The Strokes – First Impressions of Earth, 20 anni dopo

immagine interna dell'album First Impressions of Earth dei The Strokes nel catalogo della fonoteca di Musicaest: la band fotografata in bianco e nero con chitarre e strumenti musicale separati da fasci di luce e linee verticali. Ispirata a Lothar Quinte, artista di spicco dell’Optical Art.
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The Strokes First Impressions of Earth

Come ogni mattina controllo le newsletter di vari uffici stampa, e quelle che arrivano dalle etichette discografiche alla ricerca di novità di qualcosa che attiri la mia attenzione, così cliccando su una notizia della RCA mi sono ritrovata nel loro sito. Nuovi artisti, nuovi video e sì nuove canzoni, nell’elenco appare inaspettatamente l’ album First Impressions of Earth del gruppo The Strokes e sulla scheda scopro dell’anniversario dalla pubblicazione avvenuta nel 2005.

Sono passati 20 anni e non sono una novità, eppure quell’album continua ad essere nuovo per molti, per i giovani nati in quegli anni, e per i più maturi che prima di oggi non hanno mai ascoltato una sola delle canzoni dei The Strokes.

L’album First Impressions of Earth, la cover e l’artista che l’ha realizzata

È un’opera del pittore tedesco Lothar Quinte (1923-2000), intitolata “Ohne Titel” (Senza titolo come molte altre opere), realizzata nel 1968. Questa scelta artistica, con le sue linee decise e le campiture di colore, riflette in qualche modo l’intento della band di esplorare nuove direzioni, anche visive, distaccandosi dall’estetica più diretta dei lavori precedenti.

Lothar Quinte è annoverato tra i più celebri esponenti dell’Op Art – Op(tical) Art in Germania, le sue opere, emanano una liricità intrinseca che eleva le forme geometriche a una vera e propria esperienza sensoriale. Negli anni ’60, le serie “Veli” e “Finestre” esplorano con maestria i temi della luce e dello spazio, celebrando la pittura – o meglio, la sinfonia cromatica che essa evoca nello spazio – come epicentro della percezione sensoriale.

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Razorblade da First Impression of Earth

Successivamente, con le serie denominate “Quadri a fessura“, “A piegatura” e “A ventaglio“, l’universo pittorico di Quinte si arricchisce di cerchi, quadrati e rettangoli che si manifestano come puri spazi cromatici. Un ulteriore culmine della sua ricerca artistica è rappresentato dai “Quadri Corona”, realizzati nei primi anni ’70. Non mancano poi le incursioni nello stile gestuale dei suoi esordi, visibili nelle serie “Dripping” e “Net“. Nella fase più matura, la sua arte si evolve verso atmosfere cromatiche più pacate, con nuvole di colore e campi energetici intrisi di un’aura profonda e suggestiva. Tratto da Galerie Schlichtenmaier https://www.schlichtenmaier.de/artist/quinte

First Impressions of Earth

Continua a risuonare, i The Strokes saranno tra gli headliner dei prossimi concerti del 2025

“First Impressions of Earth” pubblicato il 30 dicembre 2005 in Germania e in Messico, nel mondo il 2 gennaio 2006 è il terzo album in studio dei The Strokes, dopo l’acclamatissimo “Is This It” (2001) e “Room on Fire” (2003), le aspettative erano altissime per la band newyorkese, che era diventata popolare del garage rock revival.

Sono passati vent’anni. Per alcuni sono volati, per altri hanno lasciato il segno. Eppure, nonostante il tempo, continua a risuonare con brani come ‘Juicebox‘, ‘Heart in a Cage‘ e ‘You Only Live Once‘. E continuerà a farlo i The Strokes sono tra gli Headliner nei prossimi concerti che si terranno il 27 settembre a Las Vegas, a El Paso l’1 ottobre, poi Austin il 3 – 5, 10 – 12 ottobre 2025 e il 30 ottobre in Australia nella città di Adelaide conosciuta come Tarntanya (significa luogo del canguro rosso) dagli indigeni Kaurna. Si aggiunge Coachella aprile 2026.

Quelle prime impressioni restano, e si sono evolute nei nuovi brani degli album successivi, Angles (2011), Comedown Machine (2013), Future Present Past EP (2016), The New Abnormal (2020).

Senza dimenticare i numerosi side project dei membri della band, tra le pubblicazioni più recenti troviamo Albert Hammond Jr. con il suo album solista “Melodies on Hiatus“, uscito nel 2023. Per quanto riguarda Fabrizio Moretti, con i suoi Machinegum ha pubblicato l’album Conduit (2019/20). Nick Valensi, invece, con i CRX ha dato alle stampe l’EP “Interiors” nel 2024 e, nello stesso anno, ha avuto una notevole collaborazione con Ringo Starr nel brano “Gonna Need Someone“, presente nell’EP “Crooked Boy“. Nikolai Fraiture, con il suo gruppo Summer Moon, ha rilasciato il singolo “Dancing on a Moonbeam” sempre nel 2024. Infine, Julian Casablancas con i The Voidz ha pubblicato l’album “Like All Before You” nel 2024, ed è tornato a collaborare con i Daft Punk nel brano “Infinity Repeating (2013 demo)“, incluso nella riedizione del 2023 di “Random Access Memories“.

Tornando al principio di ‘First Impressions of Earth‘ a 20 anni di distanza, come possiamo definire quei primi anni? E le prime impressioni? Sono stati una corsa veloce, istintiva e ponderata, mirata a raggiungere gli obiettivi prefissati. L’intento era quello di non tralasciare nulla, di lasciare un ricordo indelebile di quegli anni, sempre in una continua scoperta e riscoperta.

First Impressions of Earth Track List:

  1. You Only Live Once
  2. Juicebox
  3. Heart In a Cage
  4. Razorblade
  5. On the Other Side
  6. Vision of Division
  7. Ask Me Anything
  8. Electricityscape
  9. Killing Lies
  10. Fear of Sleep
  11. 15 Minutes
  12. Ize of the World
  13. Evening Sun
  14. Red Light

Crediti Discogs
@https://www.discogs.com/it/release/607174-The-Strokes-First-Impressions-Of-Earth