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GEROLAMO SACCO – intervista sul nuovo album “MONDI NUOVI”. Lo spazio è raccontato come legame profondo che c’è fra noi, la Terra, e quello che abbiamo intorno

MONDI NUOVI
IL NUOVO CONCEPT ALBUM
DEL CANTAUTORE E PRODUTTORE MUSICALE
GEROLAMO SACCO

Intervista sulla creazione dell’album Mondi Nuovi del cantautore, musicista e produttore con la Miraloop la “prima casa discografica fondata da musicisti”, cantautore e musicista.
Il brano Casa Mia estratto da Mondi Nuovi è in rotazione radio

A distanza di sei anni dal primo lavoro ‘’Alieno’’ hai pubblicato il tuo secondo album ‘’Mondi Nuovi’’, in entrambe le produzioni è evidente il tuo amore per la musica elettronica, come si è sviluppata la ricerca di nuove sonorità?

In Alieno e Mondi Nuovi c’è tanta musica elettronica come in tutta la mia discografia, ma quello che caratterizza questi due dischi dagli altri è proprio una forte presenza acustica, chitarre violini ma soprattutto voce cantata. Insieme fanno 36 canzoni e sono due storie molto legate fra loro. L’amore per la musica elettronica è legato ad una visione creativa a 360 gradi, non legata specificatamente alla musica: per tutta l’infanzia e l’adolescenza ho
dipinto e disegnato, e mi sono approcciato ai sequencer la prima volta senza saper leggere e scrivere su un pentagramma. Con la musica elettronica si vive un’esperienza creativa simile a quella della pittura: hai uno “spazio” da formare, con libertà e possibilità infinite, l’unico limite è la fantasia. Io sono convinto che la musica elettronica non sia come la musica tradizionale, trovo che sia un’altra forma d’arte come lo è il teatro rispetto al cinema o la pittura rispetto alla fotografia. Ho dedicato un capitolo della mia tesi sul fatto che la musica è l’unica espressione artistica ad aver mantenuto lo stesso nome anche quando è cambiata con la tecnologia.

Immagina se fosse successa sta cosa con il teatro:
il nome “cinema” non esisterebbe, si parlerebbe di “teatro registrato” o “teatro elettronico”, sarebbe buffo non trovi? In Mondi Nuovi e Alieno convivono sia la musica elettronica sia la musica tradizionale, tanto che dal vivo ho in mente di presentare le stesse canzoni in acustico, chitarra e voce, magari anche pianoforte e violino. Trovo che possa essere un esperimento interessante per gli ascoltatori!

Mondi Nuovi è il titolo del tuo album e della sesta traccia: ‘’…Noi che viaggiavamo nello spazio per cercare nuova energia. La felicità non si comprava, ma c’era chi la dava via. E mi sembrava di naufragare senza più controllo sulla mia volontà. E non facevo altro che ripensare e ripensare a
noi
…’’ (testo del brano) – I testi delle canzoni estrapolate dalla musica non sempre restano in piedi come poetica, tu hai messo molta attenzione alla composizione delle liriche, l’ispirazione della scrittura come è avvenuta, nell’arco di qualche anno o hai avuto l’impulso di scriverli di getto?

Quello che dici delle melodie è vero: permettono di comunicare dei concetti che altrimenti dovrebbero essere spiegati con molte più parole, questo è un po’ il bello di scrivere una canzone. Il protagonista è appena partito per un viaggio spaziale, lui decide di andare via dalla Terra: quando parte si trova solo con se stesso e la sua consapevolezza cresce traccia dopo traccia. In questo brano lui descrive il suo stato d’animo, e si trova a pensare alla persona che ha lasciato sulla Terra. Per capire quel verso devi considerare come continua nel ritornello:
“Non facevo altro che ripensare e ripensare a noi…e a tutti i sogni che ho dimenticato da qualche parte laggiù, a tutti i mondi per cui sono partito..E tu?”. Per quanto riguarda l’ispirazione ti direi che le canzoni sono nate in entrambi i modi. Testi e melodie sono venuti tutti di getto, ma la realizzazione delle canzoni è stato un processo più lungo.

L’ultima traccia interamente strumentale “Weltanschauungmi” mi ricorda le bellissime atmosfere del cult movie Blade Runner, il nuovo brano l’hai elaborato con una serie di elementi strumentali. – Come è avvenuta la composizione? Lo spazio torna protagonista, negli anni ‘60 / ‘70 molti musicisti erano affascinati dall’esplorazione spaziale. Ora con te si torna a quell’immaginario ma con un’altra visione, si guarda fuori dal pianeta Terra per provare a capire meglio se stessi?

La composizione di Weltanshauung è nata dalla melodia, è stata scritta sul pentagramma elettronico e poi mi sono dedicato alla creazione dei suoni. In Weltanshauung c’è un layering di due suoni fatti con il Massive della Native Instruments, uno che suona come un ottone (corno, trombone) e l’altro come un arco (violino / viola). Sì ricorda Blade Runner perché la combinazione fra il suono di ottoni e gli arpeggi di basso elettronico arriva per la prima volta in quel film, e ora quel suono è nella nostra memoria collettiva, ci riporta alla fantascienza. Il brano poi è stato costruito con suoni anche acustici: ci sono dei campioni (frammenti di registrazioni) di un pianoforte rotto che suona come un pianoforte “preparato” alla Cage. Ci sono delle registrazioni di prove di canto lirico usate per amplificare l’apertura del giro, delle voci campionate e risuonate con la tastiera e dei bassi “sub” che ad ogni ripartenza sparano una bomba di frequenze basse come un motore che si spegne: con un certo impianto quelli fanno impressione. Ricordo quando ero piccolo che il fascino per l’esplorazione spaziale era ancora una moda. La Lego che oggi ispira i propri set a film e serie Tv allora usciva con la serie “Spazio” ispirata alla conquista spaziale della guerra fredda fra USA e URSS! In Mondi Nuovi lo spazio è raccontato come legame profondo che c’è fra noi, la Terra, e quello che abbiamo intorno. Esplorando lo spazio non scappiamo da noi stessi, neanche dalla Terra, l’esatto contrario.

Con la Miraloop hai realizzato anche dei videoclip, è uscito il video ‘’Notte di foglie’’ e ”110 Decibel – versione lyrics” video. Hai in programma di produrre altri video dei brani tratti dal nuovo album?

Già, Miraloop è la casa discografica indipendente fondata da me che sta lavorando a tutto il progetto e con la quale stiamo realizzando il video di Casa Mia: è un lavoro piuttosto lungo perché lo stiamo realizzando con un tipo di tecnica che si usa nella post-produzione cinematografica. In pratica abbiamo ricreato in 3D gli scenari nei quali è ambientato il video. Il protagonista della storia si muove in ambienti fantastici fra boschi magici, fari sul mare, costruzioni megalitiche e, ovviamente, la Luna. Ritroverete dei legami con la copertina del disco che a sua volta è stata realizzata ricreando in computer grafica piccoli oggetti, come gli ingranaggi degli orologi: nel video quegli ingranaggi sono parte dei paesaggi e sono alte decine di metri. Si tratta di un video che richiede molto impegno sia in fase di performance sia in fase di produzione (e calcolo informatico, aggiungerei) ma che ci sta davvero appassionando. Una sfida per Miraloop che vuole assolutamente entrare in questo tipo di narrazione artistica, è nelle nostre corde!

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