La nuova stagione 2026/2027 dell’Orchestra Sinfonica di Milano è stata presentata ufficialmente il 19 maggio 2026 presso l’Auditorium di Milano, segnando un importante incremento dell’offerta artistica che passa da 25 a 30 programmi sinfonici. La conferenza si è aperta con l’intervento della Presidente della Fondazione, Ambra Redaelli, che ha dedicato l’intero cartellone alla memoria del Presidente emerito Gianni Cervetti, figura storica e fondamentale per l’istituzione. Sono seguiti i saluti istituzionali di Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, che ha lodato il rigore e la responsabilità civile dell’orchestra, e il video messaggio di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che ha sottolineato il ruolo dell’orchestra come presidio di accessibilità. Dopo l’intervento di Filippo Barberis, Capo di Gabinetto del Comune di Milano, la parola è passata al Direttore Musicale Emmanuel Tjeknavorian, vero cuore artistico della presentazione, per poi concludersi con un contributo video del Sottosegretario di Stato Federico Freni.

Il Caleidoscopio di proposte della Presidente della Fondazione, Ambra Redaelli
Ambra Redaelli, che ha delineato una visione dell’istituzione fondata sulla crescita e sulla memoria, ha descritto il nuovo cartellone come un vero e proprio “caleidoscopio” di proposte, sottolineando con orgoglio il ritorno a numeri importanti, la stagione passerà infatti da 25 a ben 30 programmi sinfonici, offrendo al pubblico e agli abbonati una libertà di scelta senza precedenti.
L‘analisi della Presidente si è soffermata su due pilastri fondamentali, l’eccezionalità del rapporto con il Direttore Musicale e il valore del legame umano. Redaelli ha definito la presenza di Emmanuel Tjeknavorian come un caso “unico nella storia di una realtà culturale“, lodando la sua capacità di calarsi nel ruolo di “interprete” sedendo tra i professori d’orchestra come violinista per motivarli e stimolarli direttamente sul campo, Il momento più toccante dell’apertura è stata la dedica dell’intera stagione al Presidente emerito Gianni Cervetti, figura cardine recentemente scomparsa. Infine, ha evidenziato l’importanza delle collaborazioni istituzionali, citando il prestigioso legame con il Teatro alla Scala per l’inaugurazione e la nuova sinergia con la Fabbrica del Duomo.
Emmanuel Tjeknavorian, il perfezionismo al servizio dei grandi compositori
Di seguito viene riportato l’intervento completo del Maestro, che per l’occasione ha scelto di esprimersi per la prima volta in pubblico in lingua italiana:
«Buongiorno care signore e cari signori. Grazie per essere qui, grazie per tutte le belle parole e come dice Don Giovanni, non l’avrei mai creduto, ma farò quel potrò. Oggi voglio fare pure meglio, voglio provare a fare questa conferenza stampa in italiano per la prima volta in pubblico. Purtroppo non ho mai tempo per studiare questa bellissima lingua, perché lavoro e studio le partiture davvero ogni giorno e ogni notte. E anche stanotte non ho dormito perché sono molto nervoso e anche emozionato, ma soprattutto perché stamattina, oggi pomeriggio ho una prova con i miei musicisti e ogni incontro qui sul palco è una grande responsabilità, è una grande sfida.
Sono stato a Firenze per un mese ed è stato per me un periodo molto importante, molto intenso, ma anche molto bello. Ma ieri mattina sono arrivato, sono tornato a Milano e avevo una sensazione come sempre, come la prima volta, una sensazione molto forte, molto speciale. Io sono ancora innamorato di questa città e adoro Milano.
Milano è la mia città, il pubblico milanese è il mio pubblico e l’Orchestra Sinfonica di Milano è veramente la mia famiglia musicale e per questo sono molto grato.
Purtroppo ho una malattia abbastanza forte, forse anche pericolosa, si chiama perfezionismo. E una vita con questa malattia è terribile, è difficile per tutti, per la mia famiglia, per i miei amici, per l’orchestra sinfonica di Milano. So intellettualmente che il perfezionismo non esiste nel mondo dell’arte, nel mondo della musica, perché noi musicisti siamo soldati, siamo avvocati dei grandi compositori, dei grandi geni, e dobbiamo essere sempre bravi e dobbiamo lavorare sempre e dobbiamo essere pronti. È un peccato, perché un musicista né giovane, né anziano, né acerbo, né maturo, né con esperienza né senza, non è mai pronto, perché capire i messaggi dei grandi compositori è un lavoro per tutta la vita e la cattiva notizia è che è un lavoro davvero senza fine. I veri artisti sono così purtroppo, ma noi dobbiamo preparare concerti per voi e dobbiamo mostrarvi dei risultati.
Oggi sono qui per dire solo alcune parole sulla nuova stagione. La parola più importante per me per una stagione, ma anche per l’umanità, è forse equilibrio.
Ho quasi un’ossessione perché voglio trovare e ho bisogno di trovare sempre un equilibrio migliore nella vita e nella musica. Nella vita sono un disastro, ma nella musica forse va un po’ meglio. Ma che cosa significa un buon equilibrio per una stagione? Abbiamo bisogno di repertorio per voi, ma anche per noi. Brani che ci aiutano a crescere artisticamente, musicalmente, ma anche brani amati dal pubblico.
In questa stagione abbiamo ancora una volta grandi capolavori per il pubblico come la Nona di Beethoven, la Quinta di Čajkovskij, la Nona di Dvořák,
ma abbiamo anche opere meno conosciute come I Sette veli di Salome di Richard Strauss (Alkber), anche la sinfonia di Carl Nielsen, anche una sinfonia di Haydn senza nome, la numero 68.
Guardiamo ovviamente anche ai compositori contemporanei e sono molto felice che finalmente torni anche Johann Sebastian Bach, il padre dei compositori, con uno dei suoi concerti brandeburghesi. C’è anche un bell’equilibrio tra direttori e solisti. Abbiamo direttori ospiti che lavorano con noi regolarmente, abbiamo naturalmente anche nuovi nomi e talentuosi artisti italiani. Non vorrei offendere nessuno e purtroppo non abbiamo il tempo di menzionare tutti i nomi, tuttavia potete trovare tutto nel programma.
Non vogliamo fare una rivoluzione. Non sono qui per i grandi esperimenti, non sono a Milano per i grandi esperimenti. Vogliamo continuare il nostro lavoro e il nostro percorso.
Ma per la prima volta nel mio percorso con l’Orchestra Sinfonica di Milano abbiamo un artist in residence, un artista in residenza: la pianista Alexandra Dovgan. L’ho ascoltata un anno fa ed è davvero impressionante, perché per lei la musica è la vita. Alexandra è molto precisa, molto seria e molto onesta e mi piace lavorare con artisti che hanno queste qualità; credo che Alexandra sia un nuovo membro giusto e naturale della nostra famiglia.
Per favore, venite ad ascoltare e condividete con noi la passione e l’amore per la musica, perché senza voi non possiamo vivere, veramente. Spero che in un mondo ideale anche voi non possiate vivere senza di noi. Certamente quando il nostro auditorium è pieno siamo molto felici e abbiamo una grande ispirazione per dare tutto quello che abbiamo. Come sapete preferisco non parlare con le parole ma con la musica, ma vorrei concludere il mio discorso con la parola più bella del mondo. Grazie».

La Campanella è suonata il mondo è cambiato, il messaggio del Sottosegretario Federico Freni
Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Freni, impossibilitato a essere presente fisicamente, ha inviato un messaggio denso di riflessioni storiche e civili. Si è soffermato in particolare sulla scelta del concerto inaugurale di Elgar:
«Aprire la stagione della sinfonica Milano con questo concerto è una scelta, secondo me, azzeccatissima. È una scelta che apre il cuore al senso di realtà, perché il concerto di Elgar è un concerto che suona la campanella degli inglesi dell’epoca e gli dice ragazzi sveglia, il mondo è cambiato Aprire questa stagione con il concerto di Elgar credo sia molto significativo anche oggi»
Freni ha poi lodato il coraggio della programmazione per il bicentenario beethoveniano: «Credo sia giusto e saggio non celebrare i 200 anni della morte di Beethoven con l’ennesima nona sinfonia, ma fare con la quinta sinfonia. Credo sia una scelta molto intelligente e molto azzeccata»
Ha inoltre confessato la sua passione per le contaminazioni jazz, citando il concerto finale di Wayne Marshall e le opere di Šostakovič: «La mia perversione tendente al jazz mi dice che il concerto di Wayne Marshall sarà molto bello»
In conclusione, ha lanciato un appello sul ruolo sociale della Fondazione: «State inverando quello che è il messaggio che la cultura può e deve dare al nostro paese: suonare la campanella, svegliare le teste e le coscienze e dare ogni anno un messaggio composito. Tra le mille difficoltà che fare musica oggi in Italia ci porta, l’unica cosa vi prego è di non abdicare a questo ruolo… di guida che la cultura e la musica devono avere nel 2026-2027. Lasciate che la musica continui a svegliare le teste».
Il programma completo
https://sinfonicadimilano.org/it/news/presentata-la-stagione-2026-27
