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laVerdi – La Renana, Hannu Lintu e Luca Buratto all’Auditorium di Milano

La Renana

Terza Sinfonia di Schumann e Terzo Concerto di
Bartok: Hannu Lintu e Luca Buratto
all’Auditorium di Milano

Di Hannu Lintu, direttore d’orchestra finlandese impegnato nel ventottesimo appuntamento della Stagione Sinfonica dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, venerdì 6 (ore 20) e domenica 8 maggio (ore 16), è stato detto: “Ha con una comprensione così appassionata e lungimirante dello slancio dell’opera. Un’interpretazione rivelatrice di energie feroci e spazi consacrati.

Un entusiasmante interprete di grandissima esperienza che, per l’occasione, si affianca a un giovane solista dal consacrato talento: Luca Buratto, Giovane Artista in Residenza dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Béla Bartók e la Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op. 97 “Renana” di Robert Schumann.

Terzo Concerto di Bartók e Terza Sinfonia di Schumann hanno in comune di essere due lavori generati al termine della carriera compositiva dei due musicisti. Il Terzo Concerto per pianforte e orchestra di Bartók è l’ultima composizione del musicista ungherese prima della morte, sopraggiunta pochi mesi dopo al termine del volontario esilio a New York iniziato nel 1939. Articolato nei classici tre tempi Allegretto, Adagio religioso, Allegro vivace il Concerto ha un carattere prevalentemente lirico, quasi raccolto; nell’ultimo tempo si ritrovano ampie tracce dell’interesse di Bartók per la scrittura musica di J. S. Bach. Cuore del Concerto è l’Adagio religioso centrale. Due assorte sezioni esterne, imperniate su figure di stampo polifonico e su una melodia corale del pianoforte, racchiudono un vasto episodio atematico percorso da fremiti metafisici, timbricamente esemplare dell’atmosfera angosciosa di tante “musiche della notte” di Bartók.

Per quanto riguarda invece la Renana, la Terza Sinfonia di Schumann, essa fu scritta verso la fine del 1850 ed è l’ultima Sinfonia (in ordine cronologico) di Schumann. Il grande fiume tedesco ha un ruolo chiave nella vita di Robert Schumann. “Ho sognato di affogare nel Reno”, annota il compositore all’età di 19 anni, e sarà d’ispirazione non solo della terza sinfonia, ma anche di altri lavori: basti pensare al primo dei Sechs Gedichte Op.36 “Sonntags am Rhein” (Domeniche sul Reno) o al sesto lied dal Dichterliebe Op.48, “Im Rhein, im heiligen Streme” (nel Reno, nel sacro fiume). La Renana, una sinfonia in cinque movimenti, fu composta nel 1850 all’indomani della morte di Mendelssohn e al trasferimento degli Schumann da Dresda a Dusseldorf, che sulle sue sponde si trova. L’idea gli venne a Colonia, dove assistette alla cerimonia di investitura dell’Arcivescovo Geissel. Questa atmosfera solenne la si respira in particolare nel maestoso quarto tempo, dalle sonorità a tratti quasi bachiane. Se chiudiamo gli occhi, ci sembra d’improvviso di essere all’interno della monumentale cattedrale di Colonia, che si rispecchia nelle acque del Reno. Una sinfonia che suggerisce un’ampia palette di timbrica e mai banale: si pensi al quarto tempo, che all’inizio sembra scritto come un corale di Bach. “Nel carattere di un accompagnamento d’una solenne cerimonia“, recitava l’esplicita indicazione originaria. Come del resto il titolo del secondo tempo era “Una mattina sul Reno“, e in effetti questo magnifico Ländler dall’atmosfera campestre, in cui gli strumenti del registro medio e basso quasi “seducono” virilmente quelli del registro alto, a cui è affidato un tema sensuale e femminile.

Ma tutte quelle indicazioni extramusicali furono infine cancellate dal compositore con questa motivazione: “Non bisogna mostrare il cuore alla gente”. Scrive Schumann Guide simili hanno sempre qualcosa di poco dignitoso e di ciarlatanesco. In una parola, il tedesco, delicato di spirito, non vuol essere guidato così grossolanamente nei suoi pensieri; già si offese a proposito della Sinfonia Pastorale, perché Beethoven non si fidò di lasciargliene indovinare il carattere senza il suo aiuto.” In fondo in Schumann c’è questa ambivalenza continua: la grande tentazione di rappresentare in musica elementi extramusicali e la ricerca di una musica assoluta, che non necessiti ulteriori linguaggi per essere compresa.

In ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana del 23 luglio 2021, a partire dal 6 agosto 2021 per accedere in Auditorium è necessario presentare la propria Certificazione verde Covid-19 (green pass) associata a un documento di identità. Per ottenerla, oltre alla vaccinazione, è possibile sottoporsi a un tampone antigenico o molecolare secondo le modalità e tempistiche di legge. In mancanza della documentazione necessaria non sarà consentito l’accesso. L’accesso al teatro è consentito solo con mascherina FFP2.

Biglietti
Intero: 36 € in platea, 27 € in galleria. Over 60 e Convenzioni: 27 € (platea), 21 € (galleria). Under 30 e Sostenitori: 19 € (platea), 17 € (galleria).
Orari biglietteria: Martedì – Domenica, 10 – 19;
Recapiti: T. 02 83389.401, e-mail: biglietteria@laverdi.org

Conferenza
Il concerto di venerdì 6 maggio sarà preceduto alle ore 18.30 da una conferenza introduttiva nel foyer della balconata. L’Ingresso è libero fino a esaurimento posti.