Tre serate all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino – 19 e 24 settembre, 1° ottobre – celebrano il connubio tra cinema muto e musica sinfonica, con un focus speciale sulla creazione e l’esecuzione delle colonne sonore originali. Il ciclo “Silent Sound” non è solo un omaggio ai grandi maestri del cinema, ma anche un’esplorazione profonda dell’arte compositiva che dà nuova voce alle immagini.
Chaplin, Keaton, Laurel & Hardy: la musica come narrazione
Il primo appuntamento (19 settembre) si apre con The Immigrant di Charlie Chaplin. Timothy Brock, compositore e direttore d’orchestra, ha orchestrato e arrangiato le musiche originali scritte dallo stesso Chaplin, restituendo con sensibilità e rigore filologico il tono poetico e ironico del film. Brock non si limita a dirigere: la sua è una vera e propria ricostruzione musicale, che trasforma la partitura in un racconto parallelo.
Segue One Week di Buster Keaton, per il quale Brock ha composto ex novo la colonna sonora, ispirandosi alle improvvisazioni pianistiche tipiche delle proiezioni dell’epoca. La musica diventa parte integrante del ritmo comico e del caos visivo, con soluzioni timbriche e dinamiche che amplificano l’effetto slapstick.
Chiude la serata The Liberty con Stanlio e Ollio. Anche qui, Brock firma la composizione originale, costruendo un tessuto musicale che alterna leggerezza e tensione, in perfetta sintonia con il linguaggio visivo del duo comico.
Espressionismo e tensione drammatica: Faust di Murnau
Il secondo concerto (24 settembre) è interamente dedicato a Faust di Wilhelm Murnau. Timothy Brock compone una nuova colonna sonora che dialoga con le atmosfere cupe e visionarie del film. La sua scrittura musicale si ispira ai linguaggi del primo Novecento, con richiami al tardo romanticismo e all’avanguardia, per restituire la profondità psicologica e il tormento del protagonista. L’orchestra diventa voce dell’invisibile, amplificando il dramma e la tensione esistenziale.
Il terrore prende forma: The Phantom of the Opera
Il ciclo si conclude il 1° ottobre con The Phantom of the Opera di Rupert Julian. Le musiche, composte nel 1996 da Carl Davies, sono eseguite dal vivo sotto la direzione di Gioele Muglialdo, figura di spicco nel panorama del cine-concerto europeo. La partitura di Davies è un’opera sinfonica a sé stante, che fonde elementi di musica romantica, horror e gotica, creando un impatto emotivo potente e immersivo. Muglialdo, con la sua versatilità stilistica, guida l’Orchestra Rai in una lettura intensa e raffinata, valorizzando ogni sfumatura timbrica.
Biglietti e informazioni
I biglietti singoli (15–20 €) sono disponibili online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. I carnet (24–51 €) sono acquistabili esclusivamente in sede.
Timothy Brock e Carl Davis, due visioni compositive per il cinema muto
Il ciclo “Silent Sound” non è solo un omaggio al cinema muto, ma un vero e proprio laboratorio di scrittura musicale, dove la partitura diventa voce, ritmo e atmosfera. Ecco un approfondimento sulle due anime compositive che animano le serate: Timothy Brock e Carl Davis.
Timothy Brock è considerato uno dei massimi esperti mondiali nella composizione e nel restauro di musiche per film muti. La sua opera si distingue per una profonda sensibilità storica e una scrittura che non cerca di modernizzare, ma di ricreare fedelmente l’ambiente sonoro dell’epoca.
Brock lavora fotogramma per fotogramma, costruendo una partitura che si adatta perfettamente al ritmo visivo e narrativo del film. Per film come One Week e The Liberty, ha composto colonne sonore originali ispirandosi alle improvvisazioni pianistiche che accompagnavano le proiezioni negli anni ’20.
In The Immigrant, ha orchestrato e arrangiato le musiche originali di Chaplin, rispettando lo stile e le intenzioni del compositore-regista. Per Faust di Murnau, ha scritto una partitura che fonde elementi di tardo romanticismo, espressionismo e suggestioni futuriste, creando un paesaggio sonoro che amplifica la tensione drammatica e la dimensione mistica del film
Filosofia musicale
“Il mio obiettivo non è attualizzare la pellicola, ma far sì che il pubblico percepisca la musica come se fosse nata insieme al film” – Timothy Brock
Carl Davis: sinfonismo e dramma per il Fantasma
Carl Davis, compositore britannico, ha scritto nel 1996 la partitura per The Phantom of the Opera di Rupert Julian, un capolavoro del cinema horror muto del 1925. La sua musica è pensata per orchestra sinfonica e si distingue per un linguaggio drammatico e cinematografico, capace di evocare terrore, pathos e romanticismo.
Caratteristiche della partitura
La colonna sonora è eseguita da grandi orchestre come la City of Prague Philharmonic, sotto la direzione dello stesso Davis. La scrittura musicale alterna momenti di grande tensione orchestrale a passaggi lirici e malinconici, riflettendo la dualità del personaggio del Fantasma. Davis utilizza motivi ricorrenti per rappresentare i personaggi e le emozioni, in stile quasi operistico, con richiami alla tradizione romantica e gotica.
Visione artistica
La partitura di Davis non è un restauro, ma una reinterpretazione moderna che dialoga con il linguaggio visivo del film, mantenendo però una forte coerenza stilistica con l’epoca.
