Concerti Italia notizie del giorno su musica est Opera Lirica Variety

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA – al PalaDozza dal 29 settembre la stagione lirica riparte con L’ELISIR D’AMORE

TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

LA STAGIONE LIRICA RIPARTE AL PALADOZZA CON 

LELISIR D’AMORE

DI DONIZETTI

Sul podio Jonathan Brandani, regia di Pablo Maritano

Dal 29 settembre al 7 ottobre in forma semi-scenica, in collaborazione con Auditorio de Tenerife e Teatro dell’Opera e del Balletto di Tbilisi

Con uno fra i titoli operistici più amati del repertorio belcantistico, torna la lirica a Bologna dopo la lunga pausa imposta dalla pandemia. L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, proposto in forma semi-scenica al PalaDozza dal 29 settembre al 7 ottobre con la direzione d’orchestra di Jonathan Brandani e la regia di Pablo Maritano, dà il via alla ripresa della Stagione d’Opera 2020 del Teatro Comunale di Bologna.

La nuova produzione è realizzata dal Comunale con l’Auditorio de Tenerife e con il Teatro dell’Opera e del Balletto di Tbilisi, teatri nei quali è già andata in scena nell’ambito del progetto “Opera(e)studio” finanziato dal programma UE Creative Europe, che sostiene il settore culturale e creativo del continente.

A Bologna lo spettacolo viene proposto nell’ambito di “Opera Next”, sezione della stagione collegata ad attività di alta formazione, e vede un cast di giovani interpreti: Maria Rita Combattelli e Sofía Esparza Jáuregui come Adina, Klodjan Kaçani e David Astorga come Nemorino, Alberto Bonifazio e Jacobo Ochoa Piedrahita nei panni di Belcore, Givi Gigineishvili e Matteo Andrea Mollica in quelli del Dottor Dulcamara, e Leonora Tess nella parte di Giannetta. Le scene sono firmate da Serena Rocco, i costumi da Lorena Marin e le luci da Virginio Levrio; coach di canto è Giulio Zappa e Maestro al cembalo è Hana Lee.
L’Orchestra e il Coro (preparato da Alberto Malazzi) sono quelli del TCBO.

«Il tema dell’opera è uno ed è costante: la ridicolizzazione del concetto di amore romanticodice il regista Pablo Maritano –. È proprio sulla base di questa idea che la coppia formata da Adina e Nemorino si costituisce come una brillante replica comica di quella celebre composta da Tristano e Isotta: per la prima, contro ogni sacralizzazione, l’amore è una malattia necessaria che cerchiamo di curare infettando gli altri, quindi ricorrendo a falsi rimedi che ci aiutano a confermare la diagnosi. Come gli antieroi dei film muti, Nemorino ci mostra come la ricerca di una soluzione magica ai nostri problemi (tanto labili quanto quelli ridicoli) si nutre della fame umana dell’illusione».

NOTE DI REGIA

”L’elisir d’amore rimane fresco e giovane oggi come alla sua prima, con il fascino che risiede, in gran parte, nella sua impudenza. Il capolavoro comico di Gaetano Donizetti si presenta, secondo Piero Mioli, come “un susseguirsi di parodie, invettive, sciocchezze, civetteria, follia, arroganza e ciarlataneria”, che illuminano la colonna sonora in una sequenza di scene separate e autonome, componendo un quadro di personaggi atipici e singolari piuttosto che una trama concreta e coerente. Tuttavia, il tema dell’opera è uno ed è costante: la ridicolizzazione del concetto di amore romantico. È proprio sulla base di questa idea che la coppia formata da Adina e Nemorino, si costituisce come una brillante replica comica di quella celebre composta da Tristano e Isotta: per la prima, contro ogni sacralizzazione, l’amore è una malattia necessaria che cerchiamo di curare infettando gli altri, quindi ricorrendo a falsi rimedi che ci aiutano a confermare la diagnosi. Come gli antieroi dei film muti, Nemorino ci mostra come la ricerca di una soluzione magica ai nostri problemi (tanto labili quanto quelli ridicoli) si nutre della fame umana dell’illusione; D’altra parte, Adina è così deliziosamente nevrotica, che non è in grado di lasciarsi eccitare. Un po’ alla maniera di Woody Allen e Diane Keaton (complessato e insicuro lui, iper-riflessiva e insoddisfatta lei), la coppia protagonista alternerà disaccordi e incomprensioni fino a quando non si troveranno dall’altra parte dell’illusione. Precisamente, è qui che la nostra lettura scenica scava: l’amore come una finzione, come una sceneggiatura cinematografica, a sua volta, incorniciato da quella grande fabbrica di sogni che è il cinema.”

Lo spettacolo recupera quello che sarebbe dovuto andare in scena lo scorso aprile: per l’ingresso restano quindi validi i biglietti già acquistati e gli abbonamenti alla Stagione d’Opera 2020.

I biglietti sono in vendita online su @.tcbo.it, presso la biglietteria dell’Auditorium Manzoni (Via de’ Monari, 1/2) dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 18.00 e il sabato dalle 11.00 alle 15.00 e – se ancora disponibili – la sera dell’evento presso la biglietteria al PalaDozza da 1 ora e mezza prima dell’inizio.

Europa Creativa
https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/about_it

Opera Studio Partners
http://www.operaestudio.eu/en/about/institutions