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Teatro alla Scala – il DON GIOVANNI segna il debutto del Direttore Pablo Heras-Casado

TEATRO ALLA SCALA

DON GIOVANNI

Dramma giocoso in due atti
Libretto di
LORENZO DA PONTE
Musica di
WOLFGANG AMADEUS MOZART
Produzione Teatro alla Scala

(Neue Mozart Ausgabe, copyright ed edizione: Alkor-Bärenreiter, Kassel;
Rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
)

Direttore PABLO HERAS-CASADO
Regia ROBERT CARSEN
Scene MICHAEL LEVINE
Costumi BRIGITTE REIFFENSTUEL
Luci ROBERT CARSEN e PETER VAN PRAET
Coreografia PHILIPPE GIRAUDEAU

Personaggi e interpreti

Don Giovanni Christopher Maltman
Il Commendatore Günther Groissböck / Jongmin Park (5, 10 apr.)
Donna Anna Hanna-Elisabeth Müller
Don Ottavio Bernard Richter
Donna Elvira Emily D’Angelo
Leporello Alex Esposito
Zerlina Andrea Carroll
Masetto Fabio Capitanucci

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Maestro del Coro ALBERTO MALAZZI

Emily D’Angelo – (prove) ph Brescia e Amisano

Tra i classici della storia recente del Teatro alla Scala, l’allestimento pensato da Robert Carsen per l’inaugurazione della Stagione 2011/2012 torna in scena dal 27 marzo al 12 aprile per sette recite già prossime al tutto esaurito con la direzione di Pablo Heras-Casado, al debutto scaligero, mentre il protagonista Christopher Maltman è stato ascoltato solo in concerto.

Conosciuti e apprezzati al Piermarini sono Hanna Elisabeth-Müller, che proprio come Donna Anna aveva debuttato nel 2017, Alex Esposito che festeggia il suo 150° Leporello, Bernard Richter che torna a vestire i panni di Don Ottavio, Emily D’Angelo come Elvira, Fabio Capitanucci Masetto, Gunther Groissböck e, per due date, Jongmin Park interpreti del Commendatore. Zerlina è Andrea Carroll, al debutto scaligero. Lo spettacolo si avvale delle scene di Michael Levine, dei costumi di Brigitte Reiffenstuel, della coreografia di Philippe Giraudeau e delle luci curate da Robert Carsen insieme a Peter van Praet.

Lo spettacolo

Dalla prima versione di Tirso da Molina il mito di Don Juan ha attraversato la cultura dell’Occidente inserendovi un elemento inquietante fatto di erotismo, hybris, solitudine e declino. La versione di Mozart e Da Ponte ha dato alla figura del seduttore per antonomasia un nuovo rilievo, facendone una pietra miliare del nascente romanticismo ma anche, a decenni di distanza, un punto di riferimento del protoesistenzialismo di Kierkegaard che sarebbe stato ripreso da Camus. Proprio a queste riflessioni si rifà la lettura di Robert Carsen nello spettacolo inaugurale della Stagione 2011/2012 con la direzione di Daniel Barenboim, protagonisti Peter Mattei e Anna Netrebko: un allestimento che fin dal folgorante inizio in cui il protagonista strappa il sipario rivelando un gigantesco specchio che riflette la sala crea una vertiginosa mise en abyme riproducendo all’infinito gli interni scaligeri.

Don Giovanni è una “centrale di energia” che muove l’azione ma la cui identità resta irrisolta: “chi son io tu non saprai”, dice a Donna Anna. In realtà, come emerge chiaramente dal dramma incompiuto di Camus, Don Giovanni ha capito che l’esistenza è un gioco senza regole e vive la vita senza freni né remore perché ne percepisce l’insensatezza. Non è quindi un personaggio esclusivamente negativo; la sua energia vitale sopravviverà alle convenzioni e agli infingimenti che dominano l’esistenza degli altri personaggi, e a lui spetterà l’ultima parola.

Robert Carsen, Christopher Maltman, Alex Esposito – (prove) ph Brescia e Amisano

Il direttore

Artista dell’anno agli International Music Awards del 2021, Pablo Heras-Casado eccelle in un repertorio che spazia dalla musica antica eseguita su strumenti originali, su cui ha costruito i primi passi della carriera fondando l’ensemble Capella Exaudi dirigendo poi regolarmente la Freiburger Barock-orchester, fino al contemporaneo (da ricordare almeno la prima assoluta di Matsukaze di Toshio Hosokawa) e al grande repertorio lirico-sinfonico: nella sua qualità di direttore ospite principale del Teatro Real di Madrid ha diretto più volte l’intero ciclo del Ring (le ultime recite di Götterdämmerung con la regia di Carsen risalgono allo scorso febbraio). È ospite regolare di teatri come il Metropolitan, di festival come Aix-en-Provence e di orchestre come i Wiener Philharmoniker.

Il regista

Robert Carsen è entrato nella storia del teatro e in particolare nella storia della Scala con una serie di spettacoli in cui si incontrano inventiva drammaturgica e rigore estetico; ora giunge alla sua undicesima regia al Piermarini: dopo la rivelazione con Les dialogues des Carmélites diretti da Muti nel 2000, vanno ricordate almeno la Kát’a Kabanová riflessa nell’acqua, la versione ecologica e politica del Candide di Bernstein, la sensualità di Alcina, la Scala allo specchio nel Don Giovanni del 7 dicembre 2011, il Falstaff anni ’50 e l’impegno per il pianeta di CO2 di Battistelli, fino a La fanciulla del West diretta da Riccardo Chailly nel 2016. Ha firmato allestimenti di grandi mostre nei maggiori musei del mondo, tra cui Marie Antoinette al Grand Palais, Painting the Modern Garden: Monet to Matisse alla Royal Academy, L’impressionnisme et la mode al Musée d’Orsay, Bohemias al Grand Palais.

Hanna-Elisabeth Müller – (prove) ph Brescia e Amisano

Il cast

Christopher Maltman è stato voce e volto di Don Giovanni in molte produzioni degli ultimi anni, dal Festival di Salisburgo nella storica produzione di Claus Guth del 2008 alla versione cinematografica di Kasper Holten Juan del 2010 ai palcoscenici dei grandi teatri, ultimo dei quali il Covent Garden nel luglio 2021. Mozartiano di rango, Maltman è anche un raffinato liederista, come i milanesi hanno potuto verificare in occasione del Recital di canto del 2011.

Al suo fianco Alex Esposito, che festeggia alla Scala la sua 150° recita di Leporello (al Piermarini lo ha cantato nel 2006 e nel 2010, con Maltman ricordiamo invece le recite al Covent Garden nel 2015). Sul nostro palcoscenico Esposito è stato anche Papageno nella Zauberflöte diretta da Roland Boër, Fernando nella Gazza ladra diretta da Chailly e Selim nel Turco in Italia diretto da Diego Fasolis.

Interpreti della coppia formata da Donna Anna e Don Ottavio sono Hanna-Elisabeth Müller e Bernard Richter, già applauditi nell’edizione 2017. Il soprano tedesco ha cantato alla Scala anche in recital nel 2018, accompagnata da Juliane Ruf in musiche di Robert Schumann e Richard Strauss. Nel 2014 il suo debutto come Zdenka nell’Arabella di Strauss diretta da Christian Thielemann al Festival di Salisburgo l’ha lanciata sulla scena internazionale. A giugno è attesa alla Staatsoper di Vienna come interprete di Pamina nella mozartiana Zauberflöte. Il tenore svizzero ha un ampio repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea. Alla Scala è stato apprezzato interprete di ruoli mozartiani – Belfiore nella Finta giardiniera, Don Ottavio nel Don Giovanni, Idomeneo nel ruolo del titolo – oltre che protagonista del Fierrabras di Schubert.

(prove) – ph Brescia e Amisano

Donna Elvira è interpretata dal giovane mezzosoprano Emily D’Angelo. Nel 2016 ha debuttato nelle Nozze di Figaro (Cherubino) al Festival dei Due Mondi di Spoleto avviando una ricca carriera internazionale. Alla Scala ha già interpretato Dorabella in Così fan tutte nel gennaio 2021. Nello stesso anno è stata Cherubino nelle Nozze di Figaro (dir. Barenboim) a Berlino, Idamante nell’Idomeneo a Monaco, Sesto nella Clemenza di Tito a Londra. I debutti più recenti: a Zurigo ne L’incoronazione di Poppea, a Dresda ne La Cenerentola, a Parigi in Faust, a New York in Cendrillon di Massenet.

Debutta alla Scala come Zerlina il giovane soprano americano Andrea Carroll. Dal 2015 al 2020 ha fatto parte dell’ensemble della Staatsoper di Vienna, dove ha interpretato un vasto repertorio. In questa stagione è attesa tra l’altro a San Diego come Beatriz nella Hija de Rappaccini di Daniel Catan e a Vienna per L’elisir d’amore; debutterà con i Wiener Symphoniker nella prima mondiale di Jittering Directions di Johannes Maria Staud.

Fabio Capitanucci è artista di casa alla Scala, di cui ha frequentato l’Accademia. È stato interprete di grandi titoli come La traviata, Lucrezia Borgia, La Bohème, Macbeth, Gianni Schicchi, Carmen, Madama Butterfly, Manon Lescaut, Così fan tutte, Il viaggio a Reims, Le nozze di Figaro, Falstaff, Les Troyens. Dopo Don Giovanni lo attende un altro impegno mozartiano, Le nozze di Figaro (Bartolo) al Maggio Musicale Fiorentino.

Andrea Carroll, Fabio Capitanucci – (prove) ph Brescia e Amisano

Günther Groissböck, interprete del Commendatore, è tra le voci di basso più apprezzate del nostro tempo in un repertorio che spazia da Händel a Mahler. Alla Scala ha debuttato nel 2011 come Sarastro in Die Zauberflöte diretto da Roland Böer; è stato apprezzato come Barone Ochs nel Rosenkavalier diretto da Zubin Mehta (2016) e come Kaspar nel Freischütz diretto da Myung-Whun Chung (2017). Ha inoltre cantato in diversi concerti e recital, da ultimo il 9 gennaio insieme a Waltraud Meier.

Nelle ultime due date la parte del Commendatore sarà affidata al giovane Jongmin Park, che dopo gli studi alla Korea National University of Arts si è perfezionato all’Accademia Teatro alla Scala. Vincitore del Premio Birgit Nilsson a Operalia nel 2011 e del Concorso BBC Cardiff Singer of the World nel 2015, dal 2013 al 2019 ha fatto parte dell’ensemble della Staatsoper di Vienna. Ha debuttato sui maggiori palcoscenici internazionali, da Salisburgo a New York, da Londra a Tokyo e di recente è stato applaudito alla Scala nel ruolo di Cappelio ne I Capuleti e i Montecchi.

Date Don Giovanni Teatro alla Scala:
Domenica 27 marzo 2022 ore 20 ~ abbonam. Prime Opera
Martedì 29 marzo 2022 ore 20 ~ turno M
Giovedì 31 marzo 2022 ore 20 ~ fuori abbonamento
Sabato 2 aprile 2022 ore 20 ~ fuori abbonamento
Martedì 5 aprile 2022 ore 20 ~ turno O
Domenica 10 aprile 2022 ore 14.30 ~ turno N
Martedì 12 aprile 2022 ore 20 ~ fuori abbonamento

Imagine di copertina Esposito e Maltman ph Brescia e Amisano