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MOLTIPLICA LA MUSICA – call to action contro il lavoro sommerso nel settore live Col sostegno di CGIL, UIL, Alleanza delle Cooperative Italiane

MOLTIPLICA LA MUSICA
proposte per far emergere i musicisti nascosti
 

La Fondazione Centro Studi Doc promuove la Call to Action per contrastare il lavoro sommerso nel settore della musica live. Tra i sostenitori anche CGIL, UIL e Alleanza delle Cooperative Italiane.

La Fondazione Centro Studi Doc, a seguito di una ricerca svolta sul lavoro irregolare e sommerso nel settore musicale, lancia la Call to Action “Moltiplica la musica”.
Obiettivo: raccogliere proposte per portare all’emersione del lavoro sommerso nel settore della musica live attraverso semplificazioni, innovazione, incentivi economici, riconoscimento di diritti dei musicisti. In occasione della prossima edizione della Milano Music Week, martedì 19 novembre 2019, saranno presentate le proposte raccolte nell’ambito di un dibattito dedicato all’interno di Casa Doc.

Tra i 2 e i 3 miliardi euro. Questo il preoccupante dato riferito al lavoro sommerso e irregolare nel settore della musica dal vivo. È quanto stima una ricerca condotta dalla Fondazione Centro Studi Doc, centro di ricerca della rete Doc che svolge attività di documentazione, formazione e condivisione per sostenere la dignità del lavoro.

Il sommerso, impoverendo chi lavora nel settore, impoverisce tutto il Paese. Per contrastarlo è urgente il confronto con tutti gli attori in causa per trovare soluzioni. Con questo obiettivo la Fondazione Centro Studi Doc ha lanciato la Call to Action “Moltiplica la musica”. Operatori, istituzioni, sindacati, rappresentanti del governo, associazioni di categoria e chiunque sia interessato sono invitati a partecipare condividendo le proprie proposte di riforma per moltiplicare gli investimenti in musica e cultura, contrastare l’evasione fiscale e tutelare dignità e diritti dei lavoratori dello spettacolo, inclusi i giovani talenti.

Alla Call to Action hanno già aderito con le loro proposte le rappresentanze sindacali di CGIL e UIL. Partecipano con le loro proposte anche vari attori del settore, quali le cooperative Fasolmusic e Doc ServiziDoc Educational e NRG CoopSTEA, l’agenzia di management Doc Live, l’associazione di categoria dei live club KeepOn Live, l’associazione SOS Musicisti e ATS Milano sul tema della sicurezza. Tra i sostenitori della campagna si contano anche l’Alleanza delle Cooperative Italiane cultura (Legacoop, Confcooperative e Agci)Note Legali, la manifestazione MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, l’associazione italiana di musicisti jazz MIDJMusic Academy di Bologna e tutte le scuole del circuito LPEB.   

Ad oggi, tra le proposte raccolte dalla Fondazione tra gli operatori del settore figurano  le seguenti: semplificare le pratiche di pagamento delle prestazioni occasionali dello spettacolo non professionistiche e saltuarie; incentivare la vigilanza; riconoscere il valore sociale degli artisti e sostenere le loro tutele e garantire loro anche la sicurezza sul lavoro; prevedere incentivi economici per chi organizza musica dal vivo.

«Il lavoro irregolare è ancora diffuso nell’ambito della musica live» sostiene Chiara Chiappa, presidente di Fondazione Centro Studi Doc. La fotografia scattata in Italia è chiara: «Il pagamento non regolare del musicista ha un’origine, quasi endemica, legata a locali e feste popolari in cui circola denaro contante “non tracciato”, a causa anche delle difficoltà burocratiche e delle scarse economie del settore».

«Il settore della musica dal vivo è caratterizzato da una spiccata poliedricità – dichiarano congiuntamente Emanuela Bizi di Slc-Cgil e Giovanni Di Cola di Uilcom –. Per questo motivo la legislazione, sia quella relativa al diritto del lavoro sia quella fiscale, deve sapersi adattare a diversi mondi e alle differenti esigenze. Il lavoro nero comporta evasione contributiva, fiscale e del diritto d’autore, per questo motivo bisogna agire sul versante delle semplificazioni e dei controlli e, in particolare, ottenere da un lato il rispetto dei contratti di lavoro sottoscritti e dall’altro affermare il diritto a un equo compenso e alla relativa contribuzione».

Se è vero che si tratta di sommerso e quindi di entità difficilmente calcolabili, è altrettanto vero che le cifre stimate sono significative e meritano una riflessione. Ed è quello che accadrà martedì 19 novembre alle ore 11.00 in occasione della prossima edizione della Milano Music Week a Casa Doc nella Casa degli Artisti (Via Tommaso Cazzaniga 89/A Milano). Nel corso dell’incontro “Moltiplica la musica. Proposte per far emergere i musicisti nascosti” saranno presentati i risultati emersi dalla Call to Action e si terrà un dibattito dedicato alle proposte da presentare al Governo.

Come Partecipare alla Call to Action

  1. Condividendo la propria proposta per far emergere dal sommerso il settore della musica.
    Tutti possono partecipare inviando le proprie idee a info@centrostudidoc.org.
    Gli esperti della Fondazione lavoreranno per armonizzare tra loro le proposte di riforma. 
  2. È possibile partecipare alla Call to Action anche senza inviare proprie proposte. Se si condividono quelle già raccolte, è sufficiente segnalarlo alla Fondazione che aggiungerà il logo del nuovo aderente all’iniziativa.
  3. Diffondere l’iniziativa. Basta un click qui.
    www.centrostudidoc.org/2019/10/23/call-to-action-proposte-per-far-emergere-i-musicisti-nascosti/

La ricerca
Condotta dalla Fondazione Centro Studi Doc, la ricerca è stata realizzata incrociando i dati dei report esistenti sulla filiera dello spettacolo (Io sono cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere, Annuario SIAE, Vita da artisti della Fondazione di Vittorio, Io sono la musica che ascolto di _resetfestival e The Goodness Factory, Audizione della Cgil), con quelli delle istituzioni (Istat, Enpals-Inps) e con una ricerca effettuata sul campo da musicisti e organizzatori.

www.centrostudidoc.org
www.docservizi.it

 
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