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ONE BLOOD FAMILY – esce oggi l’album ELIXIR il primo disco della talentuosa orchestra – unica in Italia, e il video di MARIA

ONE BLOOD FAMILY

esce oggi il video di

MARIA

ESTRATTO DAL PRIMO ALBUM

ELIXIR

One Blood Family è un progetto di fratellanza che trova affermazione attraverso lo strumento della cultura e della musica. Ma OBF è soprattutto la trasformazione delle disperazioni in speranza, in felicità e partecipazione. La trasformazione della nostra utopia immaginaria in qualcosa di concreto: l’affermazione di quel principio base per cui tutti apparteniamo alla medesima comunità umana.

Aboubakar Soumahoro

Una polifonia che mescola R&B, beat elettronici, afrobeat, world music e dancehall in un percorso di condivisione dei diversi linguaggi artistici. Un viaggio emozionante tra le atmosfere, i colori, e i suoni di un’Africa amata, vissuta e poi abbandonata, che parla della ricerca di un futuro migliore e racconta una storia contemporanea d’integrazione.

Esce oggi, mercoledì 30 giugnoElixir, il primo disco della One Blood Family, la talentuosa orchestra – unica in Italia – formata da sette musicisti torinesi e sette giovani richiedenti asilo, provenienti da diversi paesi dell’Africa: Seedy, Adama, Goodness, Ebraima, Sana, Keba, Gilbert. Musicisti non professionisti, con il ritmo nelle vene e tanta voglia di combattere, che i due producer torinesi, Gabriele Concas e Matteo Marini, insieme a Manuel Volpe e Simone Pozzi, hanno guidato sapientemente, orchestrando suoni, suggestioni e idee musicali per trasformarle in canzoni; dai laboratori musicali del centro gestito dalla Cooperativa Sociale Atypica, la casa di accoglienza che ha visto nascere il primo nucleo dell’ensemble, alle prime esibizioni dal vivo sui palchi dei festival italiani, fino all’album Elixir, prodotto dall’etichetta Black Seed Records/Egea Music con il contributo del bando Siae “Per chi crea”. 

Otto brani inediti, accompagnati dal primo video del singolo Maria, che sono un inno alla vita, e alla bellezza della diversità nel segno dell’integrazione sociale. Canzoni che parlano di amicizia, di amorema anche testi di denuncia contro ogni discriminazione.

Forget about these labels; let’s just live in the moment. Memories are what we have yet. Dimentica le etichette, vivi nel presente ma consapevole del tuo passato. In queste poche parole che risuonano come un mantra in “Maria”, c’è tutto il racconto della One Blood Family. Ma soprattutto c’è la fotografia di un’Italia che esiste ma che rimane ancora nascosta nelle singole esperienze, carente di un racconto collettivo e complesso.

Nel video non si vedono tutti i componenti della band, ma soltanto alcuni. Una scelta casuale, dettata dall’impossibilità di avere nello stesso giorno tutti i musicisti, ma che si è rivelata artisticamente vincente, come si legge nelle note del regista Nicolò Roberto Roccatello.

Spicca la figura di Goodness Egwu, giovanissima cantante nigeriana e unica donna della band, un concentrato di grinta e determinazione con una voce sinuosa che ricorda Lauryn Hill. Quando è stata invitata per la prima volta in uno studio di registrazione ha detto: “sorry, ho cantato solo sotto la doccia!” Nella vita infatti Goodness è un’attivista per difesa dei diritti civili, con AfricaArcigay e con gli Invisibili in movimento, di Aboubakar Soumahoro.

Gli altri protagonisti del video sono i tre altri cantanti dell’OBF: Seedy Badjie, arrivato in Italia dalla città di Serrekunda in Gambia, che qui in Italia studia e lavora come elettricista; Adama Ndow, che grazie all’esperienza nell’orchestra ha cominciato a lavorare come dj e ora sogna un futuro come musicista; e infine Ebraima Saidy che della One blood Family ama la bellezza della condivisione, di idee e di pensieri, e dell’apprendere ogni giorno qualcosa di nuovo insieme. Ama la bici, con la quale fa anchefreestyle, e crede nella necessità di uno sviluppo sostenibile dove la ricchezza sia meglio distribuita.

L’ensemble è anche composto da un vero e proprio talento del beatbox, Gilbert Dar, italiano di seconda generazione, nato a Torino da genitori ghanesi; mentre alle percussioni ci sono Sana Bayo (jembé), e Keba Ndiaje (kenkeni), che in Africa faceva il sarto e oggi realizza anche gli abiti per i live della One Blood Family.

Chiudono la formazione le “quote italiane” della band: Manuel Volpe (basso, farfisa, synth bass) e Simone Pozzi (batteria e percussioni), che con l’esperienza della Rhabdomantic Orchestra, hanno fatto del mix di stili, generi e tradizioni musicali, la loro cifra stilistica. Gabriele Concas (electronics) e Matteo Marini (electronics), conosciuti per il loro progetto The Sweet Life Society, con il quale hanno fatto il giro dei più noti festival in Italia e all’estero, che hanno curato gli arrangiamenti dell’album.

Superando confini geografici e frontiere musicali Concas, MariniVolpe e Pozzi, sono i timonieri di questo viaggio, marinai esperti nell’indicare le giuste rotte, raccogliendo le suggestioni dei ragazzi, i suoni e le voci che provengono dalla loro storia. La storia di chi ha trovato nella musica il linguaggio adatto ad esprimere speranza, per conquistarsi uno spazio in un “mondo nuovo”, non sempre pronto ad accogliere.

“ELIXIR” è stato scritto e prodotto da Manuel Volpe, Simone Pozzi, Gabriele Concas e Matteo Marini  con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Per Chi Crea”. E’ stato registrato e mixato da Manuel Volpe presso lo studio Rubedo Recordings a Torino. Il mastering è stato effettuato da Simone Squillario (Africa Unite, Salmo, Linea 77).

Tracklist ELIXIR

Ascoltalo qui linktr.ee/onebloodfamilytorino

  1. Maria
  2. Shut Up and drive
  3. Life can change
  4. Wine to me gyal
  5. Kanuele
  6. My Nigga
  7. Elixir
  8. The beginning (Outro)

Formazione

  • Seedy Badjie (vocal – Gambia)
  • Adama Ndow (vocal – Gambia)
  • Goodness Egwu (vocal – Nigeria)
  • Ebraima Saidy (vocal – Gambia)
  • Sana Bayo (djembé – Gambia)
  • Keba Ndiaje (kenkeni – Senegal)
  • Gilbert Dar ( Beatbox )
  • Manuel Volpe (bass, farfisa, synth bass – Marche)
  • Simone Pozzi (drum, percussion)
  • Gabriele Concas (electronics)
  • Matteo Marini (electronics)
  • Diego Grassedonio (baritone, tenor sax)
  • Davide Pignata (alto sax)
  • Giorgio Benfatti (trumpet)

MARIA
E’ uno dei brani più corali del disco, tre diverse vocalità si mescolano intrecciandosi (Goodness, Seedy, Adamà). Le sonorità possono essere definite “notturne”, chitarre afro e batteria suonata danno il movimento rendendola una ballata dal sound reggae, il testo parla sostanzialmente d’amore nelle varie forme.

SHUT UP AND DRIVE
Calde sonorità acustiche anni ‘70, alla voce Goodness che come un mantra recita “shut up and drive” portami al mare. Forse il brano più pop del disco. Ad arricchire l’arrangiamento una sezione fiati finali accompagnati dagli archi. 

LIFE CAN CHANGE
Life can change è una canzone che è nata dentro di noi perché abbiamo lasciato i nostri cari (famiglia, amici) nella nostra terra natia per cercare di cambiare la nostra vita. Di strada ne abbiamo fatta tanta e non è stato facile, tanti amici e conoscenti non ci sono più. Ma noi siamo vivi per poter parlare anche per loro di quello che abbiamo vissuto.

WINE TO MI GYAL
Wine to migal, in patua vuol dire “Vieni a Ballare con me”, dammi il tuo amore senza chiedermi qualcosa in cambio, perchè il mio amore per te è incondizionato.
Se abbiamo qualche problema chiedimi di risolvere; perché in questa vita nessuno è perfetto. Posso sbagliare, ma se sbaglio dimmelo. Voglio rimanere connesso a te.
Note di produzione: Il brano apre con un suono misterioso simile ad un fischio nel deserto, il morbido shuffle di batteria maschera un groove molto ballabile, chitarre afro emergono come mantra così come il solo finale di sax

MY NIGGA
My nigga è un manifesto sull’amicizia. Nasce da una storia vera successa durante una festa di compleanno, parlando con una ragazza di matrimonio, una canzone sulle relazioni.
E’ il primo brano che abbiamo composto ed è la canzone che più ci rappresenta, l’abbiamo suonata tante volte in concerto ed è sempre stata un’esplosione di energia.
Vedere tutte le persone ballare fin dalla prima volta è stato bellissimo, forse è il brano che più di tutti ci ha fatto innamorare di questo progetto. Note di produzione: My nigga è il primo brano composto dall’ensemble, le sonorità sono più “ruvide” rispetto alle altre canzoni del disco. Le percussioni sempre presenti sostengono un groove forte e possente. La produzione è un mix di arrangiamenti elettronici e strumenti africani (djembe, dum dum…)

KANULE
E’ una canzone d’amore, Kanule in lingua Mandinca significa TI AMO perchè se tu ami qualcuno lo ami per quello che è anche nelle difficoltà.
da testo:
Quando hai problema alla vista?? Io ti amo Quando hai problemi alla gamba?? Io ti amo
Abbiamo scritto questa canzone perchè nella vita bisogna amare non solo nei momenti belli ma anche in quelli brutti e stare insieme anche nella sofferenza.

WINE TO MIGAL
Wine to migal, in patua vuol dire “Vieni a Ballare con me”, dammi il tuo amore senza chiedermi qualcosa in cambio, perchè il mio amore per te è incondizionato.
Se abbiamo qualche problema chiedimi di risolvere; perchè in questa vita nessuno è perfetto. Posso sbagliare, ma se sbaglio dimmelo. Voglio rimanere connesso a te.

ELIXIR
Ho scritto questa canzone soprattutto per rivendicare il mio posto nella comunità in cui vivo e anche perché ero semplicemente stanco di tutti gli stereotipi sulle persone di colore, alcuni veri, altri no; nonostante siamo tutti umani e meritiamo di essere trattati con rispetto; è una canzone che dice basta, libertà di esistere nella mia realtà.