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DIVERSITY MEDIA AWARDS 2020 – elenco nomination, la Rai in nomination con 11 prodotti radio, serie, film e trasmissioni tv #DMA2020 #staydifferent

Presentato a Palazzo Marino il Diversity Media Report 2020,la ricerca annuale sulla rappresentazione inclusiva nei media italiani
condotta da Diversity con l’Osservatorio di Pavia e un pool proveniente dalle maggiori università italiane

DIVERSITY MEDIA AWARDS
e
DIVERSITY MEDIA REPORT 2020

Quinta edizione degli Oscar dell’inclusione che premiano i contenuti mediali e i personaggi che si sono distinti per una rappresentazione valorizzante della diversità nelle aree di genere e identità di genere,
orientamento sessuale ed affettivo, etnia, disabilità, età e generazioni

Giungono alla quinta edizione i Diversity Media Awards, l’iniziativa ideata e promossa da Diversity, no-profit fondata e presieduta da Francesca Vecchioni, che ogni anno presenta il Diversity Media Report: l’unica ricerca in Italia che rileva e premia i contenuti mediali e i personaggi che valorizzano i temi della diversità nell’informazione (a cura dell’Osservatorio di Pavia) e nell’intrattenimento (a cura del comitato scientifico di Diversity).

I Diversity Media Awards premiano la rappresentazione inclusiva di genere e identità di genere, orientamento sessuale ed affettivo, etnia, età e generazioni, disabilità nei contenuti mediali. Un lavoro di ricerca e valutazione che coinvolge Diversity tutto l’anno e che trova la sintesi nell’appuntamento del 29 novembre 2020 con una serata-evento diffusa in diretta streaming (TRULive) – durante la quale saranno consegnati i riconoscimenti ai vincitori e alle vincitrici.

Disabilità e orientamento sessuale e affettivo sono le “grandi escluse” dall’informazione italiana nel 2019 che, al traino della cronaca nera e dell’agenda politica del Paese, ha focalizzato l’attenzione su generazioni, etnia e genere. Più aderenti ai cambiamenti culturali della società in tutte le sue sfaccettature si presentano invece i prodotti dell’entertainment (serie TV, film, programmi radio e tv, pubblicità e prodotti digitali) che offrono all’analisi un’evoluzione nei contenuti e nell’approccio narrativo.

Queste alcune delle evidenze emerse dal Diversity Media Report 2020 (DMR) presentato oggi a Palazzo Marino alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, da Francesca Vecchioni affiancata da Monia Azzalini, Responsabile del settore Media e Gender dell’Osservatorio di Pavia. Durante l’incontro sono state annunciate anche le nomination per i Diversity Media Awards 2020, votabili online.

I dati della Ricerca

Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019, su 48.854 notizie registrate 5.387 (11%) hanno riguardato persone anziane e giovani, rappresentate nel 50% dei casi quali vittime o carnefici di episodi di violenza e criminalità. Registrano picchi di notiziabilità rilevanti i casi dell’anziano di Manduria (TA) torturato e ucciso da una baby gang, della bimba di 7 anni ferita a Napoli durante una sparatoria e dello scuolabus sequestrato a Milano da un fanatico. L’informazione ha parlato di giovani anche per il loro impegno sociale, dedicando ampia copertura alle manifestazioni ambientaliste nate dal movimento Friday For Future.

Gli scontri politici e le questioni sociali relative ai flussi migratori hanno generato 4.556 notizie (9,3%)in cui i protagonisti e le protagoniste sono stati identificati sulla base dell’etnia. Due i momenti che hanno infiammato la cronaca e acceso il dibattito pubblico: il primo a luglio 2019, con la sfida di Carola Rackete alle autorità italiane per l’approdo della Sea Watch 3, il secondo a dicembre, con lo scontro tra alcuni Sindaci e il Ministero degli Interni sull’applicazione del “Decreto Sicurezza”.

Il genere connota i protagonisti e le protagoniste di 3.804 notizie (7,8%) come donne o uomini, mai transgender. Nel 63,5% dei casi le notizie hanno trattato fatti criminali, in prevalenza violenze contro le donne, come molestie, stupri, femminicidio, ma anche atti violenti in cui sono le donne ad essere protagoniste, principalmente nei confronti di figli minori.

La disabilità è apparsa in 647 notizie (1,2%) di cui quasi un terzo ha riguardato il ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo, colpito da un proiettile fuori da un pub di Roma. L’orientamento sessuale e affettivo quasi scompare dall’agenda dei TG 2019, che gli dedicano solo 102 notizie (0,2%, come nel 2018), un terzo delle quali in occasione della Giornata Mondiale della Famiglia che si è tenuta a Verona e della relativa contromanifestazione organizzata dalla società civile pro-diritti LGBT+.

Nei media oggi più che mai è essenziale saper rappresentare e dar voce a tutte le persone per ridurre le distanze e i pregiudizi. Finché l’informazione sarà al carro solo dell’agenda politica e della cronaca, non sarà in grado di restituirci l’immagine reale della società. Per quanto riguarda invece i prodotti di intrattenimento, sono certamente più capaci di rappresentare la complessità della realtà che ci circonda, le persone e le loro storie, l’unico grande rischio da evitare è cadere nel buonismo. Dobbiamo smettere infatti di considerare la diversità con paura o attraverso uno sguardo pietista: è una grande forza della società.” dichiara Francesca Vecchioni, fondatrice e Presidente di Diversity.

Se sul fronte dell’informazione si assiste ad una situazione di stasi, molto diverso è ciò che accade nel mondo dell’intrattenimento: nel 2019 è emersa con forza l’importanza dell’intersezionalità del racconto, ossia i personaggi non sono più definiti da una sola caratteristica(il genere, o l’orientamento, o l’etnia, etc),mahanno abbracciato una nuova complessità, con un’identità ricca di sfaccettature. Inoltre i personaggi legati ai temi della diversità non restano più solo secondari, a corollario delle storyline principali, ma sempre più spesso rivestono il ruolo principale su cui si impernia la narrazione.

L’approccio intersezionale risulta molto efficace nei prodotti stranieri (Special e Pose – Netflix) in cui si intrecciano con grande naturalezza tematiche e identità differenti. Grande attenzione è riservata al mondo femminile (Volevo fare la rockstar – Rai2)e alle tematiche LGBT+, con il superamento del racconto binario di genere (Euphoria – SKY Atlantic), e cambia il modo di raccontare la sessualità, spesso limitata da fortissimi tabù e osservata con sguardo pruriginoso, e si muovono i primi passi verso una narrazione trasversale e lontana dai giudizi tradizionali (Il corpo dell’amore – Rai3).

Rispetto agli scorsi anni si registrano alcuni significativi progressi anche nella rappresentazione della disabilità, soprattutto nel cinema italiano dove il racconto di questa diversity ottiene sempre più spazio, diventando talvolta l’elemento cardine delle storie che vengono raccontate, per quanto le storie rimangano circoscritte ad una dimensione intima e famigliare: ci si allontana sempre di più dalla narrativa buonista del passato ma la narrazione delle persone con disabilità è ancora molto “protetta” (La Dea Fortuna – Indiana Production, Mio fratello rincorre i dinosauri – Paco Cinematografica, La scomparsa di mia madre – Reading Bloom). Anche le serie TV si spogliano da quell’allure di paternalismo che ha caratterizzato il racconto della disabilità negli anni scorsi e si avvicinano sempre di più a un racconto realistico e diretto, volto a smantellare i pregiudizi sul tema (La compagnia del cigno – Rai1, Il corpo dell’amore – Rai3).

Nel 2019 cresce anche il numero di contenuti che hanno raccontato storie e persone legate al tema dell’etnia con serie tv internazionali molto apprezzate dalla critica e dal grande pubblico (When they see us – Netflix, Watchmen – Sky Atlantic) e programmi televisivi italiani caratterizzati da una narrazione profonda e complessa delle questioni legati alla diversity etnica (Love me strangerlaF Sky135). La fiction italiana è invece risultata meno capace di assolvere al ruolo di “specchio della società”.

Nella comunicazione pubblicitaria i brand hanno dimostrato di aver capito la necessità di trattare questi temi. Una consapevolezza che però si traduce in comunicazione efficace e credibile solamente quando ciò che viene affrontato è ben rappresentativo del momento sociale, e soprattutto in coerenza con i valori del brand.

In caso contrario ci si trova davanti a prodotti superficiali, percepiti come non autentici e respingenti per il pubblico. Il rischio infatti è che il pubblico, a oggi più consapevole su questi temi, vi veda un’attività di diversity washing, o una mera forma di makeup commerciale. Nel mondo della pubblicità sono numerosi i brand che si espongono sui social e sul web con contenuti di impatto, quelli che però arrivano fino alla diffusione televisiva sono decisamente meno. Tra questi sono emersi Decido io (Tampax), Voglio (Amazon Alexa), #IAMTHESPORT (Cisalfa), Love people, not labels (OVS).

Come ogni anno i prodotti mediali emersi dal Diversity Media Report entrano in nomination per i Diversity Media Awards. I vincitori saranno annunciati il 29 novembre nel corso di una serata-evento trasmessa in streaming sui canali digitali di Diversity e sui siti dei principali broadcaster e editori italiani. Si apre quindi il voting online delle nomination: da oggi fino al 3 novembre chiunque potrà votare su @diversitylab.it nelle seguenti categorie: Miglior Film, Miglior Serie TV Italiana, Miglior Serie TV Straniera, Miglior Programma TV, Miglior Programma Radio, Miglior Campagna Pubblicitaria, Personaggio dell’anno, Influencer dell’anno, Miglior prodotto digitale e Miglior Serie Kids. Durante l’evento saranno attribuiti anche i riconoscimenti all’informazione: Miglior TG, Miglior Articolo Stampa Quotidiani, Miglior Articolo Stampa Periodici, Miglior Articolo Stampa Web.

I Diversity Media Awards e il Diversity Media Report sono realizzati con il Patrocinio della Commissione Europea, con il sostegno del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani e grazie al supporto di aziende come Lierac e Google.

La Rai in nomination per i
Diversity media awards 2020

Programmi radio, serie, film e trasmissioni tv: sono 11 i prodotti Rai che hanno ricevuto una nomination ai Diversity media awards 2020 che, per il quinto anno consecutivo, premiano prodotti mediali e personaggi che si sono distinti per una rappresentazione valorizzante della diversità.
Il Servizio Pubblico, già vincitore nelle passate edizioni, concorre in 5 categorie degli “Oscar dell’inclusione”, realizzati con il Patrocinio del Comune di Milano e della Commissione Europea, con il sostegno del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani

Come miglior Serie tv, tra i nominati figurano tre successi della fiction Rai della passata stagione: “La compagnia del cigno”, “Ognuno è perfetto” – entrambe andate in onda su Rai1 – e “Volevo fare la rockstar”, andata in onda su Rai2. Altri due titoli Rai concorrono nella categoria Miglior programma tv: Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio (in onda su Rai2 nella precedente stagione)- e Il corpo dell’amore (Rai3).

Nella categoria Miglior programma Radio hanno ricevuto la nomination tre programmi RaiRadio: Fahrenheit (Rai Radio3), Miracolo Italiano (Rai Radio2) e No Profit (Rai GR Parlamento). Una nomination per la Rai anche nella categoria Miglior Serie Kids, nella quale concorre il cartone Berry Bees in onda su Rai Gulp.
Come Miglior film italiano, infine, sono candidate ai Diversity Media Awards – edizione #staydifferent – due pellicole coprodotte da Rai Cinema: Mio fratello rincorre i dinosauri (Paco Cinematografica, Neo Art Producciones, Rai Cinema, Eagle Pictures) e Tutto il mio folle amore (Indiana Production Company, Rai Cinema, 01 Distribution). La cerimonia di premiazione dell’edizione di quest’anno dei Diversity media awards sarà trasmessa in streaming TRUlive (Trasmissione a Rete Unificata) e sui canali social e digital ufficiali di Diversity domenica 29 novembre alle 19.00.

DIVERSITY MEDIA AWARDS
LE NOMINATION

MIGLIOR FILM ITALIANO
Genitori quasi perfetti (Indiana Production, Adler Entertainment)
La Dea Fortuna (Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni, Faros Film)
La scomparsa di mia madre (Reading Bloom e Rodaggio Film)
Mio fratello rincorre i dinosauri (Paco Cinematografica, Neo Art Producciones, Rai Cinema, Eagle Pictures)
Tutto il mio folle amore (Indiana Production Company, Rai Cinema, 01 Distribution)

MIGLIOR SERIE TV ITALIANA 
Extravergine (Fox Life – Fox Networks Group Italy, Publispei)
La compagnia del cigno (Rai 1 – Indigo Film, Rai Fiction)
Made In Italy (Amazon Prime Video, Canale 5 – Amazon Prime Video, Mediaset)
Ognuno è perfetto (Rai 1 – Rai Fiction, Viola Film, CPTV RAI di Torino, Film Commission Torino Piemonte)
Volevo fare la rockstar (Rai 2 – Rai Fiction, Pepito Produzioni)

MIGLIOR SERIE TV STRANIERA 
Euphoria (SKY Atlantic – HBO)
Fleabag (Amazon Prime Video – BBC Three)
Pose (Netflix – FX)
Special (Netflix – Warner Bros. Television)
When they see us (Netflix – Participant Media, Harpo Films, TriBeCa Productions, Foward Movement)
Watchmen (SKY Atlantic – HBO)

MIGLIOR PROGRAMMA TV
Che tempo che fa (Rai 2)
Il corpo dell’amore (Rai 3)
L’assedio (Nove)
Love me stranger (laF – Sky135)
Propaganda Live (La7)
Tagadà (La7)

MIGLIOR CAMPAGNA PUBBLICITARIA
Decido io (Tampax – Publicis Italia)
Love people, not labels (OVS – M&C Saatchi)
Voglio (Amazon Echo – Joint London)
#IAMTHESPORT (Cisalfa – Conversion)

MIGLIOR PROGRAMMA RADIO
Fahrenheit (Rai Radio 3)
Miracolo Italiano (Rai Radio 2)
No Profit (Rai GR Parlamento)
Ordinary Girls (Radio Popolare)
Tg Zero (Radio Capital)

PERSONAGGIO DELL’ANNO
Aboubakar Soumahoro
Emma Marrone
Ghali
Lina Wertmuller
Massimo Bottura
Vanessa Incontrada

INFLUENCER DELL’ANNO
Antonio Dikele Distefano
Fumetti Brutti
Licia Fertz
Margherita e Damiano Tercon
Muriel
Papà per scelta

MIGLIOR PRODOTTO DIGITALE
Fanpage (edizione Napoli) – Le lettere dei napoletani ai migranti in difficoltà
FreedaIo sono Martina
Profilo di Venti – DISLESSIA, ce la spiega Andrea Delogu
Tlon – Oltre la prima impressione (contenuto Facebook)
Vita con Lloyd La famiglia è… (contenuto Facebook)
Vice – Femministe e antifemministe discutono di parità, sessismo e intersezionalità in Italia

MIGLIOR SERIE KIDS
Berry Bees (Rai Gulp)
I casagrandes (Nickelodeon)
My Little Pony: l’amicizia è magica (Netflix)
Steven Universe (Cartoon Network)
The Dragon Prince (Netflix)
Twelve Forever (Netflix)