per chi ha donato amore e significato alla sua vita, la dedica più intima e profonda:
“A Francesca e Teresa, le mie ragazze.”
Per chi lo segue con cuore e passione, creando un legame che va oltre le parole:
“Alla mia gente, a chi lo sente e lo sa.”
Per un mondo che, tra difficoltà e speranza, continua a girare, sempre pronto a sorprenderci con grandi lampi di gioia e di luce:
“Alla gentilezza degli sconosciuti.”

Come dal 1989 ad oggi, l’intero progetto grafico dell’album è stato realizzato da Lorenzo stesso insieme a Sergio Pappalettera con la sua Studio Prodesign
Il Corpo Umano
presentazione del nuovo album di
Jovanotti
Il 27 gennaio 2024 al Teatro Lirico intitolato a Giorgio Gaber si è tenuta la presentazione del nuovo album Il Corpo Umano di Jovanotti, una serata speciale per l’artista che ha raccontato gli ultimi due anni della sua vita tra l’incidente che l’ha costretto a lunghe terapie di riabilitazione ed interventi chirurgici, e la voglia di mettere in musica l’esperienza vissuta e comunque dare un messaggio positivo sempre e comunque.
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Penso positivo 1994
Quasi un’ora e mezza di spettacolo tra racconto e canzoni, Jovanotti si è confermato un oneman show durante tutta la serata ha tenuto il ritmo con la sua vivace parlantina e momenti di live e ballo, entusiasmando la platea formata da amici e collaboratori di Jovanotti, giornalisti, influencer, blogger come la sottoscritta, e molti altri invitati, il teatro era al completo.
Nella prima parte ha messo in evidenza il fatto che ogni giorno escono 100.000 canzoni sulle piattaforme stream, affermando poi ‘’…però nascono più di 300.000 bambini al giorno quindi insomma siamo ancora in vantaggio a livello di corpi umani rispetto alle canzoni e di fatto poi quando nasce un bambino o una bambina e vedi il fiocco rosa o azzurro e ti dimentichi la questione dei numeri che di fatto sono solamente numeri…Nasce un bambino e quel bambino, quella bambina per quella famiglia per quella coppia, per quegli amici per quei parenti, per quel luogo è la cosa più importante del mondo’’

per gentile concessione de La Scarzuola
Ha proseguito la sua riflessione sul progetto musicale e sulla portata e importanza per le collaborazioni e la produzione:
‘’…Adesso io non voglio esagerare ma insomma un disco per chi lo fa è un pezzo di vita un disco per chi lo fa è un lavoro di gruppo è un’esplorazione è una ricerca e forse di tutti i lavori che ho fatto, di tutti i dischi che ho fatto, ormai da quasi 40 anni che li faccio, questo ha un senso particolare perché per la prima volta da quando avevo iniziato ho pensato che questa cosa fosse un’ipotesi e che sarebbe stata un’ipotesi molto molto remota molto lontana, invece poi è successo.’’
Il nuovo album Il Corpo Umano è composto da 15 tracce uscirà il 31 gennaio 2024
link preorder e stream https://jovanotti.lnk.to/nuovoalbum
Jovanotti – Montecristo live
Si sofferma sul titolo dell’album che già descrive come il punto centrale da dove poi si articolano i brani:
‘’…l’ho chiamato il Corpo Umano e per la prima volta da quando faccio i dischi Il titolo è stata la prima cosa che è nata, la prima cosa che mi è venuta in mente, ho detto un bel titolo per un album potrebbe essere il corpo umano e poi subito dopo ho pensato alla copertina. Ho pensato subito che un disco intitolato il corpo umano non può avere la mia faccia in copertina…’
Così Jovanotti ha subito collegato il titolo dell’album al popolare gioco L’allegro chirurgo, e su suggerimento della figlia Teresa sono stati scelti i boxer blu che aveva indossato per la copertina del suo primo disco Jovanotti for president.
Ha proseguito con maggiori dettagli sulla scelta di focalizzarsi sul corpo umano che è strettamente collegato con il suo incidente:
‘’il corpo umano è stata la mia scoperta dell’ultimo viaggio che ho fatto, e di quest‘ anno e mezzo di fisioterapia, convalescenza, ginnastica, ricadute, due operazioni, e un batterio che mi era entrato in un osso e che quindi mi aveva rosicchiato tutto l’osso quindi è stato necessario poi una seconda operazione perché il femore si era accorciato di 4 cm, poi non riuscivo più a camminare dritto e dopo una seconda operazione di 8 ore ho perso 4 litri di sangue sembra un film tipo nato il 4 luglio’’
In quei lunghi mesi dove non ha potuto muoversi, ha dovuto affrontare una condizione nuova per lui, di sofferenza e lunghe riflessioni sul suo corpo. Quella situazione di forte stress emotivo lo ha portato a scrivere i nuovi brani dell’album.
‘’ …i testi delle canzoni sono molto romantiche perché la mia vita in questo ultimo anno, più del solito era proprio immersa nell’amore, proprio nell’amore inteso in senso molto disparato ma soprattutto nell’amore di una donna, nell’amore di una figlia, nell’amore degli amici che mi sostenevano, che mi davano coraggio che mi rassicuravano’’
Jovanotti – Fuorionda
Questo ha dato a Jovanotti la forza per convocare il suo team e i produttori per preparare le basi del nuovo album: ‘’..così sono venuto a Milano ho parlato con la mia squadra con la casa discografica gli ho detto fatemi incontrare un po’ di produttori della nuova scena musicale, ho fatto il giro dei sette studi invece che delle Sette Chiese, ho rincontrato alcuni con i quali avevo già lavorato Dario Faini/Dardust che è una parte importante di questo disco e Michele Canova, Federico Natelli ’’

La serata è continuata sempre in tono leggero su argomenti importanti, Il Corpo Umano il nuovo album ha portato Jovanotti a toccare tematiche importanti come la filosofia con Platone, e la cristianità con Gesù Cristo.
‘’…il corpo come la gabbia dell’anima come lo chiamava Platone, ma non sono mica tanto d’accordo che il corpo sia una gabbia, il corpo non è una gabbia il corpo ci fa muovere è il contrario di una gabbia il corpo ci può liberare. Poi Oscar Wilde, mia figlia Teresa è appassionata di Oscar Wilde, sapete ha una frase per tutto e il contrario di tutto, e lui dice il corpo si cura attraverso lo spirito e lo spirito si cura attraverso il corpo ed infatti penso che che abbia ragione il vecchio Oscar’’
Presenta poi il brano ispirato dal libro Zorba il greco, di Nikos Kazantzakis e dal film diretto da Michael Cacoyannis con Anthony Quinn, il Sirtaki.
Dopo aver risposto a delle domande dei fan apparse sul grande schermo del teatro e aver citato il suo scrittore preferito Gabriel García Márquez, ringraziato il produttore Rick Rubin, e aver parlato dell’amicizia che lo lega ad Adriano Celentano, Ornella Vanoni. Jovanotti ha proseguito la presentazione dell’album Il corpo Umano mettendo in evidenza che l’evento è coinciso con il giorno della memoria.

Jovanotti descrive la complessità del mondo, pieno di contraddizioni, prendendo come esempio il figlio di Mussolini diventato jazzista durante il fascismo, il jazz era bandito perché considerato musica “degenerata” e non italiana. Mussolini, però, tollerava il jazz, pur censurandolo in parte, perché capiva che agli italiani piaceva ballare. Jovanotti sottolinea come il jazz sia un esempio di come la musica nasca dall’incontro di culture diverse e che questa mescolanza sia una forza vitale.
Contrappone la “follia pericolosa” del fascismo alla “follia festosa” della musica, che unisce le persone. Così si conclude la serata con la positività e la forza di reagire che contraddistingue Jovanotti da sempre.
Tracklist Il Corpo Umano
- Montecristo
- Fuorionda
- Un mondo a parte
- Senza se e senza ma
- La mia gente
- Le foglie di te
- Grande da far paura
- Innamorati e liberi
- 101
- Universo
- Lo scimpanzé
- L’aeroplano
- La grande emozione
- Celentano
- Il corpo umano
Testo canzone Fuorionda di Jovanotti
Potrei dirti che fa ancora male e non si decide a passare
Che quel giorno in ambulanza ho capito che si muore
Ed è stata la prima volta che il protagonista ero io
E non sempre qualcun altro, un attore o un vecchio zio
Potrei dirti che a volte sono attraversato dalla malinconia
Tipo che ho sbagliato tutto e vivo una vita che non è la mia
Ma che ormai ci sono dentro ed è impossibile liberarmi
E poi pensi a una paranoia, è solo un modo per giustificarmi
Potrei dirti tante cose, ma sarebbe un fuorionda
Che mi hai chiesto: “Come va?” e ti aspetti risponda
Oh yeah, come in Russia e in Ucraina
Oh yeah, Tel Aviv e Palestina
Oh yeah, in America Latina
Oh yeah (Oh yeah, oh yeah)
Nell’aria, nell’acqua, per strada e nell’aldilà
A scuola, al lavoro, nel cuore dell’Africa
In basso, in alto, in casa e nel luna park
Nell’aria, nell’acqua, nella città
Potrei dirti che certe volte sento che mi vivi come un peso
Come una decorazione, come un quadro che sta bene appeso
Potrei dirti che vorrei vivere alle Isole Marchesi
Come fecero Gauguin e Jacques Brel, certi francesi
Lo direi ma senza crederci fino in fondo a questa cosa
E se fuggissi veramente poi mi mancherebbe una scusa
Una via di fuga esiste solo se non la intraprendi
Come un patrimonio esiste solo quando non lo spendi
Potrei dirti tante cose, ma sarebbe un fuorionda
Che mi hai chiesto: “Come va?” e ti aspetti risponda
Oh yeah, tra Corea, Taiwan e Cina
Oh yeah, sulla costa maghrebina
Oh yeah, la politica italiana
Oh yeah (Oh yeah, oh yeah)
Nell’aria, nell’acqua, per strada e nell’aldilà
A scuola, al lavoro, nel cuore dell’Africa
In basso, in alto, in casa e nel luna park
Nell’aria, nell’acqua, nella città
(Nell’aria, nell’acqua, per strada e nell’aldilà)
(In casa, al lavoro, in auto, nella città)
(In basso, in alto, nel cuore della realtà)
(Nell’aria, nell’acqua, nella città)
Potrei dirti che ho cercato ovunque e non c’è stato verso
Non l’ho più ritrovato il mondo che abbiamo perso
Ma ci sono momenti, amore mio, che non importa
Perché il cuore a volte è un muro duro
Ma l’amore è una porta (Oh yeah)
Oh yeah, tra il salotto e la cucina
Oh yeah, la domenica mattina
Oh yeah, quando tutto si incasina
Oh yeah (Oh yeah, oh yeah)
Nell’aria, nell’acqua, per strada e nell’aldilà
A scuola, al lavoro, nel cuore dell’Africa
In basso, in alto, in casa e nel luna park
Nell’aria, nell’acqua, nella città
(Oh yeah, oh yeah, oh yeah)
