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KORABEAT – il quintetto afrojazz in concerto per la presentazione del nuovo album “YAKAR”

KORABEAT
in concerto Domenica 8 settembre 2019 ore 21:00
IL TEMPO DELLE DONNE
C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere, via Fabio Massimo 19 MILANO (MI)

Ingresso ad offerta libera

YAKAR SPERANZA

Il titolo del nuovo lavoro discografico dei KORABEAT non poteva che essere questo, visto che Yakar racconta e suona la speranza.

I testi delle canzoni narrano storie, storie che partono dal Senegal e dai paesi vicini, e viaggiano sino ad arrivare a noi con l’intento di trasmettere un chiaro messaggio: qualunque cosa sia successa, si può ricominciare. Insieme.

Cheikh Fall, voce dei KORABEAT, è molto legato alle tradizioni artistiche e religiose africane, le quali risultano un fondamentale, saldo punto di partenza per sperimentare altri mondi, musicali e non. Ed è proprio dall’incontro tra culture artistiche, tra la musica tradizionale senegalese e la cultura musicale occidentale, che nascono i KORABEAT.

Nel loro sound la kora, strumento fondante della tradizione musicale africana centro-occidentale, intrattiene un dialogo costante con il sax di Gianni Denitto, che, in costante equilibrio tra jazz ed elettronica, è in grado di spostare il discorso musicale su un nuovo livello.

Anche le percussioni di Badara Dieng 
(non solo djembè, ma anche sabarbougarabouxine e la tama) sostengono la ritmica insieme al basso di Andrea Di Marco, fondendo stili diversi e rivelandosi in perfetto equilibrio nella batteria di Samba Fall, capace di rispondere allo stesso tempo alle chiamate delle percussioni e creare groove afrofunk con il basso.

Tutti questi incontri si ritrovano nei testi, che affrontano anche difficili passaggi come i viaggi della speranza dei migranti (che alcuni di loro conoscono da vicino…) e storie di dolori terribili, che però conducono sempre a un nuovo cammino.

Come la potenza della loro musica, così YAKAR è un vero e proprio grido di speranza. Provate a gridarlo forte, funziona.

KORABEAT è un progetto nato a Torino dall’idea di Cheikh Fall, musicista senegalese di Dakar, maestro di kora (è uno strumento musicale del gruppo dei cordofoni, della famiglia delle arpe a ponte;organologicamente è considerata un’arpa liuto. È uno strumento tradizionale dell’etnia mandinka, diffusa in buona parte dell’Africa occidentale.)

Cheikh arriva in Italia nell’agosto del 2005, al termine di un tour in Belgio e Olanda con la formazione nella quale, al tempo, suonava percussioni e kora. La kora di Cheikh trova subito occasione di far sentire la propria ‘voce’ anche nel nostro paese: Cheikh infatti è tra i primi musicisti della formazione dell’Orchestra di Piazza Caricamento, band multiculturale nata a Genova e divenuta simbolo artistico della convivenza e della non violenza, della creatività e della metamorfosi culturale. Con loro Cheikh realizza tre album – il primo dei quali, “Babel Sound”, ha ottenuto il riconoscimento di Amnesty International per l’impegno sui diritti umani e numerosi concerti fra Italia, Slovenia e Croazia oltre a fitte collaborazioni artistiche con musicisti come Antonella Ruggero.

Contemporaneamente al suo impegno all’interno dell’Orchestra di Piazza Caricamento, Cheikh è attivo al fianco di Saba Anglana, cantante italoetiope per la quale ha suonato in tre album e con la quale si è trovato spesso in festival di alto livello jazz e non solo, e a dividere il palco con artisti come Niccolò Fabi.

L’idea alla base del progetto KORABEAT, ovvero quello di portare la kora a incontrare sonorità lontane dalla musica tradizionale, per scoprire le potenzialità nascoste in tali contaminazioni, nasce alla fine del 2011, inizialmente dall’incontro tra Cheikh e Samba (anch’egli musicista senegalese), e dai loro contatti con la scena jazz/underground torinese che li porta a conoscere Gianni Denitto e Andrea Di Marco, ai quali si aggiunge successivamente Badara Dieng: il quintetto intraprende così un viaggio artistico nel quale esplora le potenzialità della kora, qui messa al servizio di generi diversi come il jazz, il funk e i ritmi africani moderni come lo mbalax e il coupé decalé.

Il risultato è un sound sempre riconoscibile, con potenti groove generati dalla sezione ritmica, che sorreggono un dialogo continuo tra kora e sax, senza però rinunciare alla canzone, con la voce di Cheik che canta la speranza che lui e il suo popolo hanno portato in giro per il mondo, anche attraverso la musica.

Il loro viaggio, quello del loro popolo e di tutti i migranti, insieme all’esperienza che nasce dall’incontro con nuove culture, i temi sociali della convivenza e del dialogo interculturale sono i temi di cui trattano le canzoni dei KORABEAT, temi espressi in lingua Wolof, Mandeng, Malinke, lingue che, supportate da musiche e fraseggi, sanno rendersi evocative e suggerire gli argomenti trattati.

Il gruppo, molto attivo sul fronte live, ha già suonato in Italia, in Senegal e in India, e si è esibito in contesti prestigiosi come il Piccolo Teatro di Milano, il Torino Jazz Festival, La settimana italiana a Dakar, il Bihar Diwas a Patna (India), il Tarantella Power Festival in Calabria.

Dopo il primo album “Afrique Unie” (2015), il 28 Febbraio 2019 sarà pubblicato il nuovo album “Yakar”.

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