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Daniela Mastrandrea – intervista alla pianista e compositrice, i suoi brani vengono eseguiti da importanti orchestre nel mondo

Daniela Mastrandrea è pianista e compositrice, a sette anni inizia a studiare il pianoforte, la sua passione per la musica cresce e a nove anni compone i suoi primi brani.
Dopo aver conseguito il diploma in pianoforte al conservatorio di musica “Nino Rota” di Monopoli nel 2003 e aver affiancato studi di composizione inizia la sua carriera artistica professionale.

Solo dopo due anni dall’aver conseguito il diploma in pianoforte,
nel 2005 pubblica il suo primo CD per piano solo “Volo di Gabbiani”, che raccoglie musiche da lei composte tra gli 11 e i 18 anni.
Nel 2016 il CD dal titolo “Fluide Risonanze” da lei composto, arrangiato ed eseguito in quartetto (flauto, violino, violoncello e pianoforte).
Nel 2017 il singolo dal titolo “GAME OVER” da lei composto ed eseguito per pianoforte solo.
Nel 2018 “Lo Specchio”, CD per pianoforte solo.
Nel 2019 “RENDEZVOUS” singolo
.
Il 21 Giugno 2019 “Claudine & Jean-Pierre’’, il suo nuovo singolo per violoncello e pianoforte.

Daniela Mastrandrea si fa conoscere al pubblico, alla critica musicale e ai professionisti del settore. I primi importanti risultati non si fanno attendere. È vincitrice di diversi concorsi Internazionali di Composizione :

Nel dicembre 2010, con il brano “Indesiderabile Tenerezza” (CD Fluide Risonanze), dove oltre ad aggiudicarsi il premio della giuria, conquista anche quello del pubblico.
Nel maggio 2012, vince il 3° premio con il brano “Ridi”.
Nel 2015, con il brano “Luci e Ombre” (pubblicato da Editrice Rotas – CD Fluide Risonanze) si aggiudica il 1° premio assoluto della giuria tecnica, oltre a quello della giuria popolare;
Nel 2017 vince la 1ª edizione del Web Talent V.I.T.A. promosso da Believe Digital e Zimbalam Italia, aggiudicandosi una produzione discografica.
Nel 2018 le viene conferito il Premio Argojazz come Miglior Lavoro Musicale per la 15ª edizione del Festival Argojazz 2018.
Nel 2019 è premiata dalla Fondazione Estro Musicale (Milano) con la sua composizione per pianoforte solo “La Besana”.

Ad oggi i brani e orchestrazioni di Daniela Mastrandrea sono eseguiti da diverse orchestre e formazioni nel mondo, non ultimo il 04 luglio 2018 al Schloß Schönbrunn di Vienna Luci e Ombre, una sua composizione per pianoforte solo.

Numerose le sue attuali collaborazioni: il direttore M°Bepi Speranza; Crescendo Audioregistrazione di Bari per composizioni originali per l’immagine, arrangiamenti e trascrizioni; Fondazione Adkins Chiti; I Solisti Veneti; Quintetto Sardò; Monique Cìola; Mondo TV.

Intervista alla pianista e compositrice
Daniela Mastrandrea
dagli esordi ad oggi.

La tua Biografia fa capire che sei nata per la musica, come è sbocciata la passione per il pianoforte e quali emozioni ti regalava la musica da bambina?

Domanda interessante e difficile al tempo stesso. In realtà non saprei dire quando è sbocciata la mia passione per la musica, a maggior ragione che non è partita da me la scelta di iniziare a suonare il pianoforte. A mia zia Ester va il merito di avermi iscritta per la prima volta in una scuola di musica ed a mia madre la tenacia nel farmi proseguire gli studi. Come la maggior parte dei bambini non avevo voglia di studiare… ma suonare mi piaceva! A mio modo suonavo dalla mattina alla sera tutti i libri che avevo senza rispettare le volontà e le richieste dei miei insegnati. Dopo aver fatto una o due volte gli esercizi che mi erano stati assegnati, iniziavo a leggere quelli immediatamente successivi e molte volte proseguivo senza sosta fino alla fine del libro. Scimmiottare la musica era il mio passatempo preferito. Oggi comprendo che è grazie a quel mio modo di fare se ho una buona lettura a prima vista e dimestichezza in campo musicale. Anche quello, inconsapevolmente, è stato studio. Non so se sono nata per la musica ma so di certo che non saprei fare altro. Tutto il tempo a mia disposizione l’ho sempre e solo investito in modo consapevole ed inconsapevole nella musica e nella scrittura musicale, in modo particolare nelle trascrizioni. Diciamo che il mio vero unico amore è sempre stata la scrittura, non tanto l’inventiva al pianoforte quanto proprio l’amore per la matita e la gomma sul pentagramma, l’atto in se.

A nove anni ti sei cimentata con la composizione, il cd “Volo di Gabbiani’’ raccoglie i brani composti tra gli undici e i diciotto anni. Quale è stata la scintilla che ti ha portata alla composizione ?

Non ho mai scelto questa strada. Le idee sono venute a me sempre in modo del tutto spontaneo. Io le ho solamente colte, accolte e messe su carta. Certo studiando la letteratura classica pianistica ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze tecniche e armoniche e quindi inconsapevolmente il mio linguaggio, ma la composizione è una cosa di cui non riesco a fare a meno, un bisogno dell’anima, di tirare fuori quello che ho dentro, che vivo in quel momento. Non è una mia scelta. Scrivo perché non potrebbe essere altrimenti che così. La scrittura diventa inconsapevolmente un modo per far si che la mia musica non resti solo nella mia mente, nel mio cuore, tra le mie dita, ma che esca da me per incontrare l’altro. La musica diventa così un bene pubblico, condiviso, collettivo.

Da quel primo cd non ti sei più fermata, i concorsi internazionali sono stati un momento di conferma importanti, cosa hanno significato per la tua crescita artistica?

Non ho mai cercato nulla di quello che ho vissuto eppure tutto è arrivato al momento giusto!
Desiderando unicamente la musica, le occasioni si sono presentate ed io le ho colte con l’incoscienza che mi ha sempre contraddistinto. Non mi sono mai preoccupata di ciò che poteva essere o non essere. Ho sempre saputo quello che volevo e solo su questo mi sono concentrata, incurante di tutto il resto. Per me ogni conferma ha rappresentato solo e soltanto una tappa. Non mi sono mai concentrata sul singolo risultato ma ho sempre ambito ad andare avanti e così ho costruito giorno dopo giorno il mio percorso e allo stesso modo continuerò a fare. La mia crescita artistica è in continua evoluzione!

In Fluide Risonanze hai arrangiato i tuoi pezzi per un quartetto composto da flauto, violino, violoncello e pianoforte.
-E’ stato il tuo primo arrangiamento con altri strumenti musicali?
-Tango in E minor (brano dello stesso album) è dedicato a Papa Francesco, puoi raccontare da cosa nasce la dedica?

Fluide Risonanze è stato un CD da me fortemente voluto in quartetto poiché una delle cose che più amo della musica è la varietà timbrica. Il mio pensiero musicale è orchestrale e non potendo permettermi un’orchestra ho pensato di affiancare al pianoforte tre strumenti che rappresentassero una giusta sintesi dell’orchestra per Fluide Risonanze. In realtà i brani in esso contenuti non sono stati i miei primi arrangiamenti per altri strumenti musicali. Tra le mie composizioni ce ne sono molte ancora sconosciute, dal duo all’orchestra. I brani di Fluide Risonanze hanno solo avuto la fortuna di essere condivisi col grande pubblico al contrario di tanti altri. Senza poi dimenticare che ho iniziato a trascrivere musica, ancor prima che a comporla e, molto spesso, trascrivendo colonne sonore di Morricone e Nino Rota che come sappiamo prevedono l’uso di vari strumenti, fin anche all’orchestra.

Tango in E minor in realtà si chiama “Tango”. La mia etichetta lo ha caricato in un modo per cui vengono fuori le tonalità e quando mi scrivono: “Sai mi piace molto Valzer in Eb major” oppure mi dicono “Mi piace molto Semplicemente te in F major” a me diverte perché il sistema ha acquisito e aggiunto automaticamente al mio titolo la tonalità specifica, confondendo l’interlocutore su quale sia il reale titolo del brano. Per quanto concerne la dedica… presto detto! Papa Francesco è italo-argentino, ama la musica ed in modo particolare il tango, l’etichetta è RnS (Rinnovamento nello Spirito)… una naturale conseguenza!

Lo Specchio è un cd con 17 tracce per pianoforte solo, è uscito nel 2018.

  • Come mai l’hai intitolato Lo Specchio?
  • E da dove nasce l’ispirazione per questo cd?
  • Hai inserito anche la cover ‘’Too Good at Goodbyes’’ di Sam Smith, cosa pensi delle contaminazioni tra musica classica e musica pop?

Bella domanda anche questa! Impegnativa! Provo a rispondere…
Il CD Lo Specchio è un viaggio dentro me, come si intitola anche la traccia n°5 dell’album. L’ho intitolato così perché attraverso questi brani mi sono specchiata ed ho cercato di specchiare il momento storico che stavo vivendo.

Nel 2015 ho vinto un primo premio assoluto in un concorso internazionale di composizione aggiudicandomi sia il premio della giuria tecnica che quello del pubblico. L’emozione fu così grande che l’ispirazione per questo disco fu una naturale conseguenza. Mi sentivo come un vulcano in eruzione, come in tutti i momenti di fermento creativo. La mia musica, del resto, nasce da situazioni di vita vissuta e da incontri.

L’inserimento delle tre cover in questo disco è stato fortemente voluto da Believe Digital, la produzione del mio 3°CD Lo Specchio. Non che io non volessi, semplicemente prima di allora avevo concepito i miei CD come contenitori esclusivi della mia musica ed invece da quel momento mi si è prospettata una possibilità che non avevo valutato e che non ho rifiutato, visto che non conosco il no. Dopo tutto, le contaminazioni sono tra le più grandi forme di ricchezza.

Con Rendezvous torni comporre per altri strumenti musicali, il sound evoca l’estate e danze all’aperto. Ce ne puoi parlare?

Quello che si vede sul web è solo la punta dell’iceberg. C’è tanta musica da me composta e arrangiata che gira dietro le quinte, direttamente da me suonata o eseguita da orchestre e formazioni varie. Per non parlare del fatto che non tutto ciò che pubblico corrisponde a ciò che scrivo. A volte passano anni prima che tiri fuori un brano. Ad esempio, Rendezvous è un brano del 2011, Claudine & Jean-Pierre del 2015 (uscito il 21 giugno 2019), il prossimo previsto per l’equinozio d’autunno è del 2014, etc. Ho scritto davvero tanto ma è ovvio che non posso mettere tutto sul web in tempo reale. Il mio prossimo CD per pianoforte solo che uscirà il 21 marzo 2020 è già pronto dall’anno scorso ma non per questo lo carico già sugli stores… è giusto fare una programmazione!
Rendezvous è stato scritto per un cortometraggio in un concorso di musica per l’immagine. Con questo brano commentai la scena di una passeggiata al parco in un giorno spensierato di primavera e così l’ho scelto per voi come il primo dei quattro singoli previsti per questo 2019.

Attraverso i tuoi social hai anticipato l’uscita del nuovo singolo Claudine & Jean-Pierre il 21 Giugno 2019, farà parte di un nuovo progetto musicale?

No! Quest’anno ho programmato l’uscita di quattro singoli per le quattro stagioni che probabilmente non faranno parte di miei futuri CD. Il motivo è divertirmi e divertirci insieme inaugurando in musica le quattro stagioni, dal momento che sono programmati per il 21 di ogni inizio stagione… è solo un gioco! Il mio prossimo disco per pianoforte solo in programma per il prossimo equinozio di primavera, 21 marzo 2020, sarà una novità assoluta. Un album inedito di quattordici tracce, nessuna delle quali mai presentata e suonata in pubblico… non vedo l’ora!

Cosa significa per te sapere che le tue composizioni vengono eseguite da diverse orchestre nel mondo?

È un’emozione impagabile. Ricordo ancora oggi il Concerto di Primavera nel 2017 de I Solisti Veneti diretti dal M°Claudio Scimone. Non si può dimenticare una prima assoluta di un’orchestra così famosa al mondo. Per non parlare del passaggio su una radio tedesca della mia composizione perpianoforte solo Luci e Ombre eseguito dalla pianista Monique Cìola il 04 luglio 2018 al Schloß Schönbrunn di Vienna, o dei miei arrangiamenti eseguiti da un’intera orchestra nei teatri di tutta Europa, o più semplicemente scoprire da un tag in un post che qualcuno compra il tuo spartito e dall’altra parte del mondo una ragazza che nemmeno conosci lo esegue davanti ad una platea di persone magistralmente. Credo non ci sia cosa più bella di sapere che la tua musica è apprezzata e amata tanto da essere ascoltata ed eseguita.

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