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L’ALBERO – pubblica l’album SOLO AL SOLE un intimo viaggio per ritrovare la delicata poesia del cantautorato

UN VIAGGIO NEL CANTAUTORATO PIÙ PURO E SINCERO

L’ALBERO

ESCE IL 13 NOVEMBRE

SOLO AL SOLE

IL NUOVO ALBUM PER SANTERIA RECORDS

Una vera e propria dichiarazione d’amore per la musica italiana, un intimo viaggio per ritrovare la delicata poesia del cantautorato più puro, onesto e autentico. 

Esce oggi 13 novembre “Solo al sole”, il nuovo disco di Andrea Mastropietro – in arte l’Albero – per Santeria Records con distribuzione Audioglobe.  

Le canzoni servono per viaggiare, non per piantare radici. Dichiara l’AlberoC’è stato un momento in cui la musica italiana era un razzo, una navicella lanciata in alto.  Tra restare dove si è e farsi un giro nello spazio, sarebbe sempre preferibile la seconda opzione. 

Ed è così che l’Albero ci lancia nella fulgida costellazione della musica italiana fino ad atterrare sul suo personalissimo pianeta.  
Al centro del suo universo musicale, chitarre acustiche, sintetizzatori analogici, sax (dichiarato omaggio a James Senese e al suo lavoro con Pino Daniele) e, soprattutto, la voce: una voce capace di chiamare, di portarci altrove. Classica e nuova allo stesso tempo, a tratti celestiale e mistica, appartiene agli Anni Settanta così come agli Anni Duemila, è proprio la voce di Andrea il fil rouge che unisce tutti i pezzi dell’album.  

Parole calibrate e potenti si incontrano tra le atmosfere rarefatte del disco, interamente scritto e arrangiato e prodotto da Andrea.
Sull’ispirata scia del disco di debutto “Oltre quello che c’è” (2016 Technicolor Dischi), accolto positivamente da pubblico e critica per la capacità di unire una vocazione musicale anglosassone con la tradizione musicale italiana, e anticipato dal singolo e title track “Solo Al Sole”, l’album vuole fondere insieme la miglior scuola cantautorale del nostro Paese e influenze sonore di richiamo internazionale. 

Nel disco la fascinazione per ciò che è stato della musica e della cultura italiana rivive non in senso nostalgico e malinconico, ma come ispirazione e spinta a rendere migliore quello che si fa oggi. Ciò che è stato può rivivere. Vita nuova dalla cenere, come canta l’Albero stesso nella title track.   
Ecco quindi che nell’album riecheggiano i mondi sonori costruiti dai grandi cantautori italiani: il Battiato intimo e lirico, al tempo stesso terreno e spirituale, de “L’era del cinghiale bianco”;  il De Gregori di “Bufalo Bill”; il Battisti degli Anni Settanta; Luigi Tenco, omaggiato anche nella traccia “Dalida”; l’uso della voce di Pino Daniele; in alcuni momenti, ad esempio nell’ultima traccia, “Parlami di te”, Demetrio Stratos e il prog italiano degli Anni Settanta.

Artisti diversi ma accomunati dall’aver saputo coniugare l’esprimersi in Italia e in italiano con influenze provenienti dalla musica internazionale.  
Suggestioni musicali cosmopolite d’altra parte impregnano anche lo stile compositivo dell’Albero, in virtù anche del suo trascorso nei The Vickers, band con la quale ha suonato in tutta Europa, salendo su prestigiosi palchi come quello del Primavera Sound di Barcellona: l’amore per la psichedelia alla Tame Impala e le sonorità brit Anni 90 si coniugano a rimandi a delicati maestri della canzone come Elliott Smith Nick Drake

Gli 11 brani che compongono il disco viaggiano tra la realtà più cinica e il bisogno di qualcosa di più alto e spirituale, tra l’immobilità e la fuga, tra il distacco dall’attualità e la sua ostinata presenza, tra sogni ancora accesi e speranze mancate. Una ricerca continua della poesia, ossigeno della vita, unico modo per accettare una vita spesso dura e irrequieta. 

Scegliere la musica come proprio mezzo espressivo
afferma Andrea, comporta aver fatto i conti con sé stessi, guardarsi dentro, piacersi, non accettarsi, buttarsi via e riprendersi, e così via in questo dualismo infinito tra ciò che è bene e ciò che è male. 

A stemperare scherzosamente l’intensità esistenziale del disco, i due pezzi strumentali dell’album, “Noia e illuminazione” e “Il mattino ha l’oro in bocca”. 

In “Solo al Sole” l’Albero non nasconde nulla: la sua è una confessione dell’anima, dove tutto è detto, anzi cantato. Proprio come quando si rimane soli al sole: senza possibilità di riparo, un po’ ci si brucia, un po’ si sta scomodi, un po’ si pensa ad andare via e tornare a casa.  

Biografia, l’Albero è il progetto solista in italiano di Andrea Mastropietro, ex voce e chitarra dei The Vickers. Con loro si è esibito in centinaia di concerti in tutta Europa, tra cui il Primavera Sound di Barcellona del 2014, scelti online dalla direzione del festival.  
Nel 2015 Andrea decide di dar vita al suo progetto solista, l’Albero, con il quale esordisce nell’aprile del 2015 con una cover di ‘Nel cuore, nell’anima’ di Lucio Battisti.  L’album di debutto, “Oltre quello che c’è”, è uscito nel 2016 su Technicolor Dischi ed è stato accolto positivamente da pubblico e critica, salutato come il risultato dell’unione di una vocazione musicale anglosassone con la tradizione musicale italiana.  l’Albero è poi uscito a novembre 2019 con la sua nuova canzone ‘Cenere’, seguita da ‘Quando viene sera’ a gennaio 2020. Entrambe le canzoni sono finite in “Allegria”, EP di 4 brani uscito a fine marzo 2020. Oltre ai due singoli, l’EP è composto dall’inedita ‘Allegria’ e dalla rivisitazione acustica di ‘Esci fuori’, canzone contenuta nel precedente disco. IG @lalberomusica

link piattaforme stream https://orcd.co/soloalsole

TRACKLIST CD/DIGITAL 

01. Solo al sole 
02. Dalida 
03. Cenere 
04. Quando viene sera 
05. Oh mia diletta! 
06. Noia e illuminazione 
07. Volo 573 
08. Vengo a prenderti 
09. Tutto ok 
10. Il mattino ha l’oro in bocca 
11. Parlami di te 

TRACKLIST LP 

A1. Solo al sole 
A2. Dalida 
A3. Cenere 
A4. Quando viene sera 
A5. Oh mia diletta! 
B1. Noia e illuminazione 
B2. Volo 573 
B3. Vengo a prenderti 
B4. Tutto ok 
B5. Parlami di te 

Testo Canzone Dalida di Andrea Mastropietrol’Albero

Ciao amore ciao
io non ti ho visto più
ed ero al punto che
ma esistevi te?

Ciao amore ciao
eri come Dalida
pura estetica
come in quel festival

Ogni cosa al posto suo
e verrà un giorno nuovo, un inizio nuovo
con un salto starò su
e me ne andrò leggero
basta non guardare indietro

Sei andata via su strade di sale
bianche come te
sì un giorno tutto sarà facile

Ogni cosa al posto suo
e verrà un giorno nuovo, un inizio nuovo

Ciao amore ciao
eri come Dalida
pura estetica
come in quel festival

Ciao amore ciao
eri come Dalida
eri come Dalida
sì proprio come Dalida
sì eri come Dalida

Dedicata a Luigi e Dalida

CREDIT ALBUM SOLE AL SOLE
Tutte le canzoni sono scritte da Andrea Mastropietro 
Arrangiamenti e produzione di Andrea Mastropietro 
Registrato tra l’agosto e il dicembre del 2019 al Sam Recording Studio (Lari), Unnecessary Recordings (Bologna), Savonarola 69 Studio (Ponte a Egola), casa di Andrea (Firenze) 
Mixaggio: Pierluigi Ballarin  
Mastering: Andrea Suriani 
Musicisti
Andrea Mastropietro: chitarre acustiche 6 e 12 corde, chitarre elettriche, basso, sintetizzatori, organo, voci, cori 
Marco Biagiotti: batteria, percussioni 
Danilo Scuccimarra: pianoforte, rhodes, wurlitzer 
Hanno suonato inoltre: 
Francesco Marchi: chitarra elettrica su Volo 573, Parlami di te, Cenere, Oh mia diletta!, Noia e illuminazione. 
Filippo Orefice: sassofono, flauto traverso su Cenere, Quando viene sera, Parlami di te, Vengo a prenderti. 
Mattia Gabbrielli: basso su Cenere e Vengo a prenderti, chitarra elettrica su Noia e illuminazione 
Raffaele Lampronti: chitarra elettrica su Tutto Ok 
Mario Evangelista: chitarra acustica su Tutto ok, mandolino su Noia e illuminazione, lap steel su Oh mia diletta! 
Francesco Taddei: sintetizzatori su Solo al sole, Cenere  

Ringrazio in modo particolare per la collaborazione alle registrazioni Andrea Ciacchini, Pierluigi Ballarin, Francesco Taddei, Marco Biagiotti.
Grazie a Santeria Records per tutto l’aiuto e la fiducia riversati su questo disco.
Infine grazie a mia madre e mio padre, per il loro incondizionato supporto, e per avermi mostrato l’inestimabile valore della semplicità e della libertà.


“E come scherza questa vita
a volte sembra sia finita
e starò meglio se ti parlo
alle sette al parco lì ti aspetto”