ÁVILA – la nuova Graphic Novel di Teresa Radice e Stefano Turconi

Copertina della graphic novel Ávila con una ragazza con i capelli ricci e un mantello illuminato sotto una grande luna piena, circondata da un lupo, un barbagianni e pipistrelli
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Il 17 ottobre, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, Milano, si è tenuta la presentazione di Ávila, la nuova graphic novel di Teresa Radice e Stefano Turconi, l’incontro è stato moderato da Caterina Marietti, CEO e direttrice editoriale di BAO Publishing, era presente anche Michele Foschini Publishing Director di BAO Publishing. Un incontro ha mescolato aneddoti familiari, riferimenti storici e riflessioni sul potere delle storie.

ÁVILA

la nuova Graphic Novel di
Teresa Radice e Stefano Turconi

Presentazione della graphic novel 'Ávila' con Teresa Radice e Stefano Turconi, moderata da Caterina Marietti alla Feltrinelli di Milano.
Presentazione Ávila T. Radice, S. Turconi e C. Marietti – Feltrinelli P.zza Piemonte, Milano 17 ottobre 2025

Teresa Radice e Stefano Turconi sono una coppia nella vita e nella narrazione. Si sono incontrati nel 2004 e da allora hanno costruito un percorso editoriale coerente, appassionato e riconoscibile. Le loro prime avventure a quattro mani sono nate sulle pagine di Topolino, dove hanno firmato decine di storie, tra cui la serie anni ’30 Pippo Reporter, Topolino e il grande mare di sabbia e Zio Paperone e l’isola senza prezzo.

Ma è con le graphic novel pubblicati da BAO Publishing che hanno trovato la loro voce più profonda. Il porto proibito, uscito nel 2015, è stato il primo grande romanzo a fumetti firmato insieme. Ambientato nel 1807, racconta la storia di Abel, un giovane naufrago senza memoria, salvato da una nave della marina britannica e accolto in una locanda gestita da tre sorelle. Il suo viaggio è una rotta tra mare, memoria e mistero, in cerca di un passato perduto.

Il porto proibito ha vinto il Gran Guinigi per la Miglior Graphic Novel e il Premio Attilio Micheluzzi per il Miglior Fumetto. È un’opera che profuma di legno umido, di tempeste e di poesia. “C’è qualcosa di antico e di sacro nel modo in cui Il porto proibito ci accoglie,” ha scritto Corriere Nerd, “un canto di sirena che affiora tra le onde di un tempo lontano”.

Copertina della graphic novel "Il Porto Proibito" di Teresa Radice e Stefano Turconi, che mostra un disegno in bianco e nero di un uomo in uniforme che abbraccia una donna in abito lungo, sullo sfondo blu.
Il Porto Proibito

Da lì sono seguiti altri titoli come Non stancarti di andare, Tosca dei boschi, Viola giramondo e La tempesta, ognuno con un’identità forte, ma sempre legato da un filo comune; il desiderio di raccontare storie che parlano di umanità, di relazioni, di viaggi interiori e geografici.

Con Ávila, tornano a esplorare il Seicento, ma con una protagonista femminile che parla con la sua ombra e attraversa paesaggi reali e immaginari. Un nuovo viaggio, che nasce come spesso accade con loro, da un’esperienza vissuta, da un carnet di appunti, da una macchina gialla ferma in mezzo alla campagna francese.

Un viaggio che diventa racconto

Tutto è nato da un viaggio in Francia, tre anni fa, in una zona poco turistica dell’Alvernia. “Abbiamo girato zone con paesaggi incredibili,” racconta Teresa, “case attaccate alla roccia, canyon in posti inimmaginabili.” E proprio da quel viaggio, e da una macchina gialla che li ha lasciati in panne, è nata l’idea di Ávila. “Nel viaggio di ritorno, terrorizzato dalla riparazione, guidavo a 90 all’ora,” confessa Stefano. “E intanto facevamo brainstorming. I miei primi appunti li ho scritti in fondo al carnet di viaggio.”

Ávila. Un personaggio che precede la storia

“Ávila esisteva da sola, prima della storia,” spiega Teresa. “Era una giovane strega che parlava con la sua ombra e con gli animali notturni. Il resto del progetto era da buttare, ma lei funzionava.” riferendosi ad un altro racconto. Il nome, con un suono spagnoleggiante, evocava luoghi lontani e mediterranei. “Non c’è un confine netto tra la nostra vita e le storie,” dice Teresa. “I nostri figli conoscono le trame fin dall’inizio, partecipano alle ‘serate storia’ dopo cena. È come se disegnassero anche loro.” E aggiunge: “Avila compie 17 anni, come nostra figlia. Lei non lo sa, domani aprirà il libro e lo scoprirà.”

Richelieu, gatti e il soprannaturale credibile

Il cardinale Richelieu, figura storica e letteraria, appare in Ávila in una veste inedita. Da ragazzino, due libri mi hanno segnato spiega Stefano Turconi, “L’isola del tesoro” e “I tre moschettieri”. Lì Richelieu era terribile, cattivissimo. Poi, interessandomi di storia, ho letto anche altro su di lui. Era spietato all’occorrenza, ma anche pragmatico e intelligente. Volevamo vederne un altro lato. È divertente, perché scopri cose che magari in una biografia grossa non ti dicono. Tipo che amava i gatti. A un certo punto, infatti, c’è Richelieu che parla con due micini . Una scena molto tenera.”

Sul soprannaturale, Teresa chiarisce “Non ci piace il fantasy puro. Ma ci piace inserire elementi che all’epoca erano creduti reali. Se metti un drago in un contesto storico, non è fantasy è credenza.”

Un evento di presentazione della graphic novel 'Ávila' con Teresa Radice e Stefano Turconi, moderato da Caterina Marietti, alla Feltrinelli di Milano. Tre relatori siedono davanti a un pubblico, circondati da libri.
Presentazione Ávila T. Radice, S. Turconi e C. Marietti – Feltrinelli P.zza Piemonte, Milano 17 ottobre 2025

Animali, mappe e dettagli che contano

Stefano ha disegnato una mappa di Parigi del Seicento, quartiere per quartiere. “facevo due arrondissement al giorno. Se li facevo tutta insieme, impazzivo.” Michele Foschini aggiunge “Stefano ama disegnare animali, ma li ha colorati in modo naturalistico. Da lontano non si vedevano. Gli ho detto: ‘Immagina una lama di luce da destra.’ E così li ha resi visibili.” e Il rospo in copertina? “Viene da un passo attraversato di notte, con rospi che migravano. Andavamo pianissimo con la macchina gialla appena riparata.”

La presentazione di Ávila diventa anche l’occasione per sottolineare il valore delle storie che nascono sempre da qualcosa di vissuto. ”Non partono da un tema, ma da un’urgenza emotiva, da un’esperienza che ti ha toccato. Poi la trasformi, magari la sposti in un’altra epoca, ma resta tua. Altrimenti non riusciresti a starci dentro per anni, giorno e notte.

In Ávila c’è molto di questo. Ci sono conflitti, ma anche il momento dei teatranti e quello del narratore che è una novità. I teatranti raccontano, e la mamma di Anice li ringrazia. Dice qualcosa che sento profondamente, oggi siamo sommersi da storie “reali”, spesso piatte. Ma una storia che sembra inventata può trasmettere emozioni più vere.

Ci credo molto. Nei nostri libri questa riflessione è sempre presente. Come nel Contastorie. Le storie sono salvifiche, le storie ci permettono di essere qualcun altro, anche solo per un attimo. Di uscire da noi stessi, o di entrare nei panni degli altri. Sono un serbatoio di umanità.” Teresa Radice

La presentazione continua con i retroscena della lavorazione della trama, mettendo in evidenza la realtà e il vissuto dove le storie nascono da incontri, con persone, nei luoghi, con emozioni vissute.

Nella Graphic Novel una bambina, a un certo punto, dice “Stai attenta alle cose belle, alle persone belle. Allarga la parte bella del mondo.”

Ma anche il personaggio più negativo del libro proviene dallo stesso ambiente da cui nascono quelli positivi e neutri. Richelieu, il suo assistente Benois, e la Badessa del convento condividono un’origine religiosa, ma incarnano visioni opposte, modi diversi di concepire la rete, la famiglia, la realtà. È una dinamica che riflette tensioni attuali, in molti contesti.

La serata alla Feltrinelli si è conclusa con una lunga coda per l’autografo disegnato da Stefano Turconi e Teresa Radice, entrambi sempre disponibili e cordiali. E lì, in mezzo, c’ero anch’io, insieme a tante persone di ogni età, cultura ed estrazione sociale.

Nota: estratto dalla mia registrazione audio.