Le Notti dell’Underground, il Festival di Re Nudo – dal 5 giugno alla Fabbrica del Vapore

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Le Notti dell’Underground – il Festival di Re Nudo

dal 5 giugno alla Fabbrica del Vapore

FRANCO BATTIATO foto Fabio Maria Minotti

Quest’anno, il Festival è stato anticipato il 10 maggio dall’inaugurazione della mostra “Si giocava a fare Woodstock – Parco Lambro“. Allestita all’Atelier Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, l’esposizione rimarrà aperta fino all’8 giugno, termine della rassegna.

Re Nudo Locandina

La mostra ripercorre i Festival organizzati da Re Nudo al Parco Lambro tra il 1974 e il 1976 attraverso 80 scatti in bianco e nero di Fabio Maria Minotti. Queste fotografie catturano i volti dei protagonisti della scena musicale e artistica, oltre al pubblico di giovani che, in quel periodo storico, nutrivano grandi sogni di cambiamento.

Tra gli artisti immortalati figurano nomi illustri come Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Eugenio Finardi (autore della prefazione del catalogo), Franco Battiato, PFM – Premiata Forneria Marconi, Mario Lavezzi, Demetrio Stratos, Jenny Sorrenti, Tony Esposito e Don Cherry.

Gli ospiti speciali della conferenza stampa sono stati la PFM, Franz Di Cioccio ha raccontato la storia della band, sottolineando la loro professionalità e la capacità di portare la propria musica in diversi paesi, rendendo il pubblico curioso di un sound che andava oltre le “canzonette” dell’epoca.

Fabio Maria Minotti, fotografo unico ad aver documentato tutte e tre le edizioni di Re Nudo (1974, 1975, 1976), descrive l’atmosfera unica di quei festival, caratterizzata da una profonda connessione tra artisti e pubblico. Parla delle jam session che univano musicisti di diverse estrazioni, sottolineando come l’elemento unificante fosse la musica e la vita stessa di quel periodo.

Franz Di Cioccio prosegue spiegando come un invito a suonare con la PFM abbia cambiato radicalmente la sua vita. Ricorda come la band si sia battuta per proporre brani musicali complessi con testi significativi, in contrasto con la semplicità delle canzoni più popolari. La PFM ha cercato di portare un approccio internazionale alla musica italiana, affascinando il pubblico con un sound innovativo.

Maria Fratelli, Direttore Fabbrica del Vapore, afferma che Re Nudo risponde a bisogni intergenerazionali di partecipazione e di espressione fisica e materiale, evidenziando come anche il digitale necessiti di supporti fisici. Ribadisce la necessità di dire la verità in un’epoca di informazioni distorte, sostenendo che l’incontro a Re Nudo offre l’opportunità di prendere posizione eticamente ed esteticamente. Questo permette ai giovani talenti di emergere al di fuori di un sistema basato su valori commerciali. Re Nudo è un luogo di cultura dove le passioni si uniscono, come in altri festival organizzati dalla Fabbrica del Vapore (teatro, comunità propositiva, musica). Accoglie con favore il concetto di “memoria radicale” e l’idea del viaggio come punto chiave per le nuove generazioni, che faticano a comprendere le restrizioni attuali data la loro innata possibilità di esplorare il mondo.

Durante la conferenza stampa interviene il sociologo Francesco Morace, spiega il concetto di “memoria radicale” per chiarire l’approccio non nostalgico della mostra di Re Nudo. Basandosi su una ricerca condotta da Future Concept Lab sulla Generazione Z (13-29 anni), Morace evidenzia due aspetti chiave: l’assenza di conflitto generazionale di oggi a differenza di 50 anni fa, e la capacità dei giovani di comprendere e rielaborare il passato per il presente.

Sottolinea l’importanza di Re Nudo come laboratorio multidisciplinare che offre voce e spazio ai giovani (under 30) attraverso musica, teatro e performance incentrate sul corpo. Il titolo dell’edizione, “Change, Engagement“, riflette la necessità di dare voce alle nuove generazioni, un concetto ancora poco compreso dalle aziende che faticano a cedere il controllo nei progetti di social innovation.

Luca Pollini Direttore di Re Nudo, lo definisce un festival “fortunato” e un importante punto di riferimento per la cultura alternativa contemporanea. Sottolinea che l’evento non è nostalgico ma un laboratorio creativo e uno spazio inclusivo per le nuove generazioni, dove possono esprimere bisogni artistici non conformi.

Il progetto è cresciuto rispetto all’anno precedente, con la pubblicazione di 12 libri e l’organizzazione di altri eventi culturali, inclusa una mostra e una serata in ricordo del cantautore, scrittore, fumettista Gianfranco Manfredi. Pini spiega della difficoltà nel trovare sponsor, in quanto le aziende esitano ad associare il loro nome al festival, nonostante Re Nudo sia un evento consolidato e approvato dal Comune.

In termini di partecipazione, la call per artisti under 30 ha ricevuto 164 proposte in quattro mesi (da dicembre ad aprile), superando le 147 dell’anno precedente. Un dato sorprendente è che la maggioranza delle proposte (36%) sono teatrali e non musicali, a fronte di un 8% di proposte musicali, oltre a fotografia, grafica digitale, cultura, poesia e letteratura.

Sono state accettate 46 proposte (rispetto alle 34 dell’anno scorso), coinvolgendo 103 giovani artisti. L’obiettivo principale è offrire opportunità ai giovani in una città come Milano, spesso difficile per loro.

FRANCO BATTIATO foto Fabio Maria Minotti.

Le sessioni musicali quest’anno vedranno la presenza di un set acustico e di uno elettrico. Ricordiamo tra i tantissimi eventi:

· venerdì 6 giugno alle ore 15.00 la proiezione del docufilm “Un mistico etneo: Franco Battiato”, un focus sul periodo sperimentale dell’indimenticato straordinario artista;

· venerdì 6, sabato 7 giugno e domenica 8 giugno la rassegna di cortometraggi L’alternativa corta, a cura di Riccardo Casiccia;

· sabato 7 giugno alle ore 18.30, il talk / laboratorio Scrivere il silenzio / Vedere la musica, progetto della Piccola Accademia di Poesia condotto da Elena Mearini, Angelo De Stefano e Geminiano Mancusi, che, passando attraverso l’opera rivoluzionaria di John Cage, invita a fare un’esperienza al limite tra parola e silenzio;

· domenica 8 giugno alle ore 15.30 il monologo Vittime & Colpevoli di Ottavia Oddone, performance in cui l’attrice affronta il tema del rapporto con il cibo e di quanto sia collegato ad argomenti quali controllo, desiderio, identità e libertà.

https://www.renudo.org/book/5160/parco-lambro-si-giocava-a-fare-woodstock./