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PLAZA SEMPIONE – fuori l’album di debutto POCHI MA VUOTI, un disco che parla di poche cose che una volta messe insieme compongono un essere umano

 “È giorno, oddio che vergogna svegliarsi anche oggi”

Pochi Ma Vuoti è l’album d’esordio dei Plaza Sempione, giovanissima garage band nata nel cuore del quartiere romano di Monte Sacro, testimoni di una Roma dove ci si dimena e si urla come nella più dimenticata delle province. L’album sarà presentato il 21 marzo a Largo Venue a Roma in apertura del concerto dei Voina.

“Pochi Ma Vuoti è un disco che parla di poche cose che una volta messe insieme compongono un essere umano, è il nostro specchio, senza filtri e onesto, che ci guarda dritto in faccia e ci dice semplicemente che dalle nostre paure, incertezze, e fallimenti siamo nati noi e alla fine bene o male riusciamo a fare quello che fanno tutti. O forse no”.

Si tratta di un album caratterizzato da strumentali a tratti aggressive e psichedeliche, accompagnate da chitarre ritmiche d’ambiente che creano all’occorrenza un’onda di reverberi, chitarre soliste che accompagnano la melodia del brano con delay e atmosfere che ricordano il Brasile dei Boogarins, basso un po’ anni ‘90 con sonorità grunge e talvolta funky. Le batterie  sono rigorosamente vere, complesse, mentre le linee vocali danno spesso precedenza al suono e all’effetto, con armonizzazioni e controcanti.

FB @plazasempione/

CREDITS
Testi: Adriano Donati
Voce: Adriano Donati
Chitarre ritmiche: Adriano Donati
Chitarre soliste e cori: Flavio Accorinti
Basso: Flavio Accorinti
Batterie: Luca Mancini
Arrangiamenti: Plaza Sempione.
Registrazione: Marco Barzetti
Mix: Marco Barzetti
Master: Marco Barzetti

Suonato dai Plaza Sempione:
Adriano Donati
Flavio Accorinti
Luca Mancini

Artwork: Marco Bello

TRACKLIST
1) HO BRUCIATO
2) L’ODIO PER IL MARE
3) A NUOTARE
4) PSICOTHOVEEN
5) SESTO MALE
6) SERPICO
7) PERONI
8) PLAZA VENEZIA
9) NON TI VEDO PIÙ

DESCRIZIONE TRACK BY TRACK

HO BRUCIATO
Ho Bruciato è un brano che parla di troppi risentimenti nei confronti di noi stessi, così tanti da diventare l’ultimo dei problemi. Di quanto sia necessario amare anche con una guerra interiore che distrugge noi e tutti quelli che ci vogliono bene. E quando smettiamo di parlare i mostri cominciano ad attaccare, lì bisogna correre al riparo e convivere con tutto, anche con loro.

L’ODIO PER IL MARE
Un brano nato dalle influenze negative e un po’ di terrore, quel terrore che annienta la purezza. Ci siamo resi conto solo dopo in realtà di quanto sia vicino ai nostri tempi e di quanto possa descrivere la paura di un bracciante in mare aperto in piena notte, una notte dove c’è solo la sua vita appesa.

A NUOTARE
L’acqua non mi piace, il mare ancora meno, mi ricorda un po’ le situazioni della vita di tutti i giorni dove se sai nuotare bene non affoghi, se invece non sei bravo a fare gli ultimi metri senza perdere fiato anneghi.

PSICOTHOVEEN
Un viaggio mentale e una scoperta di noi stessi, affogati dentro acque che conducono a porte che ci conducono al sentore che forse il vero problema della vita non è solo la paura, ma la voglia di non fare, senza volersi nemmeno impegnare ad amare. Perché dormire è più semplice a volte.

SESTO MALE
Parla di una vita intera, corta o lunga, bella o brutta ma comunque vissuta, senza riuscire a credere di essere nati o senza avere mai la sensazione di appartenere al mondo in cui si vive e che abbiamo lasciato. Una partenza per una città che in questo caso è la morte, un punto di non ritorno.

SERPICO
Serpico è la voce interiore che ti costringe a rimanere fermo e ad auto convincerti che le cose andranno sempre così. Ma stasera sono un gatto, non ci voglio pensare preferisco dormire.

PERONI
Parla di tagli sulle mani e della sensazione di essere sempre piccoli, sempre bambini anche in confronto a persone più piccole di te, la sensazione di non poter avere un motorino perché è sempre stato un qualcosa per un qualcuno più grande di te. E quando hai trovato qualcuno che finalmente capisce te, allora li mi domando se io ho capito lei.

PLAZA VENEZIA
Parla di luoghi, corti viaggi, con un solo autobus per noi molto significativo il 60. Partire dalla periferia e capire solo a quel punto che sei uscito dal centro del mondo. Viaggi fatti per scuola, ragazze, lavoro, a volte pieni di fallimenti e altre volte di sorprese, sempre con il portafogli vuoto, sempre pronti a rinascere.

NON TI VEDO PIÙ
L’esigenza di essere capiti, la difficoltà nel poter chiedere aiuto, non si riesce più a vedere, non si riesce più a farsi amare né da chi ci ha amato o voluto bene, né da noi stessi, i problemi sono fin troppi, ma a noi non ce ne frega più un cazzo.