BAM 2026 da marzo il parco entra in connessione tra arti performative e musica

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BAM – Biblioteca degli Alberi Milano è molto più di un parco, è un posto che prova davvero a cambiare il modo in cui le persone stanno insieme. Ogni anno mette in piedi più di 300 eventi gratuiti, tutti pensati attorno a un’idea che ci riguarda da vicino, capire come ci connettiamo e come ci perdiamo, tra noi e con la città.

Il bello del BAM è che non si limita a fare un programma di attività. Attraverso l’arte viene raccontare quello che spesso non riusciamo a dire. Per esempio, c’è un’orchestra che suona Beethoven senza direttore, solo guardandosi e ascoltandosi. È un modo per far vedere che si può creare qualcosa di enorme anche senza gerarchie, solo con attenzione e fiducia reciproca.

Poi ci sono storie che arrivano da lontano, come quella del coreografo libanese Ali Sharur, che porta la sua danza a Milano nonostante la situazione drammatica del suo Paese. È la prova che la cultura può attraversare confini e conflitti, e creare connessioni dove tutto sembra spezzato.

E ci sono momenti in cui la città sembra davvero accordarsi, come quando 12 bande musicali riempiono il parco per la Festa della Repubblica. Suoni diversi, persone diverse, ma un unico spazio condiviso che vibra.

Il BAM punta anche su grandi eventi che diventano un po’ il suo marchio. Il BAM Circus, per esempio, con più di 50 spettacoli e l’installazione di Carabosse, che trasforma il parco in un paesaggio di fuoco e musica. Oppure attività più legate al benessere, come la camminata metabolica in cuffia, che unisce tecnologia, movimento e natura per staccare dai ritmi assurdi della città.

E poi c’è tutta la parte multiculturale dai workshop e performance con artisti da India, Somalia, Libano… un modo per far entrare nel parco storie, ritmi e modi di muoversi completamente diversi.

Dietro tutto questo c’è una rete enorme di partner, istituzioni e volontari che rendono possibile un progetto così grande. È questo che fa del BAM non solo un calendario di eventi, ma un racconto collettivo che cresce insieme alla città.

Questo è solo una piccolo riassunto del grande programma presentato in conferenza stampa ieri 11 marzo 2026 presso la fondazione Catella in Via Gaetano De Castilla , 28. I relatori che hanno preso la parola durante l’evento sono i seguenti:

Kelly Russell Catella: Rappresentante della Fondazione Riccardo Catella, che ha aperto la presentazione sottolineando l’orgoglio per il percorso di innovazione e i riconoscimenti internazionali ottenuti dal progetto.

Esprime orgoglio per la storia tracciata e per i riconoscimenti internazionali ottenuti, che premiano non solo il progetto architettonico, ma un “modo di stare nella città”

Anna Scavuzzo: Vicesindaca di Milano, che ha partecipato sottolineando l’importanza di creare spazi di incontro e libertà attraverso l’arte.

Francesca Colombo: Direttrice Culturale di BAM, che ha illustrato nel dettaglio gli oltre 300 momenti culturali previsti, focalizzandosi sul tema delle “connessioni e disconnessioni” e sull’impatto sociale della programmazione.

Ha spiegato che la scelta del tema nasce dalla volontà di utilizzare lo spazio pubblico per creare legami tra le persone attraverso la musica, la danza e il teatro. Ha sottolineato che, in questo momento storico, è fondamentale promuovere l’idea di una comunità “fatta di relazioni e non di confini”. L’obiettivo è generare un impatto sociale concreto, favorendo il benessere individuale e collettivo attraverso la partecipazione e l’inclusione

Chiara D’Angeli: Direttore commerciale di Volvo, intervenuta come partner (“Park Ambassador”) per testimoniare la sintonia di visione con BAM e il valore etico della collaborazione tra pubblico e privato.

Alessandro Serena: Direttore artistico di Mosaico Errante e docente, che ha ricevuto il riconoscimento “Rosa di BAM” per il suo contributo professionale ed entusiasta ai progetti del parco.

Federico Casini: CEO Howden Italia, anch’egli insignito della “Rosa di BAM”, il quale ha ribadito l’impegno dell’azienda nel restituire valore alla comunità attraverso il volontariato e il sostegno alla cultura.

La Rosa di BAM è una rosa ibridata proprio per il BAM, ed è un riconoscimento che viene assegnato a persone o istituzioni che contribuiscono con generosità, tempo e idee alla realizzazione del programma culturale del parco. Questo premio celebra l’impegno nel rendere la cultura un bene comune, accessibile e inclusivo per tutti i cittadini.

Il valore simbolico del premio è radicato nel patrimonio botanico del parco stesso, che ospita un roseto con 90 specie di rose, considerato un’oasi di pace e biodiversità aperta a tutta la cittadinanza.

Qui al link la programmazione completa
https://bam.milano.it/programma/