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FINO ALL’ULTIMO BATTITO – la nuova serie tv medical drama originale diretta da Cinzia TH Torrini su RAI1

FINO ALL’ULTIMO BATTITO

la nuova serie tv medical drama originale diretta da
Cinzia TH Torrini su RAI1

Pensiamo che il confine tra Bene e Male sia netto, bianco o nero, giorno o notte. Ma se il medico che tradisce il codice deontologico è un padre che obbedisce all’imperativo di salvare la vita a suo figlio? Dove starebbero in quel caso il Bianco e dove il Nero? Dove il Giorno e dove la Notte? Quando è giusto fare la cosa giusta? Diego Mancini è un cardiochirurgo irreprensibile che pur di salvare il figlio commette un atto impensabile, con la conseguenza di ritrovarsi ricattato e minacciato dalla malavita. Una minaccia che si estende non solo alla sua carriera ma anche alla sua stessa vita e a quella della sua famiglia.

Fino all’ultimo battito” è una coproduzione Rai Fiction Eliseo Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, diretta da Cinzia TH Torrini, con Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Fortunato Cerlino, Loretta Goggi, Michele Venitucci, Francesco Foti, Francesca Valtorta, Gaja Masciale e Michele Spadavecchia.

Dodici episodi per sei serate, da giovedì 23 settembre, in prima visione su Rai1, e i primi due episodi, disponibili in anteprima su RaiPlay, dal 21 settembre. Un medical drama originale, appassionante, che racconta la battaglia disperata e avvincente di un uomo che si trova sul punto di perdere la dignità, la famiglia, la donna che ama. Un uomo combattuto tra etica e sentimenti. Un protagonista con un forte dilemma interiore, in cui luci e ombre si susseguono incessantemente fino alla sconvolgente scelta finale.

Note di Regia di Cinzia TH Torrini

Quando Luca Barbareschi mi ha proposto questa storia, mi sono subito chiesta cosa avrei fatto io in qualità di padre e medico in una situazione simile. Avrebbe prevalso l’etica o l’amore per un figlio? E se poi qualcuno mi avesse ricattato per quello che avevo fatto? Come sarei uscita da questo vortice verso l’inferno? Ho trovato la storia originale, con una forte tematica attuale, sfidante e con una grande possibilità di identificazione da parte degli spettatori. Dietro questa storia ambientata in Puglia, nata da un’idea di Nicola Salerno, c’è stato un lungo periodo di ideazione e scrittura con un team di sceneggiatori con a capo Andrea Valagussa, coordinati dal gruppo editoriale dell’Éliseo entertainment di Saverio D’Ercole e dalla struttura di Rai Fiction di Michele Zatta. Una serie avvolgente che attraverso i personaggi si muove su vari generi cinematografici, dal medical, al crime, al sentimentale con un pizzico di commedia light. Per realizzare le sei serate da cento minuti, abbiamo girato per ventidue settimane in quel bellissimo territorio che è la Puglia. Questo mi ha dato la possibilità di approfondire le caratteristiche di questa regione anche con un cast numeroso di attori pugliesi che, con il sapore delle loro inflessioni linguistiche, dà verità all’ambientazione e realismo alla storia. Il nostro protagonista, il cardiochirurgo Diego Mancini è Marco Bocci. Conosciuto al grande pubblico come un attore di action, Bocci sorprenderà per la sua intensità espressiva di mezzi toni e sfumature. Due attrici belle e intense- protagonista e antagonista- totalmente diverse nei colori e nei caratteri, donano alla serie, con la loro interpretazione, due lati contrapposti di un triangolo. Violante Placido è Elena, la protagonista femminile, la compagna di Diego Mancini. È interessante come in questa fiction Violante abbia rispolverato le sue origini pugliesi e come, con la sua recitazione, abbia regalato una grande luminosità. Bianca Guaccero, pugliese di Bitonto, è la nostra antagonista femminile. Con il suo look e la sua recitazione, interpreta Rosa Patruno, la nuora del boss, la vedova nera di questa storia. Fortunato Cerlino interpreta Cosimo Patruno. Di nuovo nel ruolo di un boss ma con un’interpretazione totalmente diversa, Cerlino ha imparato l’accento e la gestualità di un preciso mondo criminale pugliese legato al passato. Ho scelto ancora una volta, in una mia serie, la straordinaria Loretta Goggi per il ruolo di Margherita, madre di Elena, totalmente trasformata in questo personaggio.

Il cast è arricchito da giovani bravissimi di origine pugliese: Gaja Masciale che interpreta Anna, Michele Spadavecchia che è Mino Patruno e, non ultimi, il piccolo Giovanni Cadone nei panni di Paolo e la giovanissima Emanuela Minno in quelli di Vanessa. Un cast di un centinaio di attori che mi piacerebbe nominare tutti, perché ognuno di loro ha dato forza e verità al proprio personaggio. Anche per la troupe abbiamo avuto tante maestranze pugliesi e tanti giovani collaboratori che sono cresciuti con noi e adesso hanno imparato un mestiere. Rimanere così a lungo sul territorio mi ha dato la possibilità di conoscere bene Bari, una città che mi ha lasciato una grande nostalgia. E mi ha permesso di mostrare luoghi meno conosciuti come il Duomo di Molfetta, Conversano, il porto di Santo Spirito, l’abbazia di San Vito, cala Paura, Torre a mare, i trulli a Mola di Bari. Al di là di borghi, ville, trulli, ulivi secolari e mare azzurro.
Essendo il nostro protagonista un cardiochirurgo, la nostra maggiore location era un ospedale. Avevamo moltissime scene con ambientazione ospedaliera ma poi con la seconda ondata del Covid, a pochi giorni dalle riprese, è risultato impossibile. Guidati dall’attento lavoro del reparto di scenografia di Massimo Santomarco e con la collaborazione tra i reparti dell’editoriale, della produzione e della regia, c’è stato un intenso lavoro per ricostruire una geografia narrativa e dare un’immagine unica ai numerosi luoghi dove avremmo ambientato le numerose scene. L’arredatrice Cristiana Scipioni mi ha chiesto quale fosse il mio colore preferito. L’arancione! Ho risposto. Man mano, partendo da questo colore, l’ospedale ha preso forma nelle sale e corridoi della Regione Puglia da cui si vede il mare, in un periodo accessibile a noi perché vuoto a causa della pandemia e con i lavoratori in smart working. Come se fosse un puzzle, abbiamo iniziato a riempire tutte le caselle mancanti con un po’ d’ansia visto che il vero cuore del nostro ospedale tardava a diventare una realtà. Siamo stati sul terrazzo all’ultimo piano di un palazzo ancora in costruzione sempre affacciato sul mare; abbiamo realizzato molti giorni di riprese nel blocco ospedaliero del Miulli di Acquaviva delle Fonti, nei corridoi sotterranei e addirittura negli uffici amministrativi dove è stata ricostruita e arredata la nostra sala di terapia intensiva. Finalmente l’immagine del nostro ospedale ha iniziato a diventare reale finché abbiamo avuto il via libera per girare al nuovissimo Dea di Lecce ancora da inaugurare. Qui, abbiamo girato in una sala operatoria di eccellenza con due cardiochirurghi e il loro team al completo che hanno preso le ferie per poter collaborare con noi. Da non credere, ma le pareti del DEA sono arancioni! Contemporaneamente la squadra di scenografia, all’ospedale di Poggiardo, lavorava per completare l’ultimo tassello del puzzle, ricostruendo due reparti di cardiochirurgia tassativamente con le pareti arancioni!
Sono stati mesi intensi di riprese pieni di ansia, con la spada di Damocle sulla testa perché non sapevamo mai, a seconda dell’esito dei tamponi, se saremmo riusciti a girare il giorno dopo. Questa serie è stata per tutti noi come vivere un’avventura nell’avventura, un’esperienza unica dovuta alla contingenza storica che abbiamo vissuto. Seguendo il protocollo Covid per il cinema, che ci ha dato la possibilità di girare in sicurezza, per me la difficoltà maggiore è stata dirigere gli attori e la numerosa troupe con una mascherina sulla faccia che a malapena lasciava vedere gli occhi.
Con le atmosfere create dalle luci del dop Stefano Ricciotti e le musiche di Savio Riccardi, ho cercato di intrecciare stilisticamente tutte le numerose linee di racconto per riuscire a tenere lo spettatore emozionalmente coinvolto Fino all’ultimo battito!

RaiFiction

FINO ALL’ULTIMO BATTITO

con
MARCO BOCCI
VIOLANTE PLACIDO
BIANCA GUACCERO
MICHELE VENITUCCI
FRANCESCO FOTI
FRANCESCA VALTORTA
GAJA MASCIALE
MICHELE SPADAVECCHIA
con
LORETTA GOGGI nel ruolo di Margherita
e con
FORTUNATO CERLINO
Regia di
CINZIA TH TORRINI
una coproduzione
Rai Fiction – Eliseo Multimedia
prodotta da Luca Barbareschi

Serie tv in 12 episodi – 6 serate
in prima visione su Rai 1
da giovedì 23 settembre

La prima serata
Episodio 1
Diego Mancini ha tutto. A soli quarant’anni anni è Primario di Cardiochirurgia. È innamorato di Elena, la donna conosciuta quando si è trasferito in Puglia, della figlia di lei, Anna e del figlio avuto insieme, Paolo. Da tempo progettano di sposarsi e ora che Elena ha finalmente ottenuto il divorzio, sono pronti al grande passo. Ma la felicità è fragile. E anche una vita così perfetta ha un difetto che la minaccia: la cardiopatia di Paolo. Dopo una grave crisi che mette in pericolo la vita del bambino, Diego decide di tradire ogni suo valore e compie un atto impensabile facendolo risultare primo nella lista trapianti a discapito di una ragazzina, Vanessa. Non sa che qualcuno lo sta tenendo d’occhio in attesa di un suo passo falso. Cosimo Patruno, boss della malavita al 41bis, a cui Diego ha rifiutato una perizia compiacente per fargli ottenere i domiciliari, comincia a ricattarlo attraverso Rosa, la giovane e bellissima nuora: o farà quello che vuole o tutti sapranno quello che ha fatto. E se questo accadrà, Diego perderà tutto.

Episodio 2
Il giudice stabilisce che Cosimo Patruno deve essere operato e che sia Diego a farlo. Mentre il boss viene ricoverato nel suo reparto, Diego si trova a fronteggiare un altro incubo: il padre di Vanessa decide di riportare a casa la ragazzina, incurante delle suppliche di Diego, distrutto dal senso di colpa. Intanto Anna conosce Mino, un ragazzo simpatico e gentile, con la passione per i tuffi. La ragazza ignora che sia il nipote di Cosimo Patruno. Elena, invece, riceve la visita sgradita dell’ex marito Rocco. L’uomo dice di essere cambiato e vorrebbe riprendere i rapporti con la figlia Anna. Diego, sempre più in difficoltà, cerca di organizzare l’operazione di Patruno ma scopre troppo tardi cosa ha in mente l’efferato criminale.