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CAROSELLO CAROSONE – su RAI1 la storia di Renato Carosone film tv diretto da Lucio Pellegrini con le musiche di Stefano Bollani

Rai Fiction

presenta

CAROSELLO CAROSONE

con
EDUARDO SCARPETTA
VINCENZO NEMOLATO
LUDOVICA MARTINO

regia di
LUCIO PELLEGRINI

musiche di
STEFANO BOLLANI

una produzione
Grøenlandia

prodotto da
Matteo Rovere e Sydney Sibilia

Carosello Carosone

Carosello Carosone racconta l’ascesa ai vertici delle classifiche internazionali di Renato Carosone, il musicista italiano più famoso al mondo. Un’avventura rocambolesca e colorata all’insegna della musica, del divertimento e della sperimentazione. Un racconto divertente e pieno di ritmo, un graffiante ritratto dell’epoca e una riflessione su come con passione, amore per la propria arte e tanta determinazione, si può far ballare tutto il mondo.

Carosello Carosone è un film tv diretto da Lucio Pellegrini, una produzione Grøenlandia in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia. Scritto da Giordano Meacci e Francesca Serafini, tratto dal libro Carosonissimo di Federico Vacalebre, edito da Arcana Editore. Le musiche sono curate dal maestro Stefano Bollani. A vestire i panni del musicista napoletano il giovane Eduardo Scarpetta (L’amica geniale, Capri Revolution). Al suo fianco Vincenzo Nemolato (Paradise, Gomorra – La serie 2) che interpreta il ruolo di Gegè Di Giacomo, il batterista-fantasista sempre al fianco di Carosone, e Ludovica Martino (Skam Italia, Il Campione, Sotto il sole di Riccione)
nel ruolo di Lita Levidi, la ballerina di spicco che il musicista conosce ad Asmara e che diventa sua moglie. Un film tv in onda in prima visione giovedì 18 marzo su Rai1.

LA STORIA DEL FILM CAROSELLO CAROSONE

Renato Carosone interpretato da Eduardo Scarpetta

New York, 1958. Le luci si accendono sul palco del Carnegie Hall, dove il Sestetto è pronto a esibirsi. Un sogno che si avvera per Renato Carosone che arriva in America dopo una lunga tournée di grandissimo successo in giro per il mondo. Si parte da lì per ripercorrere a ritroso la vita e l’ascesa ai vertici delle classifiche internazionali di uno dei maggiori autori e interpreti della musica italiana.
Dopo essersi diplomato in pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, grazie all’aiuto e gli sforzi del padre Antonio, Renato parte per l’Africa Orientale Italiana, scritturato come pianista e direttore d’orchestra dalla compagnia di arte varia diretta da Aldo Russo. Ma i loro spettacoli non riscuotono molto successo e, mentre la compagnia si scioglie, Renato decide di restare in Africa. Con non poche difficoltà arriva ad Asmara, si esibisce nel night-club del teatro Odeon e lì conosce e si innamora di Lita (Italia Levidi), ballerina di spicco di origini veneziane. I due si sposano poco dopo formando una famiglia con il figlio di Lita, Pino, che Renato accoglie e ama come suo.
Tornato in Italia, finita la guerra, Renato viene chiamato a formare un trio per un nuovo locale a Napoli, lo Shaker Club. Con il chitarrista olandese Peter Van Wood e il batterista-fantasista napoletano Gegè Di Giacomo che diventa presto suo inseparabile compagno, Renato forma il Trio Carosone che ottiene subito un clamoroso successo, riproponendo brani noti in vesti sonore inedite e conquistando il pubblico con esibizioni originali e carismatiche.

Ludovica Martino interpreta Lita Levidi

Ma è dall’incontro con il paroliere Nisa che nascono alcuni dei brani più famosi e di successo di Renato che scalano le vette delle classifiche italiane e internazionali come Tu vuò fà l’americano, Torero, Pigliate ’na pastiglia, Caravan Petrol, O’ sarracino. L’onda del successo viene cavalcata con lunghe tournée, partecipazioni a programmi televisivi (Carosone e i suoi compagni sono i primi musicisti ad apparire in televisione a uno dei primi programmi della neonata tv, l’Orchestra delle quindici) e molto altro. Ma il desiderio di stare al fianco della sua famiglia e le riflessioni sulla sua stessa arte portano Renato, al culmine del successo, ad abbandonare le scene, lasciando un segno indelebile nella musica e nel cuore delle persone.

NOTE DI REGIA

da sinistra Vincenzo Nemolato, il regista Lucio Pellegrini, Eduardo Scarpetta

”Geniale, rivoluzionario, antidivo, sofisticato ma popolare, profondamente italiano. Esistono infiniti aggettivi per definire Renato Carosone, ma solo un modo per raccontarne la vita in un film: mettere al centro il suo rapporto ossessivo e vitale con la musica. In due decenni – dal 1937, anno in cui il giovane Carosone si diploma al conservatorio di Napoli, alla fine degli anni Cinquanta, quando non ancora quarantenne si ritira dalle scene nel momento di massimo successo – si alternano vicende avventurose, due guerre, diversi continenti, esperienze di vita che lo portano alla creazione di uno stile musicale innovativo, fatto di suggestioni africane, swing americano e profonde radici napoletane. La musica, la leggerezza e l’ironia di Carosone diventano la colonna sonora di un Paese che sta rinascendo dalle ceneri di una guerra sanguinosa.
Dal primo giorno di riprese, ho sentito una perfetta assonanza tra il periodo drammatico che stiamo vivendo, questi lunghi mesi di pandemia, e gli anni dolorosi della storia che stavo raccontando.
Mi sembrava una bellissima sfida proporre oggi un’idea di rinascita basata sull’arte, il talento e il valore delle proprie radici. Ho provato a mettere in scena questa storia prendendo a prestito dal mio protagonista l’eclettismo e la dedizione al lavoro, il suo non prendersi troppo sul serio, e ho cercato di restituire l’umanità e lo stupore di un ragazzo alla scoperta della vita.
Con l’aiuto dei miei collaboratori, ho immaginato un mondo visivo rigoroso ma anche lievemente onirico, preparato accurati effetti digitali e reinterpretato le esibizioni musicali e teatrali di Carosone, che sono state il principale veicolo del suo successo.
L’incontro coi miei giovani protagonisti è stato speciale: Eduardo Scarpetta e Vincenzo Nemolato sono stati i primi (e gli unici) attori che abbiamo provinato per le parti di Renato e Gegè. Sono rimasto immediatamente conquistato da questi due ragazzi napoletani, talentuosi e legati alla tradizione della loro città, al punto di decidere di non incontrare altri candidati. Ero sicuro che fossero la scelta giusta.
Ludovica Martino, invece, è arrivata per ultima e si è accordata con discrezione, dando al personaggio una profondità sorprendente per un’attrice della sua età.
L’ultimo passo, il più importante, è stato il lavoro sulla musica, che è stata la base su cui abbiamo costruito Carosello Carosone. Stefano Bollani ha sposato il progetto con entusiasmo, si è divertito ad incidere tante canzoni del repertorio di Carosone, si è inventato le sue brillanti composizioni giovanili, ha creato una colonna sonora molto ispirata, che accompagna il film in un immaginario che abbiamo condiviso con entusiasmo.” Lucio Pellegrini

LE MUSICHE DI STEFANO BOLLANI

Stefano Bollani

”Ero un bambino quando Renato Carosone è entrato nella mia vita illuminandola. Gli scrissi una lettera che spedii insieme a una cassettina dove avevo registrato le sue canzoni suonate e cantate da me, piccolo pianista in erba. Era il 1983 e la sua risposta, del tutto inaspettata, mi ha aperto un mondo nuovo: “Qualsiasi cosa tu voglia fare nel campo della musica, studia il Blues che è alla base di tutto”.
E così ho fatto e mi ci sono immerso. Questo mio incontro spirituale ed epistolare con Carosone è stata una vera e propria folgorazione. Con le musiche che ho creato per questo film, ho voluto rendere omaggio a quel suo mondo a me tanto caro, a quel fermento culturale della sua Napoli degli anni ‘50, con quei colori e quei profumi che, in qualche modo, mi porto addosso da sempre.
La creazione della colonna sonora che accompagna e puntella Carosello Carosone è stata per me un viaggio dove l’improvvisazione nasce da ricordi di un mondo che sento di conoscere bene attraverso i racconti musicali unici di Carosone. Ma se nella creazione della colonna sonora ci siamo concessi la possibilità di reinterpretare un mondo e delle atmosfere, all’interno del racconto siamo volutamente restati fedeli alle partiture, perché i brani di Carosone, i suoi arrangiamenti sono per me e per tutti dei piccoli gioielli intoccabili. Non serve aggiungere nulla, vanno suonati. Così come sono” Stefano Bollani