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Teatro alla Scala – in scena l’opera Un ballo in maschera fino al 22 maggio

Teatro alla Scala

Un ballo in maschera

Melodramma in tre atti
Libretto di Antonio Somma
Musica di GIUSEPPE VERDI
(Edizione critica della partitura edita da
Chicago University Press
e Casa Ricordi, Milano a cura di Ilaria Narici)

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore NICOLA LUISOTTI
GIAMPAOLO BISANTI (19, 22 maggio)

Regia, scene e costumi
MARCO ARTURO MARELLI
Luci MARCO FILIBECK

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO ALLA SCALA
Maestro del Coro ALBERTO MALAZZI

La nuova produzione del capolavoro verdiano con la direzione di Nicola Luisotti e il debutto alla Scala del regista Marco Arturo Marelli. Sondra Radvanovsky è Amelia, Francesco Meli è Riccardo e Luca Salsi Renato.

Va in scena per sette rappresentazioni, dal 4 al 22 maggio, Il 4 maggio l’opera è stata trasmessa in diretta da Rai Radio Tre. La nuova produzione di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi diretta da Nicola Luisotti che festeggia vent’anni dal debutto scaligero (le ultime due serate il 19 e il 22 maggio saranno dirette da Giampaolo Bisanti) con regia, scene e costumi di Marco Arturo Marelli e luci di Marco Filibeck. Sondra Radvanovsky, già applaudita protagonista dell’edizione del 2013, torna alla Scala come Amelia a poche settimane dal trionfo come Turandot a Santa Cecilia, mentre Riccardo è Francesco Meli che festeggia così 20 ruoli cantati alla Scala in 18 anni e Renato Luca Salsi, baritono verdiano di riferimento.

Radvanovsky ph Brescia e Amisano

Riflessioni su Un ballo in maschera di Verdi
Marco Arturo Marelli
:

Nel mio lavoro di scenografo cerco soprattutto di analizzare il contenuto più profondo dell’opera per configurarlo visualmente e per creare uno spazio emozionale in sintonia con le azioni sceniche. Una mera lettura degli eventi narrati porterebbe solo alla creazione di un’illustrazione superficiale e improntata al naturalismo, cosa che non apprezzo e che reputo profondamente lontana dall’essenza dell’opera musicale. Un ballo in maschera è la storia di un regnante, di un sovrano, che svolge la propria funzione con estremo successo, e che, osservato dall’esterno, conduce una vita brillante e ricca di soddisfazioni ma, se osservato nel privato, è un uomo molto solo e affamato di emozioni.

Egli ricerca una soluzione a questo suo inappagato anelito d’amore, che sfortunatamente crede di trovare nella sposa del suo migliore amico nonché consigliere politico. La fonte di questo lavoro è una figura storica realmente esistita, re Gustavo lII, figura di spicco nel panorama della storia svedese del XVIII secolo, un regnante di grande personalità impegnato anche a dare una festa dopo l’altra e che alla fine verrà assassinato dai propri avversari politici. Verdi però dimostra poco interesse per la figura storica e si concentra invece sull’aspetto psicologico dell’essere umano, la cui fine viene preannunciata da ammonimenti politici e da diverse profezie. Di nuovo centrale è una sorta di “forza del destino”, per Verdi tema fondamentale e ricorrente in molte delle sue opere.

Nel contempo però ci pone una questione altrettanto importante: possiede veramente l’uomo un proprio libero arbitrio? Come si relaziona a esso? Forse questa libertà può essere conquistata solo attraverso la rinuncia a sé stessi? Molti dei personaggi di Verdi subiscono il proprio destino a causa di un rifiuto sociale, divengono vittime in quanto emarginati. La figura di Riccardo/Gustavo è tutt’altro che un outsider, un reietto: è un regnante dalle innumerevoli buone qualità e amato dal suo popolo. Ma anche il suo destino si compie in maniera funesta. Getta al vento ogni avvertimento, anche se ben intenzionato, nega la profezia e, mentre cerca di eluderla, di fuggirla, corre dritto verso la morte. Come se non esistesse per lui nessuna altra prospettiva. Certamente la morte è l’unica vera certezza di ogni vita, tutte le strade conducono prima o poi a questa conclusione. Ma il come ci relazioniamo a questa prospettiva, è il tema centrale di questa opera di Verdi, e non solo di questa. Ho cercato di tradurre questo tema in una dimensione scenica creando uno spazio che si restringe in maniera fortemente prospettica e che nel fondo conduce al nulla, alla nera oscurità. In questa opera assistiamo alle vicende di un uomo, che intenzionalmente asseconda questo sprofondare nella morte.

Matochkina ph Brescia e Amisano

Questo spazio è progettato come un dipinto illusionistico che simboleggia i sogni irrealistici dell’eroe, i suoi meccanismi interni e il suo subconscio. Spostando i singoli elementi, diventano visibili anche gli spazi esterni. Si abbandona senza remore alle false illusioni e accelera con il proprio fantasticare la sua fine. Solo quando è troppo tardi arriva a comprendere che sarebbe stata possibile anche un’altra prospettiva di vita. Il destino trova la sua controparte visiva in un grande roccia, un luogo arcaico, ispirato a una frase del romanzo epistolare Iperione (Hyperionoder Der Eremit in Griechenland, 1797) del poeta tedesco Friedrich Hölderlin: Le onde del mare non spumeggerebbero così alte, non sarebbero il genio, se contro di esse non fosse la vecchia roccia muta, il Destino.

Personaggi e interpreti

Riccardo Francesco Meli
Renato Luca Salsi / Ludovic Tézier (19, 22 mag.)
Amelia Sondra Radvanovsky
Ulrica Yulia Matochkina
Oscar Federica Guida
Silvano Liviu Holender
Samuel Sorin Coliban
Tom Jongmin Park
Un giudice Costantino Finucci
Un servo d’Amelia Paride Cataldo

Date:

Mercoledì 4 maggio 2022 ore 20 ~ abbonam. Prime Opera
Sabato 7 maggio 2022 ore 20 ~ turno D
Martedì 10 maggio 2022 ore 20 ~ turno A
Giovedì 12 maggio 2022 ore 20 ~ turno B
Sabato 14 maggio 2022 ore 20 ~ fuori abbonamento
Giovedì 19 maggio 2022 ore 20 ~ turno C
Domenica 22 maggio 2022 ore 14.30 ~ turno N

Note Biografiche:

Direttore ospite principale del Teatro Real di Madrid, Nicola Luisotti è stato direttore musicale dell’Opera di San Francisco dal 2009 al 2018, dirigendo oltre 40 opere e concerti dal suo debutto nella Compagnia nel 2005. Nel 2018 è stato insignito della San Francisco Opera Medal. A San Francisco Luisotti ha diretto la prima mondiale de La Ciociara (Due donne) di Marco Tutino, oltre a Salome, Lohengrin, Don Carlo e la trilogia Mozart-Da Ponte. È stato ospite del Teatro alla Scala, del Teatro Carlo Felice di Genova, della Fenice di Venezia, della Bayerische Staatsoper, della Staatsoper di Vienna. Il Maestro Luisotti ha ricevuto il 39° Premio Puccini in occasione dello storico 100° anniversario de La Fanciulla del West al Metropolitan, che ha diretto nel 2010. Luisotti è stato inoltre direttore musicale del Teatro di San Carlo dal 2012 al 2014. Dopo il debutto con Oberto, Conte di san Bonifacio nel 2002, alla Scala ha diretto Attila nel 2011, Tosca nel 2012, Nabucco nel 2013, Rigoletto nel 2016, Il trovatore nel 2020 e un concerto di arie con Maria Agresta e Francesco Meli nel marzo 2021.

Marco Arturo Marelli è nato a Zurigo e ha completato la sua formazione artistica nella sua città natale. I suoi impegni includono l’Hamburgische Staatsoper, la Staatsoper di Vienna (Die schweigsame Frau, Gianni Schicchi, La sonnambula, Die Zauberflöte, Cardillac, Falstaff, Capriccio, Medea, La fanciulla del West), la Deutsche Oper di Berlino (Pélléas et Mélisande e Die ägyptische Helena), la Semperoper di Dresda (Tristan und Isolde, Capriccio, Ariadne auf Naxos), la Royal Opera House di Stoccolma (Turandot e Die Zauberflöte), l’Opéra National de Paris, il Théâtre du Châtelet, la Royal Opera House Covent Garden di Londra e le compagnie d’opera di Tokyo, Helsinki, Copenhagen, Zurigo, Madrid, Barcellona, Colonia, Graz, Strasburgo e Bonn. Marco Arturo Marelli ha realizzato una quantità interessante di opere moderne e contemporanee come Le grand macabre di Ligeti (Zurigo), Prinz von Homburg di Henze (Colonia), Cardillac di Hindemith e Jakobsleiter di Schoenberg (Vienna) e le prime mondiali di Medea di Aribert Reimann (Vienna), Thomas Chatterton di Matthias Pintscher (Dresda) e Die Leiden des jungen Werthers di Hans-Jürgen von Bose (Amburgo).

Sondra Radvanovsky, cresciuta artisticamente al Metropolitan, è ospite regolare dei maggiori teatri internazionali. Ha iniziato la stagione 2021-22 debuttando come Lady Macbeth alla Lyric Opera di Chicago, come Tosca al Metropolitan di New York e ne La dama di picche (Lisa) al Liceu di Barcellona. Al Teatro di San Carlo di Napoli è stata protagonista di una serata dedicata alle tre regine donizettiane e ha debuttato come Turandot all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, al fianco di Jonas Kaufmann e diretta da Antonio Pappano, registrata per Warner Classics. La stagione si è conclusa con due Attila di Verdi in forma di concerto alla Royal Opera House di Londra, accanto a Ildar Abdrazakov, Joseph Calleja e Simon Keenlyside.

Francesco Meli è al ventesimo ruolo scaligero (nono verdiano) tra cui cinque 7 dicembre. Dopo il debutto scaligero nei Dialogues des Carmélites di Poulenc nel 2004, è tornato come Cassio nella ripresa dell’Otello diretto da Riccardo Muti e come Arbace nell’Idomeneo inaugurale della Stagione 2005/2006, diretto da Daniel Harding. Negli anni seguenti è stato Don Ottavio in Don Giovanni (Dudamel 2006), Leicester in Maria Stuarda (Fogliani 2008), Cantante italiano nel Rosenkavalier (Jordan 2011). Il 7 dicembre 2019 Mario Cavaradossi in Tosca è il suo primo Puccini alla Scala, dove ha già interpretato sette parti verdiane: Otello (Cassio), Giovanna d’Arco (7 dicembre 2015), I due Foscari, Don Carlo, La traviata, Ernani, Il trovatore, Macbeth (7 dicembre 2021) cui si aggiungono la Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly e l’aria di Riccardo da Un ballo in maschera nella serata “… a rivedere le stelle” del 7 dicembre 2020. Nella presente Stagione Meli tornerà a giugno come Enzo ne La Gioconda diretto da Frédéric Chaslin con la regia di Davide Livermore.

Luca Salsi con il Macbeth inaugurale di questa Stagione è arrivato al suo quarto 7 dicembre con Riccardo Chailly dopo Andrea Chénier, Tosca e la serata … a riveder le stelle”. Artista tra i più affermati a livello internazionale, in particolare nel repertorio verdiano, il baritono parmigiano ha conquistato il pubblico scaligero anche in Ernani. Tra i successi più recenti Tosca a Firenze e Salisburgo, Macbeth a Chicago e Vienna (dove sarà ripreso nel gennaio 2022), Rigoletto a Londra e Venezia e Tosca a Monaco, mentre tra i prossimi impegni spiccano Otello a Monaco e Nabucco a Madrid.

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