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CARLA – al cinema il film diretto da Emanuele Imbucci racconta la donna Carla Fracci interpretata da Alessandra Mastronardi

CARLA

al cinema il film diretto da
Emanuele Imbucci
racconta la donna Carla Fracci
interpretata da Alessandra Mastronardi

Smplicemente “Carla”. Un titolo che è una scelta: questo film – il primo mai realizzato sulla straordinaria vita della più grande ballerina italiana di tutti i tempi – racconta la donna Carla Fracci.

Prendendola a esempio di un modo di vivere la femminilità all’avanguardia rispetto all’epoca in cui è nata. Carla è stata talento, determinazione e professionalità assoluti. Ma è stata, anche, capace di chiedere alla vita le gioie più intime dell’amore, del matrimonio e della maternità.

Realizzato con la consulenza diretta della stessa Carla Fracci, del marito Beppe Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, il film – al cinema 8, 9 e 10 novembre distribuito da QMI e a dicembre su Rai1 – è liberamente ispirato all’autobiografia Passo dopo passo – La mia storia e ripercorre il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, definita dal New York Times nel 1981 “prima ballerina assoluta”.

La sfida di prestare volto e corpo a una delle più grandi étoile del XX secolo è stata accolta da Alessandra Mastronardi insieme all’occasione unica di respirare le atmosfere del Teatro alla Scala. È la prima volta, infatti, che gli spazi del prestigioso teatro vengono concessi a una produzione fiction, supportata anche dal patrocinio della Regione Lombardia e dal contributo del Comune di Orvieto. Il film, girato tra Roma, Orvieto e Milano, parte da Carla bambina nell’immediato dopoguerra e la segue, poi adolescente e giovane donna, nella Milano degli anni ‘50-’60, per raccontarne l’ascesa al successo e la difficile scelta di diventare mamma in un momento cruciale della sua carriera.

scena dal film Carla

Istinto, passione e sfida, gli elementi che hanno portato Carla Fracci alla consacrazione internazionale, calcando i palcoscenici più importanti del mondo e incantando gli amanti della danza di tutto il pianeta.

Trama CARLA

Campagna lombarda 1944. Sotto il cielo solcato dai bombardieri americani una bambina trova conforto nel quieto volo di libellule che danzano nel vento sopra un laghetto. Ventisei anni dopo un taxi attraversa Milano; a bordo la stessa bambina è ora l’icona del balletto italiano Carla Fracci, acclamata sui più importanti palcoscenici del mondo.

Nel suo studio l’amico e partner di ballo Rudolf Nureyev le propone di riportare in scena alla Scala Lo Schiaccianoci di Cajkovskij. La sfida è tanto intrigante quanto folle: solo cinque giorni alla prima del balletto e una coreografia durissima per il fisico di Carla, fermo da oltre un anno per la nascita del figlio Francesco. Nessuna ballerina prima di lei ha ripreso a danzare ad alti livelli dopo una gravidanza, ma Rudy non accetta un no come risposta e Carla non è una donna che si tira indietro davanti alle sfide. Parte così il countdown che scandisce le prove forsennate di Carla e Rudy, alternate come cornice del racconto alle tappe principali della vita della Fracci.
Una storia di coraggio e abnegazione in cui Carla, già a dieci anni, è messa alla prova per entrare alle selezioni del Teatro alla Scala. La direttrice Bulnès la trova “gracilina” ma lei non si arrende: figlia di un tramviere, conosce il valore del sacrificio e supera compagne che sono lì per diritto di nascita. Le tiene testa solo Ginevra Andegari, occhi azzurri e chignon perfetto, figlia della Milano bene. Le due bambine all’inizio non si piacciono, ma la direttrice intuisce il valore di entrambe e le costringe a danzare insieme: la sfida si trasforma in affiatamento e infine in vera amicizia.

scena dal film Carla

Nel 1955 Carla, a 19 anni, è scelta dal regista Luchino Visconti per ballare Lo spettro della Rosa dopo l’esibizione di Maria Callas. Trionfa tra gli applausi della Scala segnando l’inizio della sua ascesa, sotto gli occhi dell’assistente di Visconti, il giovane Beppe Menegatti. Ed è proprio lui che accompagna Carla a un aperitivo con il Maestro Visconti e la grande Maria Callas: Carla è a disagio in quell’ambiente, le sue origini modeste la condizionano, ma Beppe la incoraggia e i due, da quel momento, si legano profondamente fino a innamorarsi. Carla prosegue nella sua brillante carriera e velocemente conquista nuovi palcoscenici in Italia, Europa e quindi nel mondo. Durante una tournée a New York rivede l’amica Ginevra, che ha lasciato la danza per seguire il marito e costruirsi una famiglia. A lei Carla riesce a confidare quanto gli impegni e la distanza l’abbiano allontanata da Beppe e quanto le manchi averlo accanto a sé, sempre. A sorpresa proprio lui si fa trovare con un mazzo di fiori nel suo camerino. È il 1964 e quella è la proposta di matrimonio. Qualche anno più tardi Carla resta incinta e in tanti prospettano la fine della sua carriera, ma lei intende dimostrare che una étoile può essere anche mamma, senza dover rinunciare a nulla. Così la storia torna al 1970: alla vigilia de Lo Schiaccianoci la paura di non farcela si fa reale quando Carla si infortuna a una caviglia. “Vederti danzare è un regalo che tu fai a tutti noi, tu sei la danza stessa” le ricorda l’amica Ginevra, accorsa nel momento di maggiore sconforto. Carla si fa forza, le tornano in mente tutte le conquiste, i sacrifici e l’equilibrio magico delle libellule che osservava da bambina. Entra sul palco della Scala dove ad attenderla c’è Rudy che la solleva trionfante.

NOTE di REGIA di Emanuele Imbucci
La grande icona del balletto italiano, la nostra étoile più acclamata sui palcoscenici di tutto il mondo, con duecento ruoli interpretati in oltre mezzo secolo di carriera: questi i primi pensieri che ho associato al personaggio di Carla Fracci quando la produttrice Gloria Giorgianni mi ha proposto per la prima volta il progetto del film. Ho cominciato a leggerne l’autobiografia e vi ho ritrovato la figura forte e determinata che mi aspettavo, ma anche i sorprendenti ricordi di una tenera bambina sfollata in campagna per i bombardamenti, che già riusciva a cogliere nella natura i primi elementi dell’armonia, quell’equilibrio, che l’avrebbe ispirata lungo tutto il suo percorso.
L’idea del film comincia a prendere forma e l’incontro a Milano con la signora Fracci e suo marito Beppe Menegatti conferma la sensazione di forza e fierezza di questa coppia, ma anche di profonda umanità. Mentre sfogliamo insieme le pagine dei loro ricordi attraverso le foto di famiglia e dei tanti spettacoli, gli mostriamo anche i bozzetti di scenografie e costumi preparati per il film: dietro le mascherine che il Covid ci impone si legge chiaramente nei loro occhi quanto intensamente abbiano amato tutto ciò che hanno realizzato.
Una vita straordinaria, fatta di incontri memorabili, ma anche di piccoli gesti e di affetti profondi. Carla Fracci è stata una donna che ha raccolto innumerevoli successi, attenta al rapporto col suo pubblico, ma che ha saputo sempre difendere l’indipendenza delle proprie scelte. Così, con la salda volontà di mettere alla luce un bambino mentre era al culmine della carriera, in contrasto col mondo del balletto dell’epoca che vedeva impossibile il binomio ballerina – madre, compie un gesto di grande coraggio ed emancipazione che mostra tutta la modernità di questo grandissimo personaggio.

scena dal film Carla

Da questo evento nasce la scelta nel film di raccontare la sfida proposta dal ballerino e coreografo Rudolf Nureyev: tornare alla Scala con Lo Schiaccianoci a un anno dalla gravidanza, montando l’intero balletto in soli cinque giorni! Una corsa folle ed esaltante, un countdown realmente avvenuto che fa da cornice all’intera narrazione, alternata ai flashback del passato di Carla. Una struttura che non ricerca la scansione compilativa degli eventi, laddove una messa in fila cronologica mai avrebbe potuto essere esaustiva per una vita così piena. Partendo da questa considerazione ho impostato la regia del film procedendo per scomposizione e a volte per sottrazione, accostando i piani emotivi al montaggio, piegando piuttosto quelli temporali al servizio di un’emozione che diviene motore narrativo principale.
Favorire il punto di vista del “personaggio Carla”, lo stare “con lei” accompagnando lo spettatore in una visione attraverso i suoi occhi e le sue sensazioni, porta l’approccio alla messa in scena in direzione intimista e “sensoriale”, alla ricerca del massimo coinvolgimento. È con questo pensiero che, seguendo le indicazioni del coreografo indicatoci dalla stessa Fracci, ho girato la ricostruzione della sua prima esibizione importante che la vide debuttare sul palco della Scala subito dopo la Callas: il famoso Spettro della rosa.

scena dal film Carla

Per tutti noi una sfida che si è unita alla grande opportunità di girare per la prima volta un film di finzione all’interno del Teatro alla Scala, che ha stimolato le soluzioni di regia e l’interpretazione degli attori, tutti ispirati dal magico luogo in cui gli avvenimenti sono realmente accaduti.
Porterò sempre con me la grande emozione di quando la signora Fracci è venuta ad assistere alle nostre riprese alla Scala insieme al marito e alla loro affezionata collaboratrice Luisa Graziadei. Ho impressa in mente l’espressione di Alessandra Mastronardi, che con tanto impegno e passione si è avvicinata a questo ruolo, mentre ascoltava i suoi consigli sul palco e ricordo bene lo sguardo che la signora le aveva restituito da dietro la sua mascherina. Considero un privilegio aver potuto guardare anch’io in quegli occhi e averci ritrovato ancora una volta quell’amore così intenso per la grazia, per quella tanto adorata danza di cui Carla Fracci resterà per sempre la più luminosa delle étoile.

CAST ARTISTICO

Alessandra Mastronardi Carla Fracci
Stefano Rossi Giordani Beppe Menegatti
Paola Calliari Ginevra Andegari
Euridice Axen Esmee Bulnès
Léo Dussollier Rudolf Nureyev
Valentina Romani Anita Spelta
Maurizio Donadoni Antonio Ghiringhelli
Maria Amelia Monti Santina Fracci
Pietro Ragusa Luigi Fracci
Elena Cotta Nonna Carla Fracci
Gabriele Rossi Mario Pistoni
Lorenzo Lavia Luchino Visconti
Paola Lavini Maria Callas
Elisabetta De Palo Signora Balera
Claudia Coli De Calboli
Patrizia La Fonte Biki
David Paryla Robert
Alan Cappelli Goetz Erik Bruhn
Mauro Marino Custode Grassi
Alessandra De Pascalis Erica
Elisa Proietti Carla bambina piccola

CAST TECNICO

Coreografo e danzatori:
Coreografo Paul Chalmer
Controfigura Alessandra Mastronardi Susanna Salvi
Controfigura Léo Dussollier Giacomo Castellana
Controfigura Paola Calliari Silvia Fanfani

Una coproduzione Rai Fiction – Anele
Soggetto di Fabio Scamoni e Graziano Diana
Sceneggiatura di Graziano Diana e Chiara Laudani
con la collaborazione di Emanuele Imbucci e Fabio Scamoni
Consulenza di Carla Fracci, Beppe Menegatti e Luisa Graziadei
Fotografia Gigi Martinucci
Suono Matteo Botticelli
Costumi Magda Accolti Gil
Scenografia Fabio Vitale
Montaggio Marco Rizzo
Musiche Pasquale Catalano – EDIZIONI CURCI s.r.l. –RAI COM
Organizzazione generale Simone Manzella
Aiuto regia Saverio Di Biagio
Delegati di produzione Anele Iolanda Cirillo e Lorenzo Taboga
Direttore di produzione Alessandro Martino
Produttore esecutivo Tore Sansonetti
Produttori associati Fabio Scamoni e Carlotta Schininà
Produttori RAI Lorenza Bizzarri e Gianluca Casagrande
Prodotto da Gloria Giorgianni
Regia Emanuele Imbucci

Con il Patrocinio di Regione Lombardia
E in collaborazione con Comune di Orvieto
Distributore Cinema QMI
Opera realizzata con il contributo del MIC- Ministero della Cultura –
Direzione generale Cinema e audiovisivo.