Ecco la primavera – nostalgia di un tempo quando tutto era semplice e forse non lo è mai stato

Copertina dell’album “Ecco la primavera” con scena rinascimentale di figure in un paesaggio, pubblicato dall’Early Music Consort of London.
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Ecco la primavera

nostalgia di un tempo, quando tutto era semplice

e forse non lo è mai stato

La voglia di riordinare cassetti, tirare fuori tutto dagli armadi e avere ogni cosa sotto gli occhi, tentare di dare un nuovo ordine alla casa, rileggere vecchi appunti da quaderni con pagine rimaste non scritte, e riascoltare vecchi CD. Uno attrae la mia attenzione.

”Ecco la primavera” è il mio CD acquistato nel 1993, è stata inciso ai Decca Studio No.3, di West Hampstead, Londra nel 1969 con l’ensamble The Early Music Consort Of London diretto da David Munrow.

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Così, nel voler stampare quello che è nel PC e caricare tutto ciò che è fisico, per salvare ovunque i propri ricordi, è toccato a quel CD. Attraverso un’unità esterna, un lettore e masterizzatore, ho caricato i diciannove brani madrigali. A 25 anni compravo quel tipo di musica, oltre ad ascoltare autori contemporanei, ma questa volta ho avuto il tempo di approfondire meglio l’autore che volle incidere quelle musiche alla fine degli anni ‘60, ed è una storia bellissima con un finale tragico.

David Munrow viene descritto in un articolo della BBC come un grande studioso della musica medievale, divulgatore in numerosi programmi radio dell’emittente inglese e per aver inciso più di cinquanta album.


”L’approccio di David Munrow al mondo della “musica antica” decollò a Cambridge con la scoperta casuale di un cornamuto, un arcaico strumento a fiato, nella stanza di un amico. Questa fortuita scoperta lo spinse a imparare a suonarlo e, come testimonia il suo collaboratore Christopher Hogwood (direttore d’orchestra, clavicembalista e musicologo), a raggiungere una notevole maestria su circa quarantadue strumenti provenienti da diverse epoche storiche e culture geografiche.

Il suo ensemble, l’Early Music Consort of London, divenne un punto di riferimento cruciale, producendo una ricca discografia che seppe fondere l’aderenza rigorosa alle prassi esecutive della musica del passato con la vivace e libera sperimentazione tipica degli anni ’70. Analogamente a quanto fatto dal pianista canadese Glenn Gould con l’opera di Bach nei decenni precedenti, Munrow riuscì a infondere un’energia sorprendentemente contemporanea alla musica antica, conquistando un vasto pubblico che trascendeva i confini degli appassionati di musica classica per includere anche i fan del rock.

L’ultimo episodio di “Pied Piper“, programma di musica per bambini, esamina la musica ispirata al sistema solare dove Munrow discute di astronomia con Sir Patrick Moore. Possiamo immaginare che Munrow sarebbe stato entusiasta di sapere che un brano musicale eseguito dall’Early Music Consort – “The Faerie Round” da Pavans, Galliards, Almains and Other Short Aeirs di Anthony Holborne – fu incluso nei Voyager Golden Records, che furono inviati nello spazio nel 1977. Questo è un risultato notevole e solo un esempio della straordinaria eredità di Munrow.

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da articolo del 24/03/24
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Il programma “Pied Piper” giunse al termine nel 1976 perché Munrow si tolse la vita a soli 33 anni. Soffriva di depressione, probabilmente esacerbata dalle recenti morti di suo padre e di suo suocero, ai quali dedicò il suo unico libro, Instruments of the Middle Ages and Renaissance.

David Munrow è stato sia un futurista che un archivista, che ha lasciato l’universo della musica enormemente espanso in tutte le direzioni a beneficio di coloro che sarebbero venuti dopo.”

-Estratto dall’articolo della BBC.


Così viene ricordato un artista che ha dato un grande lascito all’ umanità. Così riordinando, e andando un po’ più a fondo sulla storia di un mio acquisto scopro storie e opere altrimenti passate inosservate.

Nell’album ”Ecco la Primavera” sono inserite le note di Munrow sulla scelta dei brani medievali che sono altrettanto interessanti, dove trapela un grande amore per l’arte italiana e artisti come Petrarca, Boccaccio, Simone Martini e Giotto:

”…II principale compositore fiorentino, Francesco Landini, nacque attorno al 1325. Benché cieco sin dall’infanzia egli suonava parecchi strumenti fra i quali anche il liuto, il flauto dolce e l’organo. Landini fu anche poeta, filosofo, astrologo e persino inventore di un nuovo strumento a corde, il Serena serenarum. II suo modo di suonare e la sua musica erano universalmente ammirati, e si può dire che il suo spirito versatile ed energico rappresenti in ‘miniatura’ quello del Trecento...”

Palazzo Schifanoia

Concludo con l’immagine di copertina del CD Ecco la Primavera, si tratta di un dettaglio dell’affresco del mese di Aprile la parte superiore realizzato da Francesco del Cossa pittore e scultore del XV secolo, si trova nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara.

Il nome del palazzo deriva dal motto schivar la noia e si riferisce alla funzione di svago e ricreazione dell’edificio.

Articolo BBC
@https://www.bbc.co.uk/music/articles/8dab9370-63be-4e07-95d6-141104ddf69d?preview=true

Playlist Golden Record NASA
@https://science.nasa.gov/mission/voyager/golden-record-contents/sounds/

Sito ufficiale Ferrara musei
@https://www.ferraraterraeacqua.it/it/ferrara/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/ville-dimore-teatri-storici/palazzo-schifanoia

Analisi testo e musica
@https://musicadocta.unibo.it/article/view/3238/2621

Testo Ecco La Primavera Ballata Francesco Landini (c. 1325-1397)

Ecco la Primavera
che ’l cor fa rallegrare;
temp’è d’annamorare
e star con lieta cera.

No’ veggiam l’aria
e ’l tempo che pur chiam’ allegrezza.

In questo vago tempo
ogni cosa ha vaghezza.

L’erbe con gran freschezza
e fior copron i prati,
e gli albori adornati
sono in simil manera.

Ecco la Primavera
che ’l cor fa rallegrare;
temp’è d’annamorare
e star con lieta cera.