangiare e stravolgere, cercando di mettere in questi il mio sound. Non vedo l’ora di potermi esibire nel tempio del jazz!  

Giulia Malaspina è una pianista, cantante, compositrice e arrangiatrice. Dopo essersi diplomata con il massimo dei voti presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, diretta da Enrico Intra, Giulia si trasferisce a Boston per proseguire gli studi di pianoforte alla prestigiosa Berklee Collage Of Music, specializzandosi in Piano Performance. In America si esibisce nel 2011 al Boston Symphony Hall per l’evento “Rhythm of the Universe” diretto dal pluripremiato compositore di colonne sonore Alan Silvestri, mentre nel 2014 è tastierista del Berklee Commencement Concert all’Agganis Arena di Boston con ospiti Jimmy PageValerie Simpson, Gery Allen e Thara Memory. Nel 2015 vince il concorso “Made in New York – Jazz Competition” classificandosi prima per miglior arrangiamento e terza nella classifica generale per la rivisitazione di “Estate” di Bruno Martino. Nel 2018 è stata l’unica musicista italiana invitata all’Havana International Jazz Festival.

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