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LOWINSKY – intervista sul nuovo album OGGETTI SMARRITI, per quelli che credono ancora nell’amore e nella musica.

OGGETTI SMARRITI è il nuovo album d’esordio dei Lowinsky, pubblicato dopo una lunga esperienza artistica, il nuovo lavoro discografico rielabora il sound anni ’90 e affronta tematiche che toccano l’anima dell’ascoltatore. In questa intervista Carlo Pinchetti, voce e chitarra della band, racconta qualcosa di più sulla nuova realizzazione del disco, distribuito da Artist First per l’etichetta Moquette Records.

Il nuovo album OGGETTI SMARRITI arriva dopo un lungo percorso artistico caratterizzato anche da cambi di formazione della band, in che modo questo ha influito sulla realizzazione del disco?

Ha influito molto a livello di arrangiamenti, sicuramente avere una chitarra in meno ti cambia completamente le prospettive. Però siamo riusciti a sopperire a questa mancanza facendola diventare una forza, imparando ad essere più affiatati e più attenti a quello che facciamo. In alcuni casi abbiamo inserito un violino, cosa che ci ha regalato una dimensione nuova, di cui sono molto soddisfatto.

Ascoltando l’album ci si immerge in atmosfere molto melanconiche se non cupe, in alcuni brani affronti tematiche molto serie come in SEPPUKU (tratta del suicidio), VACANZA IN PARADISO (tratta della depressione). Descrivi quei momenti/emozioni senza voler dare per forza una soluzione, i brani sono un messaggio di condivisione del dolore?

Sono sicuramente un tentativo di descrizione del dolore, senza alcun giudizio o suggerimento o tentativo di spiegazione, la semplice irrazionalità della sofferenza. Non credo possano essere un messaggio di condivisione, in fin dei conti in quei momenti si è sempre soli con sé stessi, più che altro è forse un richiamo,
una sorta di post-it virtuale, “…hey ciao, quando si parla di qualcuno che sta male quello che potrebbe provare è questo…”.

L’ENNEMI di Charles Baudelaire ‘’…O dolore, o dolore, il Tempo si mangia la vita e l’oscuro Nemico che ci divora il cuore cresce e si fortifica del sangue che perdiamo.’’ con questa canzone torni sulle difficoltà della vita, come mai hai deciso di inserire nel disco proprio questa poesia di Charles Baudelaire?

è la mia poesia preferita di uno dei miei poeti preferiti e il verso che citi è il mio preferito in assoluto. Qualche anno fa avevo pensato persino di tatuarmelo però poi ho cambiato idea…il tema è affascinante, io me la sento tutta addosso la pressione del Tempo sulla vita.

Qual è stata la ricerca musicale per realizzare L’album Oggetti Smarriti, avevi già un’idea musicale o il sound è stato creato insieme ai testi?

Tutte le canzoni sono state scritte con l’acustica su un divano o un letto, in genere prima la melodia e poi il testo, e successivamente portate in sala prove e arrangiate con i ragazzi. In linea di massima il punto è stabilire se la bozza di una canzone debba andare più verso il power pop o più verso il folk semiacustico.

A quali ascoltatori si rivolgono le canzoni del disco?

A chiunque voglia ascoltarlo! Nello specifico alle persone a cui piacciono le chitarre e le melodie, quelle che credono ancora nell’amore e nella musica.

Un ultima domanda avete in programma dei concerti a breve, COVID-19 permettendo?

Sì, assolutamente un sacco di concerti, suonare è vitale, condividere le emozioni con il pubblico è essenziale per noi. Confidiamo che contagio e paranoia spariscano quanto prima!

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Biografia dei lowinsky