Dolomiti – 250 milioni di anni e i Suoni che abbiamo interpretato

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I SUONI DELLE DOLOMITI

250 milioni di anni e i Suoni che abbiamo interpretato

Le Dolomiti hanno avuto origine circa 250 milioni di anni fa, tutto quel tempo, quei secoli li abbiamo in noi, reinterpretati in forma di suoni, dipinti, poesie, narrativa.

“Avvicinatevi, vi prego, esaminate questo
spettacolo che senza ombra di dubbio è una
delle cose più belle, potenti e straordinarie di
cui questo pianeta disponga. (…) Sono pietre
o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?
”
Dino Buzzati, Le montagne di vetro, 1956

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Symphony No. 2 “Under the Trees’ Voices”: II. Allegro, Growing as a tree (Live)
Ezio Bosso · Orchestra Filarmonica ‘900 del teatro Regio di Torino

Under The Tree’s Voices è la composizione che Ezio Bosso, compositore, direttore d’orchestra e uno dei rari virtuosi di contrabbasso in ambito classico, scrisse per “I Suoni delle Dolomiti” nel 2010.

Ora si celebrano i trent’anni de I SUONI DELLE DOLOMITI – 1995 2025 – L’unico storico festival sulle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO). Dal 27 agosto al 4 ottobre il Trentino ospiterà una serie di eventi.

Negli anni 1789 e 1790, il geologo francese Déodat de Dolomieu intraprese diversi viaggi nel Tirolo meridionale. Nel 1791 segnalò il ritrovamento di una roccia che, fatta analizzare nel 1792 dal mineralista svizzero Théodore-Nicolas De Saussure, portò alla scoperta di un nuovo minerale. Nel 1794, per rendere omaggio al suo scopritore, Richard Kirwan propose di chiamare quel minerale “Dolomite”.

Il progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale è ideato e curato da Trentino Marketing insieme con le Aziende per il Turismo della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio e di Dolomiti-Paganella e con la collaborazione di SAT, Associazione Rifugi, MUSE, Guide Alpine del Trentino, Soccorso Alpino del Trentino, Croce Rossa del Trentino.

Tra i tanti appuntamenti da inserire in calendario:

L’Alba delle Dolomiti
4 settembre ore 6.30
Col Margherita
Wu Wei, Alexis Baskind, Pascal Contet

Vedrà protagonista la musica di Wu Wei, virtuoso dello sheng, un antico organo a bocca cinese che saluterà il sorgere del sole insieme al fisarmonicista Pascal Contet e al contrabbassista Alexis Baskind.

Nato in Cina e con una solida formazione musicale a Shanghai e Berlino, Wu Wei è una figura chiave nella ri definizione del ruolo dello sheng. Questo strumento cinese millenario, un piccolo organo a bocca composto da canne di bambù alloggiate in una struttura metallica, trova in Wu Wei un interprete capace di trascenderne i confini tradizionali, conducendolo attraverso un viaggio sonoro di tremila anni fino al vibrante panorama musicale del XXI secolo.

La ricchezza timbrica e le illimitate potenzialità melodiche, armoniche, ritmiche e polifoniche dello sheng, grazie al talento di Wu Wei, si manifestano in collaborazioni artistiche multiformi: dal repertorio tradizionale a contesti cameristici e sinfonici, dall’improvvisazione in solo o con formazioni jazz all’esplorazione della musica elettronica e minimalista.

La sua presenza è costante nei più importanti festival internazionali, e il decennio recente lo ha visto esibirsi con orchestre di fama mondiale come la Filarmonica di Berlino (sotto la guida di Kent Nagano), la Filarmonica di Seoul (diretta da Myung Whun Chung), la Filarmonica di Los Angeles (con Gustavo Dudamel), la BBC Symphony (Ilan Volkov), la Sinfonica di San Paolo, la Filarmonica Reale di Stoccolma e la Filarmonica di New York, condividendo il palco con solisti come Guus Jansen (all’organo) e Wang Li (all’arpa ebraica).

Dove: Il Col Margherita, a 2.513 metri di quota, è uno dei punti più panoramici sulle Dolomiti della Val di Fassa. Da qui si possono ammirare, di fronte, le Creste di Costabella, Cima Uomo e la Marmolada; più a destra, le Cime d’Auta, il Sorapiss, il Pelmo, il Civetta, la Moiazza, l’Agner. Alle spalle, invece, svettano le spettacolari Pale di San Martino, le cime Focobon, Mulaz, Vezzana e il Cimon della Pala, mentre verso sud-ovest si estende la lunga catena del Lagorai.

Worldmusic
29 agosto ore 12
Val di Fiemme
Località Tresca, Gruppo Cornacci – Monte Agnello
Le Mystère des Voix Bulgares

Le Mystère des Voix Bulgares

Un singolare coro, formatosi negli anni ’50 con voci pure e potenti scoperte nelle campagne, prive di formazione accademica ma ricche di un innato talento, fu guidato nell’esecuzione di un repertorio antico e spirituale, dalle sonorità danubiane e mediterranee. Dimenticate fino alla metà degli anni ’80, queste voci furono riportate alla luce da Peter Murphy, l’iconico cantante dei Bauhaus, che presentò una loro registrazione all’avanguardista 4AD. L’impatto fu immediato: Ivo, il capo dell’etichetta, confessò un’emozione così intensa da farlo tremare. La ristampa di “Le Mystere des Voix Bulgares” (1975), l’album originariamente curato dal musicologo svizzero Marcel Cellier, segnò un trionfo. Per la prima volta, un ensemble vocale non anglofono superò ogni record di vendita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Il resto è una storia di successo globale. Ora, la magia si ripete in Val di Fiemme, dove, con la maestosità delle Dolomiti come cornice, le Voci Bulgare tornano a incantare.

Maggiori dettagli Suoni delle Dolomiti al link @https://www.isuonidelledolomiti.it/

Sito Unesco @https://www.dolomitiunesco.info/