Theft! A History of Music – secondo episodio La Schola Cantorum e i Trovatori

Illustrazione medievale della “mano guidoniana” con note e sillabe musicali scritte sulle dita e sul palmo.
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Nel precedente episodio della graphic novel Theft! A History of Music si è accennato alla teoria musicale dell’antica Grecia, fino alle proibizioni di Platone.

”’…Gli antichi greci utilizzavano concetti familiari come le ‘note’ che corrispondevano a un determinato suono, e gli intervalli, lo spazio tra le note, che pitagora ricavò dai rapporti matematici…”
link primo episodio:
https://musicaest.com/2025/12/23/theft-a-history-of-music-primo-episodio-dai-divieti-della-musica-di-platone-al-medioevo/

Theft! A History of Music
secondo episodio
La Schola Cantorum e i Trovatori

Grazie a una provvida macchina del tempo, i tre protagonisti dell’avventura musicale vengono proiettati nella Francia dell’VIII secolo, proprio durante la visita di Papa Stefano II alla corte di Pipino il Breve. È un’epoca in cui la Chiesa tenta con fatica di imporre un’uniformità liturgica, un controllo centrale che renda riconoscibili ovunque la stessa musica e gli stessi riti, in un mondo ancora segnato da forti tradizioni locali.

«La Chiesa cercava con fatica di imporre uniformità, un controllo centrale. Ovunque si dovevano sentire la stessa musica, la stessa liturgia…»

Dopo questo primo salto temporale, la narrazione si sposta rapidamente avanti di alcuni secoli, nel pieno del lungo periodo dell’amor cortese. Qui si accenna anche alla presenza delle trobairises, le donne trovatrici attive tra la fine del XII e il XIII secolo, protagoniste di una produzione poetico‑musicale raffinata e sorprendentemente moderna.

Come nel precedente episodio inserisco le note aggiuntive per alcune tavole visti i molti riferimenti storici.

Tavola 25

La tavola contiene un riferimento ironico a The Hobbit di J.R.R. Tolkien, legato al nome “Pippin”, cioè Peregrin Took, uno dei personaggi più noti della saga.

Tavola 26

Il riferimento principale è alla Schola Cantorum, istituzione liturgico‑musicale romana. Viene ricordato inoltre che Papa Stefano II, nell’VIII secolo, viaggiò realmente in Francia per incontrare Pipino il Breve. Compare l’incipit dell’inno mariano Salve Regina, una delle preghiere medievali più diffuse. La tavola richiama anche le riflessioni di Sant’Agostino nelle Confessioni sul rapporto ambiguo tra piacere estetico e devozione, insieme alla posizione tradizionale della Chiesa altomedievale, che privilegiava il canto monodico vocale. Si allude inoltre alla concezione greca della mousiké come forza morale ambivalente, secondo Platone e Aristotele, e al processo carolingio di uniformazione liturgica che favorì la diffusione del canto romano.

Tavola 27

L’espressione “Don’t remix my Mass” è un riferimento contemporaneo alla cultura del remix, applicato ironicamente alla liturgia. La tavola richiama anche Boezio e la sua teoria dei modi greci esposta nel De institutione musica.

Tavola 28

Qui si allude alla romanizzazione liturgica e musicale imposta dai Carolingi come parte del loro progetto politico e culturale.

Tavola 29

La tavola fa riferimento alla scomparsa della notazione tardo‑romana e alla successiva invenzione delle notazioni neumatiche altomedievali. Compare la celebre Guidonian Hand, il sistema mnemonico attribuito a Guido d’Arezzo per insegnare l’intonazione. L’espressione “tecnologia di controllo” è un concetto moderno applicato retroattivamente alla standardizzazione musicale medievale, mentre “musical drift” indica le variazioni locali e temporali tipiche della trasmissione orale del canto liturgico.

Tavola 30

Si parla dei neumi primitivi, segni grafici non ancora legati a un’altezza precisa. L’idea di “unruly technology” descrive una tecnologia che sfugge al controllo dei suoi inventori, applicata qui in modo anacronistico. La tavola richiama inoltre la cultura della courtly love e la musica dei trovatori, dei troubadours e dei jongleurs del XII‑XIII secolo, centrata sul desiderio idealizzato e spesso non corrisposto.

Tavola 31

La citazione proviene dal De Amore di Andrea Cappellano, testo fondamentale del XII secolo sulla teoria dell’amor cortese. Si richiama anche l’attenzione sui passaggi misogini e problematici del trattato, spesso ignorati nelle letture romantiche moderne.

Tavola 32

Le trobairises sono poetesse‑musiciste occitane del XII‑XIII secolo, parallele ai trovatori. La tavola contiene un riferimento ironico alla canzone Big Yellow Taxi di Joni Mitchell (“They paved paradise and put up a parking lot”). Si menziona l’Occitania come area linguistica e culturale dei trovatori e si cita l’incipit della canzone più famosa della Contessa de Dia, una delle poche trobairises di cui restano opere. È presente anche una parodia della canzone We Are Family delle Sister Sledge.

Tavola 33

I versi sono in occitano e utilizzano il tipico lessico trobadorico, con termini come Midons (“mia signora”), che esprimono devozione e sottomissione amorosa.

Tavola 34

Guglielmo IX d’Aquitania, vissuto tra XI e XII secolo, è considerato il primo trovatore di cui restano testi. La tavola include un riferimento pop a Snoop Dogg, noto per testi espliciti, e utilizza il termine “choirboy” (“chierichetto”) in modo ironico.

Tavola 35

La battuta gioca sul contrasto tra corteggiamento e contesto liturgico. Compare il nome di Jean Molinet, poeta e musicista borgognone del XV secolo. Si allude alla pratica medievale del contrafactum, cioè il riutilizzo di melodie o testi secolari in contesti sacri. L’espressione “boudinette” ha una sfumatura erotica ed è un termine popolare ambiguo del medio francese.

Tavola 36

La citazione proviene da Like a Rolling Stone di Bob Dylan ed è usata come battuta meta‑musicale sul tema del prestito e della circolazione culturale.

Tavola 37

La tavola richiama l’influenza reciproca tra lirica cortese e devozione mariana tardo‑medievale. È presente una parodia in stile Rolling Stones, con l’uso del termine “donjon” (mastio medievale) come riferimento pop volutamente anacronistico. Nell’artwork in basso a destra compare la dicitura History of Music Copyright — CARROLL, probabilmente una firma o un inside joke dell’autore Michael Carroll, co‑autore del libro.

Tavola 38

Il riferimento è al postmodernismo come stile narrativo frammentato e autoreferenziale, utilizzato per descrivere i continui salti spazio‑temporali della narrazione. L’inserzione “Scaramouche” richiama Bohemian Rhapsody dei Queen.

Tavola 39

La nota ricorda che nel 1498 Ottaviano Petrucci ottenne a Venezia un privilegio esclusivo per la stampa musicale, spesso considerato una forma di proto‑brevetto.

In tema di trobairises, le antiche trovatrici occitane, il racconto crea una opportunità per mettere in evidenza le cantautrici di oggi, artiste che attingono alla musica del passato e ai suoni del presente per dare forma a una nuova vena cantautoriale, personale. Dalla fonoteca emergono alcuni nomi che incarnano questo spirito di continuità e rinnovamento.

Weyes Blood, And in the Darkness, Hearts Aglow. Tra malinconia e speranza, dove melodie eteree e arrangiamenti lussureggianti diventano il sound di un’epoca incerta ma ancora capace di sognare.

Shooting Daggers, Love & Rage. Nell’album si affrontano temi come unità, sorellanza, amore per sé stessi, riappropriazione del potere, amore queer. Passando per incursioni shoegaze e punk

The Anti-Queens, Disenchanted. è un manifesto punk-rock contemporaneo, La band canadese, guidata da un’energia tutta al femminile, alternano riff taglienti, ritornelli esplosivi e testi che oscillano tra rabbia, ironia e disincanto.

Lambrini Girls, Who Let The Dogs Out. Lo spirito delle riot grrrls punk anni ’70, hardcore e un’attitudine queer dichiarata, ironizzato sulla cultura maschile tossica con un linguaggio diretto e provocatorio.

Doechii, Alligator Bites Never Heal è un lavoro che ha segnato un passo decisivo nella carriera della rapper americana, con capacità di raccontare storie personali con intensità e originalità.

Dark Times, Give dalla Norvegia il trio punk ha condensato in undici brani un linguaggio diretto,  che affrontano temi di alienazione, etichette sociali e autodeterminazione.