Nel cuore dell’inverno, i Phoenix tornano con Winter Solstice, pubblicato in occasione del Record Store Day Black Friday 2023, è un 7″ picture disc che racchiude uno dei brani più evocativi dell’album Alpha Zulu (2022). Stampato in sole 1000 copie, il vinile si presenta come un oggetto da collezione, con un lato illustrato da un dettaglio della Madonna col Bambino di Botticelli e l’altro dalla band stessa.
Il lato A ospita la versione originale di Winter Solstice, traccia sospesa e malinconica, già apparsa come singolo digitale e accompagnata da un video diretto da Alex Southam. Il lato B propone un remix firmato Braxe + Falcon, duo francese legato alla tradizione della French Touch, che trasforma il brano in una meditazione elettronica dal respiro più ampio.
Winter Solstice è uno dei momenti più intimi di Alpha Zulu, album registrato all’interno del Musée des Arts Décoratifs di Parigi, dove i Phoenix hanno sperimentato nuove sonorità tra synth, architetture barocche e collaborazioni inattese. L’album include anche un omaggio a Philippe Zdar, storico produttore della band, e si muove tra nostalgia e reinvenzione.
La critica ha accolto Winter Solstice come una delle tracce più mature e atmosferiche del disco, mentre il remix ha trovato spazio tra gli appassionati di elettronica francese.
Side A
Winter Solstice (Original Version)
Side B
Winter Solstice (Braxe + Falcon Remix)
Il video ufficiale di Winter Solstice dei Phoenix, diretto da Warren Fu (già regista dei video di Daft Punk, Haim, The Strokes, The Weeknd, Paramore, Mark Ronson, Kali Uchis, The Voidz) e Saoli Nash, si presenta come un esercizio visivo raffinato, ma non privo di limiti. Pubblicato nel 2022 e riproposto nel 2023 in occasione del Record Store Day Black Friday, il brano è accompagnato da un impianto estetico che richiama esplicitamente il filone neoromantico ottocentesco, con immagini che sembrano uscite da quadri di Friedrich, Bouguereau o Millais, ma trasposte in chiave digitale.
La regia punta su una tecnica sinestetica, luci fredde, gesti rallentati, ambienti sospesi e il brano si fondono per evocare un paesaggio emotivo più che narrativo. Tuttavia, questa fusione tra suono e immagine, pur formalmente impeccabile, rischia di rimanere un esercizio di stile. Le citazioni pittoriche volti isolati, posture contemplative, scenografie artificiali non vengono reinterpretate, ma semplicemente riprodotte, lasciando poco spazio a una vera invenzione visiva.
Il risultato è un video che si rifugia in un’estetica già codificata, dove la malinconia invernale diventa un pretesto per replicare atmosfere da museo, senza tensione narrativa né rottura formale.
Etichetta: Glassnote
