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DOC Nelle tue mani – dopo il successo della prima stagione torna in prima serata su Rai1 con Luca Argentero, Matilde Gioli diretta da Jan Maria Michelini e Ciro Visco.

DOC – Nelle tue mani

li nuovi episodi dal 15 ottobre in 7 prime serate.
Una produzione Rai Fiction e Lux Vide,
diretta da Jan Maria Michelini e Ciro Visco. 

I nuovi episodi di “DOC – Nelle tue mani” sono stati presentati alla Casa del cinema di Roma dal protagonista insieme a Matilde Gioli e allo stesso dottor. Piccioni, oltre che dal direttore di Rai1 Stefano Coletta, con i produttori Matilde e Luca Bernabei, e dal vicedirettore di Rai Fiction Francesco Nardella.
Gli sceneggiatori intanto stanno già scrivendo le storie per la prossima stagione, perché come annuncia la produttrice Matilde Bernabei, “la storia continua”.

La fiction ha esordito la scorsa primavera con ascolti record che hanno superato gli 8 milioni e mezzo di telespettatori e tagliato il traguardo del miglior esordio per una serie dal 2007.

Il Cast di DOC – Nelle tue mani

Ad affiancare Luca Argentero nel medical drama, la giovane e brillante Matilde Gioli nel ruolo di Giulia Giordano, la dottoressa dal carattere talvolta freddo e poco empatico, ancora innamorata di Fanti che però a causa dell’incidente non ricorda più il loro legame sentimentale passato. Nel cast di “DOC – Nelle tue mani” anche Gianmarco Saurino, Sara Lazzaro, Raffaele Esposito, Alberto Malanchino, Silvia Mazzieri, Pierpaolo Spollon, Simona Tabasco, Elisa Di Eusanio, Giovanni Scifoni, Beatrice Grannò e Pia Lanciotti.

Nessuno di noi si aspettava questo riscontro ha dichiarato ArgenteroOgni tanto ci sono progetti che raggiungono un’alchimia perfetta. La serie è stata venduta in Spagna, in Portogallo“. Ma cosa deve aspettarsi il pubblico?Di tutto – cambi di scena e casi in ogni puntata che terranno con il fiato sospeso, prima di un finale sorprendente, perché questa ricordiamolo è la fine della prima stagione le cui riprese si erano interrotte causa covid“. Argentero ha raccontato che tornare sul set ai primi di luglio, dopo il fermo per il lockdown, è stato emozionante. (Fonte: Ansa)

DOC – Nelle tue mani racconta in fondo che siamo tutti pazienti prima o poi e che il caso più importante che il protagonista di questa serie è costretto a risolvere è identico a quello che ognuno di noi affronta ogni giorno quando si domanda: chi sono davvero? qual è il mio posto? Il racconto della malattia come possibilità di nuova occasione, di cambiamento, di sfida. Quando non è grave al punto da mettere in pericolo la vita stessa, forse può essere la strada per la ricerca del senso più profondo dell’esistenza.

Pierdante Piccioni è un medico, scrittore e accademico italiano. 
Quando ho saputo che la LUX VIDE aveva acquistato i diritti dei due libri Meno Dodici e Pronto Soccorso, scritti da me e Pierangelo Sapegno per la Mondadori, per farci una serie televisiva, ho provato una strana emozione, un misto di piacere e di paura. Perché la storia che viene raccontata nei libri è la mia storia personale. E non è una storia semplice. È la storia di una sconfitta senza colpe. Una storia di rabbia e di riscatto, di ingiustizia e di ricompensa, di drammi familiari e di riappacificazioni. Un’incredibile storia di sentimenti estremi. Tanto incredibile quanto vera. Ma quando mi sono trovato davanti il produttore (Luca Bernabei), il regista (Jan Michelini) e l’attore che mi avrebbe interpretato (Luca Argentero), mi sono detto: “Ok, Pier. Quello che devi fargli davvero capire è che cosa sia stato passare dall’altra parte della barricata. Diventare paziente. Essere trattato da disabile”.

Pierdante Piccioni

Perché non c’è davvero niente come provare per capire.
Bene, leggendo le sceneggiature e guardando le riprese mi sono reso conto che l’obiettivo era stato raggiunto. Far capire alle persone cosa si prova davvero a perdere la memoria, 12 anni di memoria, risvegliarsi da alieno in un mondo che non ti appartiene, in cui persino i tuoi figli sono dei perfetti sconosciuti, non ricordare nessuna emozione che hai provato e pensare davvero di farla finita. E far capire anche che, nonostante tutto, tocca a te fare il primo passo. Che tocca a te entrare dentro gli altri. Che siano pazienti, amici, familiari o perfetti sconosciuti. Contro la burocrazia, i pregiudizi, i rancori. Perché se vuoi amare davvero, allora incominci per primo. Perché questo è vivere: non avere paura di fidarsi degli altri. Perché è esattamente questo che è successo al DOC, come mi chiamano tutti. Aver vissuto un’esperienza drammatica che mi ha cambiato la vita come uomo, come amico, come padre, come marito ma soprattutto come medico. Ecco, questa è l’anima profonda, l’essenza della serie DOC – Nelle tue mani. E, come dicono i miei figli, è davvero tanta roba.