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LORY MURATTI – è in radio e online il video di GIORNI DESERTI che anticipa l’originale spoken album LETTERE DA ALTROVE

LORY MURATTI

è in radio e online il video di

GIORNI DESERTI

il nuovo singolo che anticipa lo spoken Album
LETTERE DA ALTROVE

Da oggi, mercoledì 21 ottobre, è in radio e disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming “GIORNI DESERTI”, il nuovo singolo del producer, scrittore e regista LORY MURATTI che anticipa l’originale spoken album LETTERE DA ALTROVE”(Riff Records / the house of love) in uscita il 30 ottobre. 

«Giorni silenti e sospesi. Giorni dove le ore smarriscono loro stesse e dove le più piccole azioni diventano imprese da ricordare. L’illusione che la vita si sia fermata alla sera prima prende forma nel suono delle ambulanze in lontananza, nelle strade deserte, nella visione di lune annegate al mattino e di tramonti venuti a confonderci fino a farci dubitare di tutto, persino di noi stessi dichiara Lory Muratti – Un dubbio profondo, una crepa dell’anima che si insinua sottile separando, passo dopo passo, “la vita di prima” da questi “giorni deserti” dove vestirsi di tutto punto e rispettare gli orari potrebbe non bastare a salvarci dall’inganno del tempo in cui viviamo».

Il videoclip del singolo, scritto, diretto e montato dallo stesso Lory Muratti, è stato girato in un vecchio ricovero barche sulle sponde del lago di Monate (VA), esattamente negli stessi luoghi in cui è stata ambientata la storia raccontata nelle otto tracce che compongono il concept album “Lettere da Altrove”. Rappresentazione emozionante e metaforica del “luogo-non luogo” in cui il mondo si è trovato a far scorrere i giorni durante il lockdown di marzo e aprile, il videoclip di “Giorni Deserti”, grazie a un flusso ininterrotto di immagini evocative, mescola sogno e realtà, incubo e speranza, mettendo lo spettatore di fronte a una lettura profonda e coraggiosa dell’assenza. Questo video, inoltre, è il primo capitolo di una trilogia che accompagnerà con tre visual l’album in uscita il 30 ottobre.

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«Un viaggio dentro le acque non solo come metafora, ma anche come punto di vista della camera da presa che, seguendo i passi del protagonista, apre la strada a suggestive immersioni subacquee alla ricerca di risposte. La vita dei fondali si anima così trasformandosi nel tessuto ideale in cui prendono vita i molti simboli e i riferimenti psicanalitici celati nel video e nel testo della canzone spiega Lory Muratti – È in quel luogo surreale che i giorni si fanno sempre più deserti perdendo i contorni dentro un flusso ininterrotto di emozioni ed è in quel tempo sospeso che le notti e i giorni si confondono in uno smarrimento esistenziale dove “la vita di prima” appare sempre più distante. I dettagli prendono così la scena e la lontananza cambia significato mostrandosi non più come sconfitta, ma come ragione stessa per continuare il viaggio».

Biografia, Lory Muratti è polistrumentista, producer, scrittore e regista. Nato e cresciuto tra i laghi lombardi, firma per diversi anni i suoi lavori sotto lo pseudonimo “Tibe”, facendosi conoscere nel mondo alternative rock italiano grazie al sound fortemente evocativo con cui caratterizza i suoi lavori da produttore. Nel 2005 pubblica il suo primo romanzo “Valido per due” (edito per Mondadori) che si traduce in un tour di spettacoli teatral-musicali. Con il libro e disco “Hotel Lamemoria” (Mondadori/Warner, 2007) e con il successivo progetto “Scintilla” (Feltrinelli/Mescal, 2013), traccia i contorni di un nuovo modo di coniugare musica e narrativa che si fondono nelle sue opere come due anime della stessa creazione. Sul fronte visivo si occupa di video-artevideoclip musicali e visual storytelling nel mondo del marketing. Vestendo i panni di Dj/Vj, ha creato negli anni contenuti live per importanti brand e si è esibito in club ed eventi internazionali quali “Return to New York” a Londra, “Ballo del Doge” a Venezia, “Cornetto Free Music Festival” a Milano e Roma e “Burning Man” nel deserto del Nevada. Le sue installazioni come sound designer lo hanno portato fino a “Luminale Frankfurt 2010” e “Biennale di Venezia 2011”. Sviluppa i suoi progetti all’interno del laboratorio creativo “the house of love”, casa di produzione audio e video che dirige in un ex ricovero barche affacciato sulle sponde del Lago di Monate in provincia di Varese. Fra i molti artisti con cui ha collaborato o diviso il palco figurano: Andrew Fletcher from Depeche ModeCristiano Godano e Marlene KuntzDaddy G from Massive AttackGarboGary DourdanGuano ApesKrismaLeo AbrahamsLorne LanningLuca Missoni2 Many Djs.
IG @lorymuratti

Testo canzone Giorni Deserti di Lory Muratti

Non avevamo mai desiderato così tanto
l’arrivo della bella stagione
ma l’estate sembrava un miraggio
come i canottieri verso sera
Tu continuavi a vederli scivolare veloci
a tagliare il lago
seppur avessero smesso di allenarsi
da almeno due settimane
Le ambulanze in lontananza e il silenzio attorno
erano ormai i nostri soli compagni di scommesse
Scommettevamo su qualsiasi cosa
sull’ora a cui si sarebbero presentati i Germani
a riscuotere dalle tue mani
la loro dose di cibo quotidiano
su chi si sarebbe addormentato per primo
sulle probabilità
che uno dei due smettesse davvero di fumare
su chi avrebbe trovato la prossima cosa
sulla quale scommettere
su quando ne avremmo sentita passare un’altra
L’eco delle sirene pareva la notte
farsi più lungo del normale
erano rare, ma erano profonde
Un lamento amplificato
dalle strade ormai da giorni deserte
Giorni deserti
di lune annegate nel mattino
di albe confuse da tramonti venuti a sciogliersi
nel sole del mezzogiorno
per illuderci che fosse ancora sera
la sera prima, la vita di prima

Giorni deserti
di lune annegate nel mattino
di albe confuse
di tramonti venuti a sciogliersi
per illuderci che fosse ancora sera
la sera prima, la vita di prima

La crepa si insinuò leggera e iniziò a mostrarsi
soltanto quando i giorni presero a scomparire del tutto
Non sapevamo più se fosse Marzo o già Aprile
e decidemmo così di provare a difenderci
Iniziammo a vestire sempre di tutto punto
rispettavamo gli orari
illudendoci che saremmo stati in grado
di tenerci in piedi a vicenda
Un tandem perfetto
che provava a non perdere il controllo
ma che procedeva senza conducenti
I nostri corpi erano lì mentre noi eravamo Altrove
Non potevamo ancora distinguerla
ma la crepa cresceva sotto ai nostri piedi
Ne avevamo soltanto un vago sentore
e così parlavamo piano
come se ci potessero sentire da una stanza accanto
come se quel silenzio a cui ci eravamo arresi
fosse un silenzio d’hotel

Giorni deserti
di lune annegate nel mattino
di albe confuse
di tramonti venuti a sciogliersi
per illuderci che fosse ancora sera
la sera prima, la vita di prima